Levante Opera Quotidiana

Dalla malinconia di una perdita infantile alla conquista dei palchi più importanti d’Italia; Levante, all’anagrafe Claudia Lagona, è tornata con il nuovo singolo Maimai e si racconta in una lunga intervista al Corriere della sera, carica di emozioni e consapevolezze. Il suo percorso, fatto di cadute e rinascite, è segnato da esperienze che si sono trasformate in musica, parole e forza.

“Dormivo su un materassino in un bagno senza gabinetto a Leeds. Era tutto finto. Sono tornata distrutta”. Da quell’esperienza fallita all’estero è nata Alfonso, il brano che ha segnato il suo esordio: “Lavoravo in un bar, non avevo tempo per i miei sogni. In quel momento è uscita la frase ‘che vita di merda’”. Un’esclamazione diventata manifesto generazionale, partorita nel momento più basso della sua carriera.

Il suo nuovo brano Maimai è invece una “vendetta elegante”: “Lui torna in ginocchio dopo aver sbagliato, ma lei ha già chiuso. Canto: ‘Ti piacerà la torta al mio livore’. È un addio con ironia e consapevolezza”. La storia è autobiografica: “Mi è venuto in mente un ragazzo che mi ha lasciata due giorni prima del mio diciottesimo compleanno. Quando è tornato, gli ho restituito un due di picche perfetto”.

Tra i temi toccati anche la sua relazione con Diodato, finita nel 2019. “Non mi ha dato fastidio la canzone, ma le voci attorno. La verità la sappiamo solo io e Antonio. Le storie d’amore sono nostre, non del pubblico”. Una linea di rispetto e discrezione che Levante ha sempre cercato di mantenere.

Aveva solo nove anni quando ha perso il padre, un evento che ha segnato profondamente la sua vita. “L’ho tenuto in vita attraverso le mie canzoni e i miei libri. Lo sento vicino ogni giorno. Fare musica mi ha salvata. Nella musica la tristezza non mi è più nemica”.

Il nome d’arte Levante nasce quasi per gioco, ma si trasforma in simbolo. “Un’amica ha iniziato a chiamarmi così dopo aver visto Il Ciclone di Pieraccioni. Claudia non mi è mai piaciuto. Significa ‘zoppo’. Levante è colui che si alza. Era destino”.

Oggi Levante è mamma della piccola Alma, e non nasconde le difficoltà della conciliazione: “Il mio senso di colpa? Dovermi dividere. Dire a mia figlia che torno tra tre giorni, per lei significa che non sono presente. Ma io e Pietro siamo due bravi genitori, questo me lo riconosco”.

Con due partecipazioni a Sanremo e un ruolo da giudice a X Factor, la cantautrice ha imparato a conoscersi anche sotto pressione: “Sanremo mi ha generato tanta ansia. Riguardandomi provo tenerezza. A X Factor ero entusiasta, ma poco strategica”. E sull’ego: “Sto cercando di distruggerlo. Non vuol dire non averlo, ma non farsi guidare. Quando prende il comando, diventi una brutta persona”.

E sulla possibilità di tornare all’Ariston non si chiude nessuna porta: “Sanremo è tornato a essere importante. Mai dire mai. La promozione musicale che offre è ancora potentissima”.

Levante oggi è più consapevole, madre, artista e donna che ha imparato a trasformare il dolore in arte. La sua storia è quella di chi cade, ma trova sempre un modo per rialzarsi. Come il suo nome.

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