C.S.I. 2016

I C.S.I. tornano “In viaggio” 25 anni dopo: sei concerti in Italia, un biennio in Mongolia, un film e forse nuova musica. Tutti i dettagli sul ritorno del Consorzio Suonatori Indipendenti.

Venticinque anni dopo l’ultimo concerto, i C.S.I. si rimettono davvero In viaggio. Non solo un tour, ma un progetto ampio e stratificato che comprende sei concerti in Italia tra agosto e ottobre 2026, due appuntamenti in Mongolia tra il 2026 e il 2027 e la realizzazione di un film che racconterà i due anni della reunion. L’annuncio è arrivato a Marzabotto, alla Casa della Cultura e della Memoria, un luogo carico di significato storico e simbolico, a pochi passi da Monte Sole, teatro dell’eccidio nazista del 1944 e punto di chiusura dell’esperienza dei C.S.I. nel 2001.

Il ritorno del Consorzio Suonatori Indipendenti non nasce da una strategia, ma da una concatenazione di eventi. Giovanni Lindo Ferretti lo ha spiegato con chiarezza: «Non sono i pensieri a essere essenziali, l’essenziale è l’accadere». Dopo la fine del recente ciclo dei CCCP, un pranzo tra i vecchi compagni, una proposta inattesa dalla Mongolia e il desiderio mai sopito di chiudere una storia rimasta in sospeso hanno riattivato quella che Ferretti definisce «una cellula dormiente».

Il progetto si svilupperà come un vero e proprio “biennio mongolo”. Nel luglio 2026 Ferretti e Massimo Zamboni saranno a Ulan Bator per un preludio simbolico, mentre nel 2027 l’intera band tornerà nello stesso luogo per celebrare il trentennale di Tabula rasa elettrificata, l’album che nel 1997 portò i C.S.I. al primo posto in classifica. «Tornano come sono nati: senza sapere esattamente cosa faranno», ha detto Ferretti, sottolineando la natura aperta e non programmata del progetto.

Accanto a lui, sul palco e nel viaggio, ci saranno Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali. Proprio Maroccolo, impegnato con il tour dei Litfiba, ha ammesso che la reunion nasce anche da un’esigenza personale: «Non mi era piaciuto come ci eravamo sciolti. Non il fatto che fosse finita, ma il modo». Dopo anni di tentativi andati a vuoto, «quando ho smesso di desiderarla, questa cosa è arrivata da sola».

I concerti italiani partiranno simbolicamente da Marzabotto il 28 agosto 2026 e toccheranno luoghi significativi, lontani dalle grandi città. Una scelta coerente con lo spirito del gruppo e con l’idea di concerti non elitari: come ha spiegato Ginevra Di Marco, «i biglietti non supereranno i 48 euro, perché la musica deve restare accessibile». Un messaggio forte in un’epoca di live sempre più costosi.

A documentare questo ritorno sarà anche un film, prodotto dalla casa di produzione fondata da Valerio Mastandrea. «Se c’è un film, ci dovrà essere una colonna sonora», ha lasciato intendere Ferretti, aprendo alla possibilità – non garantita – di nuova musica. Un’ipotesi che Massimo Zamboni definisce «un incubo nell’incubo», ma che non viene esclusa del tutto.

Il titolo In viaggio non è casuale. È il nome di un brano storico dei C.S.I., inizialmente osteggiato dallo stesso Ferretti, che oggi diventa la sintesi perfetta del progetto. «Sul palco apriva spazi inimmaginabili», ha raccontato, aggiungendo con ironia che anche una recente omelia papale sul “cammino” ha contribuito alla scelta definitiva. Così, tra memoria, silenzio e nuove traiettorie, i C.S.I. tornano a camminare insieme. Non per spiegare il mondo, ma per lasciarlo, ancora una volta, raccontarsi attraverso le canzoni.

Qui il calendario del tour e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Foto di Guido Harari

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