Silvia Califano, figlia unica di Franco, qualche giorno dopo la messa in onda su Rai 1 commenta la fiction dedicata al padre, non risparmiando qualche frecciatina.
“Mi dispiace che sia stata data una rappresentazione di un uomo complesso come mio padre in una versione condensata, affrettata e superficiale e che non sia stato dato spazio anche ad altre persone fondamentali nella sua vita.”
Spiega Silvia ad Adnkronos.
“Riguardo al suo contenuto mi preme chiarire alcuni punti, in particolare relativamente ai fatti raccontati nella prima parte, allo scopo di tutelare in primis l’immagine di mia madre e anche quella di mio padre. Per prima cosa voglio congratularmi con Leo Gassman per l’attenzione e il rispetto che ha avuto nell’interpretare il ruolo di mio padre, sapendo cogliere i tratti caratteristici dell’uomo e dell’artista.”
Silvia entra nello specifico.
“Mio papà e mia mamma si sono conosciuti nel 1955, fidanzati nel 1956, sposati ad ottobre del 1958 e io sono nata a settembre del 1959, per cui facendo un rapido calcolo si evince che mia mamma non fosse incinta il giorno delle nozze, come invece rappresentato nel film.
Nella scena del matrimonio inoltre sono presenti dei personaggi che all’epoca dei fatti erano solo ragazzini, che non potevano quindi essere già amici di mio padre.
La scena di mio padre e mia madre appartati nel bagno pubblico di un locale non rispecchia la realtà di quanto accaduto e restituisce un’immagine non veritiera dei miei genitori.
Aggiungo che nel film si allude ad un presunto tradimento di mia madre, mi riferisco alla scena della telefonata interrotta. Non capisco l’utilità di gettare quest’ombra sulla sua figura, né la necessità di fabbricare giustificazioni alla conclusione del matrimonio dei miei genitori, che possano far uscire in una luce migliore mio padre.
Capisco che per realizzare un biopic sia necessario inserire elementi romanzati, ma si è comunque deciso di includere il vero personaggio di mia madre, Rita Di Tommaso, svuotato però di qualunque sua caratteristica reale.”

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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