Intervista a Michele Bravi, ospite del Premio Ravera 2026 e reduce dalla pubblicazione dell’album Commedia Musicale e del nuovo singolo Io Tu Lei Lui.
Il cantautore è salito sul palco di Castelraimondo mentre prosegue il percorso di Commedia Musicale, un progetto artistico che continua ad arricchirsi di nuovi capitoli. Nel backstage ci ha raccontato il suo modo di vivere la direzione artistica, il rapporto con le canzoni “estive” e le aspettative per il tour che prenderà il via il prossimo autunno. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
Intervista a Michele Bravi, ospite del Premio Ravera 2026
Il Premio Ravera celebra una figura fondamentale della musica italiana come Gianni Ravera. Secondo te quali sono le qualità che deve avere un grande direttore artistico, soprattutto pensando al Festival di Sanremo?
Credo che il compito più importante di un direttore artistico sia quello di essere un comunicatore, un ponte tra la volontà dell’artista e il pubblico. Oggi si tende spesso ad assecondare troppo una delle due parti: c’è chi pensa solo a esprimere sé stesso senza preoccuparsi di essere compreso e chi, invece, costruisce qualcosa soltanto in funzione di quello che il pubblico si aspetta. La direzione artistica dovrebbe mettere in dialogo queste due esigenze. Gianni Ravera questo lo sapeva fare benissimo.
È arrivata l’estate e hai pubblicato un nuovo singolo che non segue i classici canoni del tormentone estivo, ma si inserisce perfettamente nel progetto Commedia Musicale. È stata una scelta precisa?
Capisco che esistano delle logiche stagionali nelle uscite discografiche, ma questo brano nasce soprattutto dall’esigenza di aggiungere un nuovo tassello a Commedia Musicale. Racconta quella che definisco la “commedia dell’imprevisto”, una parte del progetto che ancora mancava. Non so se sia una canzone estiva oppure no, perché non sono mai stato molto bravo a pensare la musica in funzione delle stagioni. A volte ci si trova perfettamente nel momento giusto, altre un po’ fuori tempo, ma quello che conta è continuare a raccontare la storia del disco.
In passato hai comunque firmato brani diventati colonne sonore dell’estate, penso ad esempio alle collaborazioni con Elodie o Sophie and the Giants. Quando scrivi una canzone pensi mai alla stagione in cui uscirà?
In realtà no. Col senno di poi alcuni brani diventano estivi, ma quando li scrivi non pensi: “Questa la faccio uscire a giugno così funziona meglio”. Sono incastri che succedono. Alcune canzoni riescono ad avere una trasversalità enorme, altre rimangono più raccolte. Io dico sempre che pubblicare una canzone è un po’ come grattare un Gratta e Vinci: ogni tanto vinci, ma la maggior parte delle volte perdi. Fa parte del gioco.
Se ti dico “estate”, qual è la prima canzone che ti viene in mente?
Un’estate al mare di Giuni Russo. Per me è un pezzo di cuore. Racconta un momento preciso dell’italianità con grande eleganza e una leggerezza solo apparente. Dentro quel brano c’è una forte teatralità, quella che Giuni Russo riusciva sempre a trasmettere grazie anche alle sue radici siciliane.
Una teatralità che ritroveremo anche nel tour di Commedia Musicale?
Lo spero, anche se non voglio assolutamente paragonarmi a lei. Quello che sto preparando è uno spettacolo completamente folle: nasce dal disco, ma gioca con tutte le forme della commedia. È un concerto, ma è anche un musical, uno spettacolo teatrale, un continuo mescolarsi di linguaggi. Insomma… è tutto fatto “male”, ma proprio per questo spero che funzioni.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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