La polemica su Delia e la sua versione di “Bella Ciao” al Concertone del Primo Maggio continua a far discutere. Dopo l’esibizione in piazza San Giovanni a Roma, la cantante è finita al centro di un acceso dibattito per aver sostituito nel celebre brano la parola “partigiano” con “essere umano”, scelta che ha diviso pubblico, artisti e opinionisti.
Una modifica che ha scatenato reazioni forti, da Alessandro Gassmann a Veronica Gentili, fino al mondo della musica folk e resistente rappresentato dai Modena City Ramblers. Ma a chiarire il senso della sua scelta è stata la stessa Delia, con un lungo messaggio social che prova a riportare il discorso sul terreno che lei ritiene più importante: quello umano.
Le parole di Delia: “Il partigiano era un rivoluzionario”
La cantante ha voluto spiegare pubblicamente il significato della sua interpretazione:
“Il partigiano era letteralmente un rivoluzionario che ha preso le armi e si è ribellato. ‘Essere umano’ era per i civili che vengono ammazzati dalle bombe mentre stanno cenando a casa o mentre stanno dormendo con i propri figli.”
Una distinzione precisa, che non voleva cancellare il valore storico della Resistenza ma allargare la riflessione ai conflitti contemporanei.
Delia ha aggiunto:
“Mi dispiace che il mio messaggio sia stato frainteso da una parte delle persone. In piazza San Giovanni, durante il concerto del Primo Maggio, ho sentito invece tanto affetto e partecipazione.”
Una posizione chiara contro la guerra
Nel suo sfogo social, Delia ha ribadito una presa di posizione netta:
“Io prendo una posizione chiara contro chi si arroga il diritto di togliere la vita ad altri esseri umani, oggi e sempre.”
Il riferimento è ai conflitti che stanno segnando il presente: Ucraina, Iran e soprattutto Gaza.
“Ci indigniamo per una parola cambiata mentre a Gaza sta avvenendo un vero e proprio genocidio.”
E ancora:
“Mentre ci indigniamo per una parola cambiata, da oltre quattro anni in Ucraina muoiono civili che non hanno scelto di combattere.”
Per Delia, il punto non è il cambio di una parola, ma il valore universale della vita umana.
Alessandro Gassmann: “Non si possono cambiare le parole”
Tra le prime reazioni pubbliche è arrivata quella di Alessandro Gassmann, che sui social ha criticato apertamente la scelta della cantante:
“Non si possono cambiare le parole di Bella Ciao.”
L’attore ha poi spiegato:
“Hanno un senso e una importanza che non possono e non devono cambiare. Il partigiano non è un qualsiasi essere umano.”
E ha concluso:
“È un essere umano che, rischiando e a volte perdendo la propria vita, ti ha ridato la libertà.”
Una posizione netta, che difende il significato storico e simbolico del brano. L’attore dimentica l’aberrante versione del brano portata sul palco dal figlio durante il Concertone 2025. Un’esibizione rispettosa nel testo, ma per il resto… ignobile!
Veronica Gentili: “Il partigiano sceglie”
Anche Veronica Gentili ha preso posizione contro la modifica:
“Eh no cara Delia, partigiano ed essere umano sono due parole molto diverse.”
La giornalista, che il pubblico mainstream conosce per aver condotto L’Isola dei Famosi, ha sottolineato:
“Il partigiano sceglie, si schiera, prende parte ed è pronto a soccorrere chi ne ha bisogno.”
E ha aggiunto:
“L’essere umano vive, quando gli riesce, altrimenti si limita ad esistere.”
Secondo Gentili, sostituire una parola con l’altra non amplia il significato, ma rischia di svuotarlo.
I Modena City Ramblers: “Vale l’originale”
Anche dal mondo musicale sono arrivate critiche. Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers ha ribadito la centralità del testo originale:
“Bella Ciao, cantiamola ora più che mai. Vale l’originale.”
E ancora:
“È una canzone per quelli che non si riconoscono nel fascismo e si ribellano.”
Una linea chiara: il brano va preservato nella sua forma storica.
Il silenzio di Serena Brancale
Intanto molti fan si interrogano sul silenzio social di Serena Brancale, artista molto vicina a Delia e figura chiave nel suo percorso professionale.
È stata proprio Brancale a portarla sotto i riflettori, condividendo management e importanti palchi come Sanremo. Eppure, durante questa bufera mediatica, nessun messaggio pubblico è arrivato in sua difesa.
Un silenzio che, per molti, pesa quasi quanto le critiche.
Una polemica forse fuori fuoco
Il punto centrale, però, resta uno: Delia non ha negato il valore della Resistenza, ma ha cercato di attualizzarne il messaggio.
“Bella Ciao è il simbolo di quella libertà che abbiamo bisogno di cantare, oggi e sempre.”
E forse proprio qui sta la parte più convincente della sua spiegazione: ricordare che prima di tutto, come scrive lei stessa,
“Siamo ESSERI UMANI.”

Roberto Padovan (Bassano del Grappa, 1986) è autore e aspirante giornalista. Appassionato di musica e cultura pop, scrive articoli, interviste e approfondimenti che uniscono analisi e racconto. Con uno sguardo curioso e attento alle nuove tendenze, esplora il panorama musicale contemporaneo valorizzando le storie e le voci che lo animano.
📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”
🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.
