Ultimo Roma

Testo e significato di “Tutto”, il nuovo brano di Ultimo, scritto poche ore dopo il successo del concerto di Tor Vergata.

“Questa canzone mi fa male e bene allo stesso momento.
L’ho finita di scrivere all’alba tornato dal grande concerto di quest’estate.
Quando arrivi ad avere “tutto”, ti siedi sul divano guardi fuori ed è come se tu non avessi più scuse per sentire alcun tipo di mancanza.

Una persona a cui voglio molto bene mi ha guardato e detto: “stai a piange te che hai tutto!?”
E da quel momento quella frase ha creato una crepa dentro di me.
“che poi che cosa è “tutto”!? Gli ho risposto.
Perché alla fine tutti siamo dentro una rincorsa perenne.
Siamo dentro questo stupido gioco fatto con regole strane.
Forse guardiamo tutti dal lato sbagliato?
Forse “Tutto” è un marciapiede lercio e 4 birre con chi ami.
Forse “Tutto” per me era stare con Paoletto a cantare Perfect Day ogni pomeriggio?
Forse basterebbe soltanto prendere quello che arriva e basta.
In ogni caso sono orgoglioso delle mie canzoni e questo vale tutto il marasma che ho provato a descrivere in questo post.

“Mi manca il letto e il comodino accanto
Scrivevo “Dio, vorrei un mio concerto”
La gente sotto e la mia voce al centro
E adesso qui c’è tutto, ma continua il freddo..

Lo so che adesso puoi trovarlo assurdo,
ma io sento freddo anche se per te ho TUTTO”

Ultimo, testo e significato del brano “Tutto”

Tutto
tutto
tutto

Io non sono bravo
a fare quello che ride
nelle serate di gruppo
e nelle serate estive
io non sono bravo
ma dovresti saperloparlo solo col cielo
voglio volarci dentro
e ti parlo da un’ora
ma non uso parole
ho un linguaggio che vola
e che va dove vuole
ma siediti accanto a me

Mi manca il prato
a piedi nudi
suonare senza leggere spartiti
mi manchi tu
però non te lo dico
tu che cerchi me
mentre io cerco il vino
e mi manca quando
mi mancava questo
sedersi sopra un marciapiede lercio
e adesso tu
col tuo volto distruttomi dici piangi proprio te che hai tutto
tutto
che poi che cosa è tutto
io non so cosa è tutto

Io non sono bravo
a mostrare emozione
nella vita non riesco a diventare canzone
quando mi siedo al piano
è come se non fossi
quello lì sul divano
quello di tutti i giorni
perché scrivere è sacro
tu mi guardi negli occhi
tu mi chiami per nome
e vedi infiniti mondi
ma siediti accanto a me

Mi manca Paolo e la cantina sotto
c’era “Perfect Day” ad un volume assurdo
ci chiedevamo della vita al centro
se era meglio o peggio
se era zero o cento
e mi manca il letto e il comodino accanto
scrivevo “Dio vorrei un mio concerto”
la gente sotto e la mia voce al centro
e adesso qui c’è tutto ma continua il freddo
il freddo
lo so che adesso puoi trovarlo assurdo
ma io sento freddo anche se per te ho tutto
tutto
lo so che adesso puoi trovarlo assurdo
ma io sento freddo anche se per te ho tutto

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