Intervista a Nicolò Filippucci che, dopo il lungo percorso di Sanremo Giovani, ha conquistato un posto tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2026.
“Mi dicono che sanremo senza sonno non è sanremo, ma non c’è problema tanto non dormo da qualche settimana”
Intervista a Nicolò Filippucci, in gara a Sanremo 2026 tra le Nuove Proposte
Nicolò, sentirti presentare come concorrente di Sanremo 2026 nella sezione Nuove Proposte che effetto ti fa?
È un effetto davvero strano, quasi surreale. Se ripenso a qualche tempo fa, non avrei mai immaginato di trovarmi in questa situazione. È una sensazione bellissima, sono molto felice e grato per quello che sta succedendo. Sanremo è un palco enorme, simbolico, e sapere che ci salirò con una mia canzone è qualcosa che mi emoziona ogni volta che ci penso.
“Laguna” è un brano che sembra crescere esibizione dopo esibizione e sta ottenendo riscontri importanti anche sulle piattaforme digitali. Come stai vivendo questo momento?
Lo sto vivendo davvero bene. Ogni volta che canto “Laguna” cerco di esprimere me stesso fino in fondo, senza filtri. È una canzone nella quale mi riconosco totalmente, quindi ogni interpretazione è sentita, vera. Quando canto questo pezzo mi sento davvero me stesso, ed è probabilmente questo che arriva anche a chi ascolta.
Uno degli elementi più forti del tuo percorso è il rapporto con la tua fanbase, molto affezionata e presente. Come riesci a mantenere un legame così autentico con chi ti segue?
Credo che la chiave sia sempre stata una sola: essere me stesso. Non ho mai cercato di costruire un personaggio diverso da quello che sono realmente. Le persone che mi seguono mi vogliono bene proprio per questo, per come sono. Io li ringrazio sempre, perché il loro supporto mi dà una forza enorme e mi accompagna in ogni passo del mio percorso.
Quanto conta anche il legame con il territorio da cui provieni, una regione forse meno rappresentata nel panorama musicale nazionale?
Conta tantissimo. È vero, non è una terra che viene spesso associata alla musica mainstream, ma è una regione bellissima, ricca di emozioni e storie. Per me è casa, ed è impossibile non parlarne con affetto. Ogni volta che posso tornare lì lo faccio volentieri, perché è il luogo che mi ha formato, non solo artisticamente ma anche come persona.
La tua estate è stata molto intensa dal punto di vista live, con concerti importanti e anche la tua prima vera esperienza con una band sul palco. Che ricordo hai di quei momenti?
È stata un’estate fortissima, davvero intensa. Suonare con una band dal vivo è stata una delle emozioni più grandi che abbia mai provato. Era uno dei miei primi concerti in quella formazione e avere tutto suonato live ha dato un’energia incredibile. È stato un passaggio fondamentale per me, che mi ha fatto crescere molto.
Guardando oltre Sanremo 2026, se ci rincontrassimo a dicembre del prossimo anno, quali obiettivi ti piacerebbe aver raggiunto?
Mi piacerebbe poter dire di essere uscito con nuova musica, magari di aver annunciato un tour. Sono questi i miei obiettivi principali: continuare a scrivere, pubblicare canzoni e portarle dal vivo. Credo che il palco resti il luogo più vero per un artista.
Per un artista della tua generazione ha ancora senso parlare di album, o preferisci un percorso fatto di singoli?
Secondo me ha assolutamente senso parlare di album. I singoli e gli album fanno parte dello stesso percorso artistico, non si escludono a vicenda. Un album è un racconto più ampio, un viaggio. Spero che nel mio percorso ci sia spazio per entrambe le cose, perché credo molto nel valore della musica pensata come insieme, non solo come singola uscita.
Cosa ti senti di dire oggi, alla vigilia di un’esperienza importante come il Festival di Sanremo?
Mi sento di dire grazie. A chi mi segue, a chi ha creduto in me, e anche a me stesso per non aver mai smesso di provarci. Sanremo è un punto di partenza enorme e voglio viverlo con sincerità, portando sul palco esattamente quello che sono.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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