Lunapop

Nicola “Ballo” Balestri racconta oltre trent’anni di musica al fianco di Cesare Cremonini: dai Lùnapop alla televisione, tra passione e disciplina.

Da oltre trent’anni Nicola “Ballo” Balestri vive la musica accanto a Cesare Cremonini. Un percorso iniziato quando era ancora adolescente, con il successo travolgente dei Lùnapop, e proseguito negli anni attraverso trasformazioni, difficoltà, studio e nuovi progetti. Oggi il bassista continua a considerare il palco e la musica il centro della propria vita.

Intervistato da Varesenews in occasione di Varesanza, ai Giardini Estensi di Varese, Ballo ha ripercorso alcune delle tappe più importanti della sua carriera, partendo proprio dall’esperienza con i Lùnapop.

«Ero talmente piccolo che, in realtà, non l’ho mai capito. E forse è stata un po’ la mia salvezza», racconta ricordando il successo esplosivo dei primi anni Duemila. Nel 2000 la band arrivò anche a Varese, durante un tour che portò i Lùnapop a suonare in moltissime città italiane.

Quella popolarità improvvisa, però, non era sempre facile da gestire. «Questi giri sulle montagne russe così improvvisi sono tanto belli da fuori quanto possono essere dannosi da dentro», spiega Ballo, che attribuisce alla propria inconsapevolezza di allora anche la capacità di attraversare quella fase senza rimanerne travolto.

Dopo la fine dei Lùnapop e l’inizio della carriera solista di Cremonini, Ballo ha scelto di rimanere al suo fianco. Una decisione sostenuta soprattutto dalla passione: «Quando vai alla radice di quello che fai, nel mio caso trovi la passione per la musica. Dopo vengono il successo, il comfort, la patina, il glitter».

Ed è proprio questa convinzione ad avergli permesso di continuare anche nei momenti più complicati. Per descrivere il suo percorso utilizza una metafora calcistica: «Paragonalo a un campionato: magari fai schifo, però lo devi finire».

Nel frattempo Ballo ha continuato a studiare, conseguendo una laurea al Conservatorio di Rovigo e una in Lingue, mercati e culture dell’Asia all’Università di Bologna. Oggi la sua attività si è allargata anche alla televisione e alla produzione musicale, mentre resta il desiderio di lavorare alla colonna sonora di un film.

«Al conservatorio ho studiato musica per film. Un film non mi è ancora capitato e mi piacerebbe», racconta.

Nessun rimpianto nemmeno sulla questione della visibilità al fianco di Cremonini: «Ho sempre visto in lui un talento gigantesco. Non mi sono mai posto il problema». E sulla competizione aggiunge: «L’ho sempre vista come qualcosa di controproducente».

Una carriera costruita lontano dai riflettori, ma sempre con lo sguardo rivolto alla musica. «Il progetto di una vita, purtroppo, deve occupare una vita», sintetizza Ballo. Una filosofia che, dopo più di trent’anni, continua a guidare il suo viaggio.

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