Intervista a Fausto Leali che, ospite del Premio Ravera 2026, ha cantato alcune delle sue hits più importanti sul palco di Castelraimondo (Ms).
Nel backstage l’artista bresciano ha ricordato proprio Ravera, riflettuto sull’evoluzione del Festival di Sanremo e raccontato il suo rapporto con il Festival, senza rinunciare a una battuta sulla canzone simbolo dell’estate.
Intervista a Fausto Leali, ospite del Premio Ravera 2026
Fausto, essere al Premio Ravera significa anche ricordare una figura fondamentale della musica italiana come Gianni Ravera, che tu hai conosciuto personalmente, quando ancora non era una figura centrale nella musica italiana. Che ricordo conservi di lui?
Io sono un ragazzo di una certa età… l’ho conosciuto quando ancora cantava, prima di diventare il grande organizzatore e direttore artistico che tutti ricordano. È stato sicuramente un personaggio importante per la musica italiana.
Gianni Ravera ha contribuito a rilanciare il Festival di Sanremo. Secondo te quali caratteristiche deve avere oggi un direttore artistico della manifestazione?
I tempi cambiano e cambia anche il modo di fare il Festival. Io ho partecipato ai primi Sanremo nel teatrino del Casinò, che era piccolissimo: non si sapeva nemmeno dove sistemare l’orchestra. Oggi, invece, appena si apre il sipario dell’Ariston si entra in una dimensione completamente diversa, dove si può fare davvero di tutto. Il Festival si è evoluto tantissimo insieme ai suoi direttori artistici.
A Sanremo 2026 hai ritirato un importante Premio alla Carriera. Il tuo ultimo Festival in gara risale al 2009 con un brano molto personale, che affrontava anche il tuo ruolo di padre.
È un ricordo che porto con me con piacere, ma probabilmente non era la canzone giusta…
Siamo in estate. Tu hai recentemente pubblicato anche un disco di brani natalizi, ma se dovessi scegliere una canzone che rappresenta l’estate quale sarebbe?
Senza dubbio Vamos a la Playa! È una di quelle canzoni che appena la senti ti fanno pensare subito all’estate.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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