Israele

L’EBU ha inviato un richiamo ufficiale all’emittente israeliana KAN per una campagna promozionale all’Eurovision 2026 che invitava il pubblico a usare tutti e 10 i voti per Israele.

Scoppia un nuovo caso attorno all’Eurovision Song Contest 2026. L’European Broadcasting Union ha infatti inviato un richiamo formale all’emittente israeliana KAN dopo una campagna promozionale considerata non conforme al regolamento della manifestazione.

Al centro della polemica ci sono alcuni video promozionali diffusi in tredici lingue, nei quali Noam Bettan invitava esplicitamente il pubblico a utilizzare tutti e 10 i voti disponibili per sostenere Israele.

L’EBU: “Non in linea con le regole e con lo spirito della gara”

A confermare il provvedimento è stato Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, che ha spiegato come l’EBU sia intervenuta immediatamente dopo la diffusione dei contenuti.

“Ci è stato segnalato che erano stati pubblicati video che invitavano le persone a votare dieci volte per Israele”, ha dichiarato Green.

“Nel giro di 20 minuti abbiamo contattato la delegazione israeliana chiedendo di interrompere immediatamente la distribuzione dei video e di rimuoverli da tutte le piattaforme su cui erano stati pubblicati. E così è stato fatto”.

Il direttore dell’Eurovision ha poi sottolineato un punto fondamentale del regolamento:

“Un invito diretto a utilizzare tutti e dieci i voti disponibili per un singolo artista o una singola canzone non è in linea con le nostre regole né con lo spirito della competizione”.

Richiamo formale a KAN

L’EBU ha quindi deciso di procedere con un richiamo ufficiale nei confronti di KAN, precisando che continuerà a monitorare attentamente tutte le attività promozionali legate alla delegazione israeliana.

“We have sent a formal warning to KAN and will continue to monitor their promotional activities closely and take action if necessary”, ha dichiarato Martin Green.

Si tratta del primo caso concreto di applicazione delle nuove regole introdotte dall’EBU in vista dell’Eurovision 2026.

Le nuove regole contro le campagne sproporzionate

Per l’edizione 2026, infatti, l’EBU aveva annunciato norme più severe per limitare campagne pubblicitarie considerate eccessive o sproporzionate, soprattutto se sostenute da soggetti esterni o istituzionali.

Le nuove linee guida scoraggiano infatti:

“campagne promozionali sproporzionate, in particolare quando intraprese o supportate da terze parti, inclusi governi o agenzie governative”.

L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere equilibrio e correttezza tra tutte le delegazioni in gara.

La replica di KAN

Attraverso una dichiarazione rilasciata a TV2 Norvegia, KAN ha minimizzato la vicenda sostenendo che l’iniziativa sarebbe partita direttamente dall’artista e non dall’emittente.

“L’episodio in questione nasce da un’iniziativa personale dell’artista, senza alcuna forma di finanziamento illecito, ed è simile a pubblicità realizzate da altri artisti in gara”, ha spiegato KAN.

L’emittente israeliana ha inoltre confermato che, dopo la richiesta dell’EBU, i video sono stati rimossi:

“A seguito della richiesta dell’EBU di evitare inviti a votare dieci volte, l’artista ha smesso di utilizzare quei video”.

Eurovision 2026, cresce la tensione sul regolamento

La vicenda rischia ora di alimentare ulteriormente il dibattito sulle campagne promozionali legate all’Eurovision moderno, sempre più influenzato dai social media, dalle sponsorizzazioni e dalle strategie digitali internazionali.

E mentre Vienna si prepara ad accogliere le semifinali dell’Eurovision Song Contest 2026, l’attenzione dell’EBU sembra destinata a restare altissima su ogni possibile violazione del regolamento.

Photo Credit: Corinne Cumming/EBU

📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”

🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.