Morgan interviene a gamba tesa e dopo le dichiarazioni di Guè sui Maneskin attacca il mercato discografico e musicale italiano.
“Il commento sui Maneskin è comprensibile, perché credo che Guè non abbia una particolare sensibilità per il rock, ma bisogna veramente ammettere che i Maneskin hanno un grande sound. Sia in Inghilterra che in America, soprattutto in Inghilterra, non si scherza sulla questione del sound di un gruppo. Se un gruppo ha un sound così adeguato, proprio in termini di competitività, così congruo, che ha qualcosa da dire anche a chi il rock lo ha inventato, come Mick Jagger o i Duran Duran, questo significa che i Maneskin hanno un grande sound e sono una vera rock band.”
Spiega Morgan a MowMag.
“Ma altro che finti, sono veri! Prendono in mano gli strumenti e spaccano il cul*, così come lo facevano i Queen. Loro prendevano in mano gli strumenti ed erano una vera band, avevano il suono nelle mani. Così come i Duran Duran e come gli U2, come i Police… tutti i gruppi sono diversi, ma quando hanno il sound allora sfondano, perché fanno diventare riconoscibile quello che suonano. E da quel momento esiste quella sonorità. I Maneskin quando sono stati a Sanremo e hanno vinto quell’edizione, la prima cosa che ho capito, fin da subito, è che avevano un suono allucinante. Ma io ho una sensibilità sul rock, perché ho sempre fatto dischi rock e poi con i Bluvertigo eravamo quelli che avevano il sound.”
Un pensiero, poi, al mercato discografico italiano.
“A me fa ridere il concetto di andare a misurare la qualità di un’artista a seconda di quanti dischi vende, fa veramente ridere. […] Vendere dischi in Italia è da sfigati, anche perché sinceramente per fare i dischi come quelli che vendono in Italia non è che ci voglia molto.”

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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