Eurovision 2026 Vienna

La sesta giornata di prove dell’Eurovision Song Contest 2026 ha chiuso ufficialmente il primo ciclo di rehearsal alla Wiener Stadthalle di Vienna. Dopo giorni intensissimi dedicati alle semifinali, oggi è stato il turno dei Big 4 e del Paese ospitante, l’Austria, che hanno finalmente mostrato per la prima volta le rispettive messe in scena complete.

Una giornata molto attesa non soltanto per il peso specifico delle nazioni coinvolte, ma anche perché Italia, Francia, Germania e Regno Unito arrivano all’Eurovision con produzioni particolarmente ambiziose. E le aspettative, almeno a giudicare dalle prime impressioni emerse dal press center, sembrano essere state rispettate.

Tra matrimoni napoletani, ballroom teatrali, rave elettronici, fumo cinematografico, uffici distopici e coreografie tribali, Vienna ha vissuto una delle giornate più spettacolari di questa edizione.

Qui il riassunto, come riportato da Reddit.

Italia – Sal Da Vinci conquista Vienna con il matrimonio-evento di “Per sempre sì”

Ad aprire la giornata è stata l’Italia con Sal Da Vinci e la sua Per sempre sì, una delle performance più discusse e cinematografiche viste finora all’Eurovision 2026.

L’esibizione è costruita come un vero musical romantico in quattro atti, una scelta registica che punta apertamente sul racconto e sull’identità mediterranea. Il palco si apre con la preparazione dello sposo: Sal Da Vinci, elegantissimo in un abito bianco firmato da uno stilista napoletano, viene affiancato dai suoi testimoni in una scena che richiama le grandi cerimonie partenopee.

Poi tutto cambia. Un enorme lampadario scende dall’alto e la Wiener Stadthalle si trasforma in una ballroom di lusso. Qui entrano in scena ballerini e performer impegnati in una coreografia ad alta intensità fatta di capriole, acrobazie e movimenti teatrali.

Il terzo atto porta invece il pubblico direttamente al matrimonio: la sposa attraversa lentamente la passerella centrale mentre Sal assume il ruolo di officiante della cerimonia, in una trovata scenica che ha immediatamente attirato l’attenzione dei media presenti.

Il finale è una vera esplosione napoletana: alberi di limoni, luci calde, fuochi d’artificio digitali e un ricevimento sotto le stelle trasformano Vienna in una festa mediterranea.

Ma oltre alla spettacolarità visiva, a impressionare è stata soprattutto la vocalità. Sal Da Vinci ha sfoderato una prova tecnica solidissima, raggiungendo note altissime raramente affrontate da un interprete maschile all’Eurovision. Dal press center molti parlano già di una delle performance vocali più forti di questa edizione.

L’Italia, del resto, resta una delle nazioni più solide della storia recente del contest: negli ultimi dieci anni ha mancato la Top 10 soltanto una volta.

Germania – Sarah Engels porta il fuoco sul palco con “Fire”

Dopo la pausa pranzo è stata la volta della Germania con Sarah Engels e Fire, performance che punta tutto su potenza scenica, glamour e impatto visivo.

La palette cromatica riprende apertamente i colori della bandiera tedesca: nero, rosso e oro dominano l’intera messa in scena. Sarah appare completamente vestita d’oro in un body tempestato di strass, con un corsetto che richiama vere e proprie fiamme.

La performance inizia in maniera inaspettata: Sarah è sdraiata sopra un enorme cubo scenografico e interpreta l’inizio del brano in una versione quasi da piano ballad, ripresa da una telecamera dall’alto. Poi, improvvisamente, Fire esplode davvero.

Entrano in scena quattro ballerini, anch’essi vestiti d’oro, e il palco si trasforma in una produzione pop ad altissima energia. La delegazione tedesca ha mantenuto segreti alcuni momenti chiave della performance, censurati volutamente nel live blog ufficiale, alimentando ulteriormente la curiosità attorno all’esibizione.

Il finale, però, è stato confermato: un’enorme esplosione di pyro chiude la performance tra fiamme e luci incandescenti.

La Germania sembra aver scelto una strada molto precisa: spettacolo puro, diva pop e staging gigantesco.

Francia – Monroe trasforma il palco in un dipinto romantico

Tra le performance più artistiche della giornata c’è stata sicuramente quella della Francia con Monroe, appena 17 anni ma già considerata una delle outsider più pericolose della competizione.

Regarde ! viene presentata come una vera opera teatrale ispirata alla pittura romantica francese. Monroe emerge lentamente da una fitta nube di fumo su un piccolo podio posto sul retro del palco, per poi attraversare tutta la passerella lunga trenta metri fino a raggiungere il centro della scena.

L’utilizzo della steadicam diventa centrale: la cantante guarda direttamente in camera mentre implora il pubblico di “guardarla”, creando un rapporto estremamente cinematografico con lo spettatore.

A metà performance la situazione si trasforma in un vero conflitto scenico. I cinque ballerini, vestiti completamente di nero, iniziano a trattenerla fisicamente mentre il fumo si intensifica sempre di più, creando un contrasto fortissimo con il bianco assoluto dell’outfit di Monroe.

Anche il costume è studiato nei minimi dettagli: una fusione tra moda contemporanea e abiti della tradizione romantica francese, con gonna a campana, camicia, cravatta e tessuti in seta e cotone.

Il finale è uno dei più teatrali visti finora: doppia chiusura, fuochi digitali sui ledwall e colonne di fumo che esplodono dal palco.

La Francia sembra puntare su eleganza, arte e storytelling emotivo.

Regno Unito – LOOK MUM NO COMPUTER porta l’ufficio distopico all’Eurovision

Il Regno Unito ha scelto invece la strada dell’assurdo e dell’elettronica alternativa con LOOK MUM NO COMPUTER e il brano Eins, Zwei, Drei.

L’intera performance è ambientata in un gigantesco ufficio distopico che richiama direttamente il videoclip ufficiale della canzone. Sul palco compaiono file di scrivanie e quattro “colleghi” con monitor da computer al posto della testa.

All’inizio il protagonista sembra intrappolato nella routine alienante del lavoro da ufficio, ma quando il pezzo entra nel vivo tutto cambia: le scrivanie diventano elementi coreografici, lo spazio si trasforma e il cantante si libera progressivamente dal sistema.

A sorpresa, vengono poi rivelati i sintetizzatori artigianali costruiti personalmente dall’artista, vero marchio di fabbrica del progetto LOOK MUM NO COMPUTER.

Il look scelto resta coerente con la sua estetica industrial: tuta boiler suit rosa polveroso con zip argentate e stivali Dr. Martens.

Una performance completamente diversa rispetto a quelle viste oggi: ironica, elettronica, surreale e profondamente britannica.

Austria – COSMÓ chiude la giornata trasformando Vienna in un rave tribale

A chiudere la sesta giornata di prove è stato il Paese ospitante, l’Austria, con COSMÓ e Tanzschein.

La performance si apre con COSMÓ e il suo gruppo di ballerini sdraiati sul pavimento del palco in una scena che richiama il deserto notturno. Poi però tutto si trasforma rapidamente in un gigantesco club elettronico.

Il cuore dell’esibizione è la coreografia ufficiale del brano, che la delegazione austriaca vuole chiaramente rendere virale anche sui social. I ballerini si muovono in fila, si arrampicano su enormi strutture metalliche calate dal soffitto e invitano continuamente il pubblico a unirsi alla danza.

La frase “Dance away your inner animal” compare direttamente sul palco all’inizio della performance e riassume perfettamente il concept dello staging: liberare il proprio istinto attraverso il ballo.

Anche il look di COSMÓ è perfettamente coerente con l’estetica rave del pezzo: pantaloni di pelle neri, camicia tempestata di strass e una sorta di armatura disco sul petto e sul braccio sinistro.

Il finale è un’esplosione di luci stroboscopiche multicolore che trasformano definitivamente la Wiener Stadthalle in una discoteca.

Eurovision 2026: prime prove concluse, cresce l’attesa per le semifinali

Con la giornata dedicata ai Big 4 e all’Austria si chiude ufficialmente il primo ciclo di prove dell’Eurovision Song Contest 2026.

Le delegazioni torneranno ora sul palco per le seconde rehearsal, decisive per rifinire telecamere, luci, inquadrature e dettagli tecnici prima delle semifinali live.

Ma una cosa appare già chiara dopo questa sesta giornata: Eurovision 2026 punta fortissimo sullo spettacolo visivo e sulla costruzione di veri universi narrativi attorno alle canzoni.

E se queste erano soltanto le prime prove, Vienna promette già uno degli Eurovision più teatrali e spettacolari degli ultimi anni.

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