Laura Pausini Museo

Laura Pausini racconta il suo rapporto con gli haters, la decisione di limitare i social e le polemiche sull’Inno nazionale. Tra Sanremo 2026, nuove uscite e il sostegno di Vasco Rossi e Céline Dion.

Essere Laura Pausini significa vivere costantemente sotto i riflettori. Nelle ultime settimane, però, quei riflettori si sono fatti più accecanti del solito, trasformandosi in un terreno minato fatto di polemiche, critiche e commenti tossici. La cantante non ha lasciato i social network, come inizialmente frainteso, ma ha scelto di proteggersi da un clima sempre più aggressivo, incarnando un sentimento diffuso di insofferenza verso l’odio online.

A raccontarlo è stata lei stessa, con grande sincerità, durante un’intervista a Le Iene. «Sul palco sono piuttosto sicura di me, fuori sono più fragile, è più facile ferirmi», ha confessato. Un’ammissione che arriva dopo settimane intense: l’uscita di Io canto 2, album di cover che ha riacceso la querelle con Gianluca Grignani, l’esibizione dell’Inno di Mameli alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e l’annuncio della co-conduzione di Sanremo 2026 al fianco di Carlo Conti.

Proprio la cover di Destinazione Paradiso è stata uno dei momenti più delicati. «Me ne sono resa conto quando è uscita Destinazione Paradiso, cover di Gianluca Grignani», ha spiegato la Pausini. «Pensavo che andasse tutto bene, anche perché lui stesso aveva detto che ero la sua dea. Gli ho scritto quando ho saputo che verrà a Sanremo, ma non mi ha ancora risposto».

Le critiche si sono poi moltiplicate dopo l’Inno nazionale, giudicato da alcuni utenti “urlato” e fuori contesto. A intervenire è stato anche Morgan, che pur lodando l’interpretazione vocale ha parlato di un arrangiamento «che ha svuotato di italianità un simbolo dell’Ottocento», definendolo «più adatto a un contesto Disney».

Di fronte a questo clima, Laura Pausini ha preso una decisione netta: eliminare le app dei social dal telefono e chiudere i commenti. «Ho seguito il consiglio di Carlo Conti. Devo essere in 37 Paesi in contemporanea, ma ora non mi sveglio più arrabbiata», ha raccontato. Le pagine restano attive, così come le pubblicazioni promozionali, ma senza il peso costante dell’odio.

«Io non vado a scrivere insulti nelle pagine degli altri cantanti, neppure “non mi piace”», ha aggiunto, spiegando anche di aver limitato l’uso dei social alla figlia minorenne. «Le ho chiesto questo sacrificio e le compreremo una macchinina se rispetterà il fioretto».

In mezzo alle polemiche, però, sono arrivati segnali forti di sostegno. Vasco Rossi ha commentato un suo video con un semplice ma potentissimo «Meravigliosa Laura», mentre Céline Dion ha messo like alla sua esibizione olimpica. Un messaggio chiaro: al di là del rumore social, la voce di Laura Pausini continua a parlare forte, in Italia e nel mondo.

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