Il dissing dell’estate, quello che ha visto coinvolti J-Ax e Paolo Meneguzzi, si chiude con un video del rapper milanese, che distende i toni e tende la mano al collega.
“Vorrei prima di tutti chiedervi di smetterla di andare sotto ai post di Meneguzzi perché adesso la rissa è finita e so difendermi anche da solo.
A tuo modo Pablo hai dimostrato di avere una minima autoironia e poi sinceramente a me la storia del piccolo Pablo che va a letto con il disco degli Articolo 31 mi ha commosso.
Ora analizziamo un po’ la cosa. Se io non avessi rilanciato con una story le tue critiche nell’intervista si sarebbero perse e non sarebbero diventate virali. E non l’ho fatto tanto per stuzzicare te, ma tutto l’insieme di persone di cui sei diventato in quel momento inconsapevolmente portavoce.
Tutta quella sfera di scontenti della musica che ha me ha rotto il ca**o non adesso, ma dal 1996. Vedi le critiche che ci venivano mosse ai tempi di Tranqui Funky erano molto simili a quelle che arrivano oggi per Disco paradise, o due estati fa per Salsa, o tre per Ostia Lido, quattro Senza pagare, cinque per Vorrei ma non posto, sei Maria Salvador e via così indietro fino al 1993.
Io perdo la brocca quando sento parlare di canzoni fatte a tavolino. Ragazzi se esistesse una formula nessuno coi soldi per pagarsi queste fantomatiche spinte flopperebbe mai e invece, nonostante i budget, capita anche ai big di non beccare la hit. Quest’anno è accaduto a molti e anche a me è successo per esempio con Una voglia assurda.”
J-Ax fa riferimento al singolo flop dell’estate 2020 pubblicato in piena pandemia; un’inedito che di fatto non diede la possibilità di emergere ad alcuni potenziali singoli contenuti nell’album ReAle. L’Articolo 31 si sofferma poi su Disco Paradise.
“Non sopporto che certa gente pensi che certe canzoni si facciano solo con in mente i soldi. Disco paradise, quando mi è stata proposta, mi è piaciuta a livello viscerale. L’idea originale del Maestro Davide Simonetta, che è un artigiano della musica mica un’intelligenza artificiale, era citare Girls Just Want to Have Fun, la hit di Cindy Lauper che è uno dei miei pezzi preferiti in assoluto nella storia della musica anche se a livello di testo e di impegno non è Redemption song di Bob Marley, altro mio pezzo preferito.
In più si poteva lavorare con gli amici di sempre, quelli con cui scazzi anche nella vita, Jad e Fedez, con gli artisti con cui ho firmato grandi successi e poi con Annalisa con cui ho già collaborato nel 2019 e di cui sono fan da quando ha iniziato a cantare.
Questo è il punto. Per me questa cosa del pop che deve elevarsi, sperimentare, parlare di ideali, è un stron**ta. Lo può anche fare ma io rivendico il diritto di scrivere senza pretese, raccontare la gioia di vivere e di essere al mondo. E Disco Paradise lo fa benissimo.”
J-Ax chiude con un messaggio a Paolo Meneguzzi.
“Ho visto tutti esaltati dalla stron**ta di dissing che ho fatto in tre ore e in tanti a dirmi ‘È così che ti vogliamo!’. Ecco, di pezzi così ce ne sono in tutti i dischi che ho pubblicato, anche i più recenti e i veri fan lo sanno. Tutti gli atri giudicano solo i singoli perché la gente ormai ha la capacità di concentrazione di un criceto. Quelli per cui se i singoli sono scritti a tavolino, se vanno male sono dei flop e ti danno del fallito.
E tu lo sai molto bene Pablo perché quando hai fatto Verofalso te ne hanno dette di tutti i colori! Sei stato sfottuto dai giornalisti musicali e in mille canzoni rap, ma non nelle mie.
Oggi, che sono tornato in me stesso, mi piace pensare che abbiamo trollato entrambe le parti di questa massa social che è governata non dalle canzoni o dalle canzonette, ma dagli algoritmi. E magari ne viene fuori anche qualche spunto interessante. Buona estate caro.”
Vicenda chiusa? Chissà…
Tra i commenti spicca quello di Grido, ex Gemelli Diversi e fratello di J-Ax, che scrive.
“Nooooo.. Quindi finita la zuffa?.. ma io mi stavo divertendo però”

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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