Baby Gang Misere

Baby Gang parla dal carcere: sfogo sui 16 capi d’accusa, smentita sui maltrattamenti e annuncio di un nuovo brano in uscita il 24 aprile.

Baby Gang torna a far sentire la sua voce direttamente dal carcere attraverso alcune storie Instagram che stanno facendo discutere. Il rapper, attualmente coinvolto in una nuova inchiesta con 16 capi d’accusa, tra cui detenzione abusiva di armi e rapina, ha deciso di rispondere pubblicamente alle accuse, contestando la narrazione emersa negli ultimi giorni.

Nel lungo messaggio condiviso, l’artista non nega il suo passato complicato ma respinge con forza l’idea di essere colpevole di tutto ciò che gli viene attribuito:

«Non sono mai stato un santo, ma ciò non vuol dire che sono colpevole di qualsiasi cosa mi accusano».

Il punto sui maltrattamenti: “Non è stata la mia ex a denunciarmi”

Tra tutte le accuse, ce n’è una che lo ha spinto a intervenire con decisione: quella di presunti maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna.

Baby Gang insiste su un elemento che, secondo lui, cambierebbe la prospettiva del caso:

«A denunciarmi sono stati i carabinieri e non la mia ex compagna».

Il rapper annuncia anche possibili azioni legali contro chi ha diffuso questa versione dei fatti:

«Mi tocca denunciare tutti per diffamazione: dalle pagine ai giornali e a tutte le persone che hanno condiviso il fatto dei maltrattamenti».

Nel suo sfogo, l’artista affronta anche altri episodi contestati, cercando di ridimensionarne la gravità. In particolare, cita un’accusa di rapina e sequestro di persona legata a un presunto tentativo di furto nella sua abitazione:

«Sono pure accusato di aver rapinato e sequestrato dei ladri che stavano tentando di entrare a casa mia, ma questo è uno dei miei ultimi problemi».

Uno dei passaggi più forti del messaggio è quello in cui Baby Gang parla apertamente di una presunta persecuzione nei suoi confronti:

«Il mio unico sbaglio che ho fatto nella mia vita è che mi sono chiavato un’ex moglie di un carabiniere. Da quel momento mi perseguitano».

Il rapper sostiene anche di aver ricevuto minacce gravi:

«Sono stato minacciato di essere ammazzato e buttato nel lago».

Nel testo, emerge una sfiducia totale verso le istituzioni:

«Non mi fido della giustizia, non mi fido dello Stato, non mi fido più di nessuno».

E aggiunge:

«Ormai è la quindicesima volta che entro in carcere e questo vi fa capire che sono l’esperimento fallito di questa giustizia».

Nella parte finale della sua “lettera”, Baby Gang descrive anche le condizioni della sua detenzione, parlando di isolamento e restrizioni:

«Sono isolato dal mondo, non so che ore sono, non so che giorno è».

Il racconto si fa ancora più duro quando accenna al regime detentivo:

«Senza televisione, senza acqua calda e l’aria da solo».

L’annuncio: nuova musica in arrivo

Nonostante la situazione, il rapper chiude il suo messaggio con un annuncio che riguarda la sua carriera musicale. Un nuovo progetto è infatti in arrivo a brevissimo:

«Ho solo un problema, e uscirà venerdì su tutte le piattaforme».

L’uscita è prevista per il 24 aprile, segno che, anche dal carcere, Baby Gang continua a mantenere un legame diretto con la musica e il suo pubblico.

Lo sfogo di Baby Gang riaccende il dibattito sulla sua figura pubblica, divisa tra carriera musicale e vicende giudiziarie. Da un lato le accuse pesanti, dall’altro una difesa netta e una narrazione alternativa dei fatti.

La verità giudiziaria seguirà il suo corso, ma nel frattempo il rapper sceglie di parlare direttamente ai fan, trasformando anche il momento più difficile in un’occasione per comunicare — e fare musica.

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