Eredità di Francesco Guccini: spunta il testamento del 2022 che revoca quello del 2015. Alla moglie le case, alla figlia metà dei diritti.
Colpo di scena sull’eredità di Francesco Guccini. A un mese dalla morte del cantautore, scomparso il 6 agosto a 86 anni nella sua casa di Pavana, emerge un secondo testamento che cambia radicalmente il quadro delle sue ultime volontà. Il documento più recente, datato 19 gennaio 2022, revoca infatti espressamente ogni precedente disposizione e indica la moglie Raffaella Zuccari come erede universale.
La vicenda è emersa dopo l’apertura, l’8 settembre, del testamento pubblico redatto nel 2015 dal notaio Lorenzo Luca. In quel documento Guccini destinava alla moglie anche la casa di via Paolo Fabbri 43, a Bologna, l’abitazione diventata nel tempo uno dei luoghi simbolo della sua storia artistica e personale.
Il secondo testamento cambia tutto
Il primo testamento, ormai superato, prevedeva diverse disposizioni a favore della figlia Teresa Guccini, unica figlia del cantautore. Ma il documento del 2022, depositato presso il notaio Luigi Stame e registrato l’8 settembre, modifica il quadro complessivo.
Il notaio Lorenzo Luca ha spiegato che il proprio atto è stato revocato da un testamento successivo: «Il mio però è stato revocato da uno più recente». Di conseguenza, il documento del 2015 non è stato neppure pubblicato come testamento valido ai fini delle ultime volontà.
Nel testamento più recente, Raffaella Zuccari viene indicata come erede universale di tutti i beni di Guccini. Alla moglie spettano dunque anche le due abitazioni più significative: quella di via Paolo Fabbri 43, a Bologna, e la casa di Pavana, nell’Appennino tosco-emiliano dove il cantautore ha trascorso gli ultimi anni della sua vita.
La casa di via Paolo Fabbri 43
È soprattutto l’abitazione bolognese a rappresentare il nodo più delicato della vicenda. Via Paolo Fabbri 43 non è infatti una semplice casa: è diventata parte integrante dell’immaginario di Guccini e della canzone d’autore italiana, anche grazie all’album del 1976 che porta proprio il nome dell’indirizzo.
La casa è stata inoltre legata agli anni della vita bolognese del cantautore, alle frequentazioni con altri protagonisti della musica italiana e alle serate alla vicina trattoria da Vito. Dopo la morte di Guccini, numerosi fan si sono radunati davanti al portone, lasciando fiori e cantando le sue canzoni. Alcuni avevano persino avanzato l’idea di trasformare l’abitazione in una casa-museo.
Teresa, che proprio in quella casa è cresciuta, avrebbe desiderato conservarne il legame familiare. Il secondo testamento, tuttavia, assegna l’immobile alla moglie.
Cosa resta a Teresa Guccini
La figlia non rimane comunque esclusa dall’eredità artistica del padre. A Teresa spetta infatti una parte significativa dei diritti legati alla produzione di Francesco Guccini: metà dei diritti d’autore delle sue canzoni e dei suoi libri.
Si delinea quindi una divisione che separa il patrimonio immobiliare da quello legato all’opera artistica del cantautore. Da una parte Raffaella Zuccari, indicata nel testamento del 2022 come erede universale; dall’altra Teresa, alla quale resta una quota importante dell’eredità culturale e dei diritti sulle opere del padre.
La vicenda, pur mantenendo una natura privata e familiare, assume inevitabilmente un valore particolare per la storia di Guccini. La casa di via Paolo Fabbri 43, infatti, è molto più di un immobile: per generazioni di ascoltatori rappresenta un luogo dell’immaginario musicale italiano.
Raffaella Zuccari, fino a questo momento, ha scelto la strada del silenzio, senza alimentare polemiche pubbliche. Sarà ora il testamento del 2022, quello che Guccini ha lasciato come sua ultima volontà, a definire concretamente il futuro del patrimonio del Maestrone.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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