SAL DA VINCI

Intervista a Sal Da Vinci che, a 17 anni dal terzo posto di Non riesco a farti innamorare, è in gara a Sanremo 2026 con “Per sempre sì“, un brano che unisce ritmo, leggerezza e responsabilità emotiva. Non una semplice dichiarazione d’amore, ma una promessa consapevole, adulta, che guarda al futuro senza dimenticare il peso delle parole.

Il cantante napoletano si presenta con un up tempo che sorprende e coinvolge, nato dall’incontro con una squadra di autori più giovani e da una nuova fase creativa che porterà presto a un album di inediti. «È una questione di sensazione», spiega, raccontando come si sceglie la canzone “giusta” per il Festival.

Il brano è prodotto da Merk & Kremont e Adriano Pennino e scritto da Sal Da Vinci, Francesco Da Vinci, Alessandro La Cava, Federica Abbate, Merk & Kremont ed Eugenio Maimone.

E poi c’è la serata cover, dove insieme a Michele Zarrillo interpreterà “Cinque giorni”, brano iconico del 1994. Una scelta che dialoga idealmente con “Per sempre sì”: dalla promessa eterna al dolore della fine, per poi tornare ancora all’amore. Un cerchio che si apre e si richiude sul palco dell’Ariston.

Dopo l’esperienza sanremese, per Sal Da Vinci si apre un anno interamente dedic

ato al live e alla nuova musica, con un progetto di inediti di prossima uscita attualmente in lavorazione. A partire da ottobre porterà il suo iconico repertorio sui principali palcoscenici italiani con “Sal Da Vinci – Live Teatri 2026” (organizzato da Vivo Concerti). Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti. Un ritorno all’essenza dell’esibizione dal vivo, pensato in una dimensione più intima e raccolta, che segue il grande successo di “Stasera che Sera! – Special Edition”, lo speciale concerto in Piazza del Plebiscito a Napoli dello scorso 6 settembre.

A inaugurare il tour nei teatri saranno due imperdibili date evento, organizzate da Vivo Concerti all’Arena Flegrea di Napoli il 25 e 26 settembre 2026: una grande festa con fan e amici per celebrare i 50 anni dal suo storico debutto sul palco. Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Intervista a Sal Da Vinci, in gara a Sanremo 2026 con “Per sempre sì”

Sal, torni a Sanremo con “Per sempre sì”. Come nasce questa canzone e come si sceglie il brano giusto per il Festival?
Non esiste una regola precisa. È una questione di sensazione, di entusiasmo. Ti fai trasportare da quello che stai vivendo in quel momento. Non è che decidi a tavolino: “Vado con una ballad” oppure “Vado con un up tempo”. È una scelta artistica che nasce dall’istinto. Quando senti che una canzone ti rappresenta davvero, prometti a te stesso di farla ascoltare al direttore artistico. E poi succede quello che deve succedere.

“Per sempre sì” è un brano che farà ballare, ma parla anche di una promessa importante. Che tipo di amore racconta?
Racconta il giorno più bello della propria vita, il momento in cui dici “per sempre sì” a una persona. Ma non è solo romanticismo: è anche responsabilità. È il prendersi un impegno davanti alla vita. È un amore che guarda lontano, che ha il coraggio di promettere.

Per questo pezzo hai lavorato con autori più giovani come Federico Abbate e Alessandro La Cava. Com’è stato l’incontro tra generazioni?
Io ho sempre avuto un debole per i ragazzi. Mi sono sempre circondato di giovani musicisti, ballerini, attori. Portano un’energia fortissima. L’incontro con questo gruppo di autori è nato grazie a Filippo Gimigliano di Atlantic, che mi propose di conoscerci. Da lì è nata un’amicizia e poi un grande lavoro insieme. Ci siamo divertiti con la musica, e quando ti diverti vengono fuori canzoni vere.

Possiamo dire che questa collaborazione apre una nuova fase artistica?
Assolutamente sì. Stanno nascendo altri brani che inciderò presto e che formeranno un album di inediti. È un momento creativo molto fertile. Lavorare con una nuova generazione ti stimola, ti obbliga a metterti in discussione e allo stesso tempo ti conferma che la musica non ha età.

Nella serata cover duetterai con Michele Zarrillo in “Cinque giorni”. Perché questa scelta?
“Cinque giorni” è una canzone che mi sta particolarmente a cuore. Nasce nel 1994, sono passati 32 anni. Michele è un grande amico, ci eravamo promessi di duettare insieme. Anche questa è una promessa, in fondo. È un brano che parla di un altro tipo di amore: quello che finisce, che fa soffrire.

C’è un filo rosso che unisce “Per sempre sì” e “Cinque giorni”?
Sì, perché in entrambe c’è l’amore. In “Per sempre sì” racconti l’inizio, la promessa. In “Cinque giorni” racconti la fine, la distanza. Ma non è l’amore che ci abbandona: siamo noi che a volte ci scostiamo dall’amore. E poi magari lo ritroviamo. È un cerchio che si apre e si chiude.

Che emozione provi a tornare all’Ariston con questa consapevolezza?
È un momento molto particolare. Tornare a Sanremo significa rimettersi in gioco. Ma lo faccio con serenità. So chi sono, so cosa porto. Porto la mia storia, la mia città, la mia esperienza e la voglia di emozionarmi ancora».

Cosa ti auguri da questa esperienza a Sanremo 2026?
Mi auguro di vivere ogni istante, di cantare con verità. Cantando “Per sempre sì” chiudo un cerchio. E quando si chiude un cerchio, in realtà, se ne apre sempre un altro.

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