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Intervista a Ditonellapiaga che, ospite del Premio Ravera 2026, ha suggellato il suo anno straordinario duettando anche con Rettore sulle note di Chimica.

Nel backstage ha raccontato il suo nuovo singolo Businessman, nato tra ironia e quotidianità digitale, il tour estivo a forte impronta performativa e la sua visione dell’equilibrio necessario tra tradizione e sperimentazione. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Intervista a Ditonellapiaga, ospite del Premio Ravera 2026

Il tuo nuovo singolo Businessman è stato annunciato in modo particolare su LinkedIn. Com’è nata questa idea?

Abbiamo giocato molto sull’ironia del pezzo, che racconta proprio il fatto che in estate spesso ci troviamo comunque a lavorare, tra call e meeting online, invece di goderci il mare. L’idea di LinkedIn è nata proprio per annunciare l’uscita del singolo in modo divertente e coerente con questo immaginario.

Quest’estate porterai anche un tour molto particolare e musicalmente contaminato. Che tipo di live sarà?

Sarà un live molto dance, con una forte componente performativa. Ci sono anche parti recitate, quindi è uno spettacolo pensato per essere divertente sia da fare sul palco che da vedere. Spero che il pubblico si diverta tanto quanto noi.

Il Premio Ravera celebra Gianni Ravera, storico direttore artistico del Festival di Sanremo. Secondo te quali qualità deve avere oggi un direttore artistico?

Secondo me serve equilibrio. Bisogna riuscire a bilanciare la proposta più tradizionale, quella che può piacere al grande pubblico, con una giusta dose di scommessa e di follia. Sanremo non deve essere solo il palco dei nomi già affermati, ma anche un luogo dove chi ha bisogno di emergere può trovare spazio. È quello che è successo anche a me.

Il tuo percorso è sempre stato molto contaminato e personale, anche nel disco Camouflage. Come definiresti oggi la tua identità artistica?

Il mio modo di fare musica è molto contaminato, in linea con i tempi moderni. Sono una cantautrice, ma in una forma meno canonica e più contemporanea. È un approccio più libero, meno rigido, che mi rappresenta molto.

Se ti dico “estate”, qual è la canzone che ti viene subito in mente?

In alto mare di Loredana Bertè. È un gran pezzo, ti dà proprio l’idea di essere in moto sul litorale, con quella sensazione di libertà tipica dell’estate.


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