L’Eurovision Song Contest 2026 entra finalmente nel vivo con l’inizio delle prime prove ufficiali alla Wiener Stadthalle di Vienna, sede della nuova edizione della competizione musicale più seguita del mondo. Dopo mesi di attesa, indiscrezioni e speculazioni sulle scenografie, il Day 1 delle rehearsal ha regalato ai fan i primi dettagli concreti sulle performance che vedremo nelle semifinali del 12 e 14 maggio e nella finalissima del 16 maggio.
La capitale austriaca torna così al centro dell’universo Eurovision, accogliendo artisti, delegazioni e stampa internazionale in un’arena pronta a trasformarsi in uno spettacolo visivo imponente. A inaugurare il palco sono stati Moldova, Svezia, Croazia, Grecia, Portogallo, Georgia e Finlandia, con esibizioni già ricche di identità scenica, concept forti e una produzione che promette un’edizione memorabile.
Eurovision 2026 a Vienna: il palco della Wiener Stadthalle
Le prime impressioni arrivate direttamente dalla Wiener Stadthalle parlano di una scenografia estremamente dinamica e pensata per valorizzare ogni performance.
Uno degli elementi più discussi è la grande catwalk centrale, una passerella che collega il palco principale direttamente alla Green Room attraverso una doppia scalinata. Questo elemento divide fisicamente l’arena in due sezioni e offre agli artisti una possibilità scenica molto potente: sfilare verso il pubblico e allo stesso tempo mantenere un contatto visivo diretto con gli altri concorrenti.
Un dettaglio che rafforza anche il senso di comunità tra gli artisti, da sempre uno degli aspetti più amati dell’Eurovision moderno.
Moldova apre il Day 1: Satoshi infiamma le prove della prima semifinale
Ad aprire ufficialmente le prove è stato Satoshi per la Moldova con “Viva, Moldova!”, un brano pensato chiaramente per accendere subito la prima semifinale del 12 maggio.
La performance mantiene l’energia esplosiva già vista alla selezione nazionale moldava, ma viene amplificata dalla dimensione della Wiener Stadthalle. Satoshi domina il palco con grande naturalezza, muovendosi continuamente e sfruttando ogni angolo della scena.
Dal punto di vista estetico, spiccano i richiami al Giappone, cultura che l’artista ama profondamente e che viene omaggiata attraverso un backdrop colorato, vivace e quasi “anime-inspired”. Grande protagonista anche il look: spalle decorate con file di catene metalliche su una maglia sportiva blu royal, un dettaglio che si estende anche alla band e ai performer sul palco.
Un’apertura perfetta per la semifinale: festa, ritmo e forte impatto visivo.
Svezia: FELICIA e “My System” trasformano il palco in un’arena elettronica
Tra le prove più attese c’era sicuramente quella della Svezia con FELICIA e il suo brano “My System”, già considerato uno dei potenziali favoriti.
La cantante mantiene l’estetica dark e sofisticata vista al Melodifestivalen, ma con un evidente upgrade scenico. Il suo outfit nero e rosso scintillante richiama una “Black Widow”, in perfetta coerenza con l’immagine costruita attorno al personaggio.
La performance si apre con una macchina del vento e una nuvola di fumo che svela FELICIA sul palco, ancora nascosta dietro la sua iconica maschera. Il celebre cambio maschera resta uno dei momenti clou della performance, ma a Vienna viene ulteriormente potenziato da una gigantesca versione digitale di FELICIA che sembra uscire dagli schermi.
I laser sono ovunque: numerosi, aggressivi e perfettamente sincronizzati. La novità più sorprendente è l’interazione fisica con essi: durante il secondo verso FELICIA sembra letteralmente combattere contro i fasci luminosi per poi dominarli. Una regia molto forte che punta chiaramente all’effetto wow.
Croazia: LELEK e l’impatto cinematografico di “Andromeda”
La Croazia si presenta con una delle performance più teatrali del Day 1 grazie alle LELEK e al brano “Andromeda”.
Il gruppo sfrutta in modo intelligente la passerella centrale, con un ingresso scenico che dà immediatamente grande imponenza all’esibizione. Le cantanti mantengono il loro stile iconico fatto di abiti lunghi e mantelli, ma per Vienna il colore dominante diventa un intenso rosso sangue che aumenta la tensione drammatica.
Lo schermo LED racconta una vera e propria storia visiva: si passa da una grotta mistica a una foresta incantata fino a un finale che trascina il pubblico dentro una sorta di wormhole temporale.
L’effetto complessivo è quasi cinematografico e rafforza l’identità artistica del gruppo.
Grecia: Akylas porta un videogioco sul palco con “Ferto”
Tra le performance più originali del Day 1 c’è sicuramente quella della Grecia con Akylas e “Ferto”, una vera immersione nel mondo gaming.
L’intera esibizione sembra ambientata dentro un videogioco arcade, con illusioni visive, cambi di personaggio e una narrazione molto costruita. Akylas si presenta con una palette arancione e nera, stivali furry e persino un cappello con orecchie da gatto che lo trasformano in una sorta di tiger hero pop.
Il contrasto arriva nella parte centrale della performance, quando il cantante si ferma, si toglie gli occhiali e rompe completamente il personaggio per rivolgersi emotivamente alla madre. Un momento più intimo che spezza la dimensione pop e aggiunge profondità narrativa.
Una performance divisiva ma sicuramente memorabile, che sta facendo crescere l’apprezzamento della proposta greca, favorita per un posto almeno sul podio.
Portogallo: “Rosa” e l’eleganza corale dei Bandidos do Cante
Cambio totale di atmosfera con il Portogallo e i Bandidos do Cante, che portano a Vienna “Rosa”, un omaggio al tradizionale Cante Alentejano.
La regia si apre con una lunga inquadratura continua che attraversa il gruppo, quasi come una presentazione solenne. L’effetto ricorda una formazione calcistica prima di una finale importante: compostezza, orgoglio e forte identità culturale.
Il gruppo riesce a trasformare la tradizione in un momento televisivamente elegante. Torna anche il violinista già visto al Festival da Canção, che aggiunge una dimensione ancora più emotiva alla performance.
Il finale è affidato alla fioritura visiva della rosa sul LED wall: semplice, poetico ed estremamente efficace.
Georgia: il ritorno delle Bzikebi tra cyborg e laser
Una delle storie più affascinanti di questa edizione è il ritorno delle Bzikebi, celebri vincitrici del Junior Eurovision 2008, ora in gara all’Eurovision “dei grandi” con “On Replay”.
Il richiamo alle origini è immediato: outfit nero e giallo ispirati alle api, simbolo storico del trio. Ma il look viene reinterpretato in chiave futuristica con catsuit gialle strette da dettagli in PVC nero che ricordano quasi dei supereroi sci-fi.
La sorpresa arriva con la presenza scenica dei cosiddetti “Cyborg Bzikebi”, versioni robotiche del trio che appaiono come alleati futuristici durante l’esibizione.
Il tutto è accompagnato da un impressionante show di laser che trasforma il palco in una tempesta elettronica. Una performance molto contemporanea e pensata per colpire immediatamente.
Finlandia chiude il Day 1: fuoco e tensione con “Liekinheitin”
A chiudere la prima giornata di prove ci pensa la Finlandia con il duo Linda Lampenius x Pete Parkkonen e il brano “Liekinheitin”, una delle performance più drammatiche dell’intero Day 1.
La scena iniziale è fortissima: Linda appare sola su un palco che sembra il relitto di un’orchestra abbandonata, tra sedie rovesciate e leggii sparsi ovunque. Il suo abito, ora in versione argento brillante, amplifica il senso di eleganza glaciale.
Pete Parkkonen appare invece in una sorta di confessionale scenico, con un look più audace rispetto alla selezione finlandese.
Il climax arriva nel finale, quando Linda corre verso il fondo del palco per raggiungere Pete, viene sollevata sulle strutture dell’orchestra e l’intera scenografia esplode simbolicamente in fiamme.
Un finale potentissimo che chiude il Day 1 con un impatto visivo enorme.
Eurovision 2026: prime prove che promettono un’edizione spettacolare
Le prime rehearsal di Vienna confermano una tendenza ormai chiara: l’Eurovision Song Contest 2026 punterà fortissimo sulla narrazione visiva e sull’identità scenica.
Non si tratta solo di canzoni, ma di veri universi artistici costruiti nei minimi dettagli: dalla festa moldava alla tensione finlandese, passando per i laser svedesi e i cyborg georgiani.
Il livello produttivo appare altissimo e le prime impressioni suggeriscono una delle edizioni più spettacolari degli ultimi anni.
Le prossime prove saranno decisive per capire chi riuscirà davvero a trasformare il proprio concept in una performance da podio. Ma una cosa è già certa: Vienna è pronta a regalare grande Eurovision.

La musica รจ la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
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