Mara Sattei presenta la partecipazione a Sanremo 2026 con “Le cose che non sai di me” e il nuovo album “Che me ne faccio del tempo”.
Il tempo che smette di essere urgenza e diventa presenza. È questa l’immagine che meglio racconta il nuovo capitolo artistico di Mara Sattei, protagonista della 76ª edizione del Festival di Sanremo con il brano “Le cose che non sai di me” e fresca di pubblicazione del nuovo album “Che me ne faccio del tempo” (Epic Records Italy/Sony Music Italy).
Dopo il successo di Duemilaminuti nel 2023, firmata da Damiano David, il ritorno all’Ariston nel 2026 segna un passaggio fondamentale: non più interprete, ma cantautrice pienamente consapevole. «È come se fosse il mio primo Sanremo», racconta. «Vado lì con le mie parole, con le mie emozioni. Mi apro al pubblico sotto un punto di vista nuovo».
Sanremo 2026: una dedica d’amore e una nuova consapevolezza
Il brano in gara, Le cose che non sai di me, è una dichiarazione intima, autobiografica, dedicata al compagno Alessandro Donadei, chitarrista del suo tour. «È una dedica d’amore a tutti gli effetti», spiega Mara. «Racconto l’inizio della nostra storia, quando abbiamo iniziato a conoscerci non più come artista e musicista, ma come Sara e Alessandro».
Tra le immagini di Trastevere, i tetti di Roma e i cieli condivisi, la canzone parla di scoperta e vulnerabilità. È un brano dolce ma diretto, in cui la scrittura diventa centrale. «Non ho più paura di mostrarmi fragile», afferma. «Volevo che le parole arrivassero prima di tutto».
Durante la serata cover, Mara sarà accompagnata da Mecna in un omaggio a Carmen Consoli con L’ultimo bacio: «Entriamo in punta di piedi in un capolavoro. È nato tutto dalla musica».
“Che me ne faccio del tempo”: un album nato lentamente
Il nuovo album, disponibile in digitale e dal 27 febbraio anche in formato fisico con tracce aggiuntive (tra cui il brano sanremese e il duetto con Elisa), rappresenta una svolta sonora e identitaria.
La scrittura attraversa quattro anni di vita. I primi brani risalgono al 2022, altri prendono forma tra tour, viaggi e pause, fino al 2025, quando il progetto trova una direzione definitiva. «All’inizio vedevo il tempo come un avversario», racconta Mara. «Scrivere questo disco è stato terapeutico. Ho capito che il tempo va accettato, abitato, vissuto».
Il titolo, privo di punto interrogativo, resta volutamente ambiguo: può essere domanda o affermazione. È il cuore concettuale del progetto.
Rispetto a Universo, fortemente influenzato dalla produzione del fratello thasup, qui l’approccio è inverso: prima la scrittura, poi la produzione. Pianoforte e chitarre diventano protagonisti, la voce è lasciata in primo piano.
Mara partecipa attivamente alle scelte sonore insieme a Dona, thasup ed Enrico Brun (che dirigerà l’orchestra al Festival). Molti brani nascono al pianoforte, suonati da lei. «Mi sento cresciuta. Oggi so chi sono musicalmente».
L’obiettivo? Emanciparsi in parte dall’ombra stilistica del fratello, mantenendo però quella sensibilità pop moderna che l’ha resa riconoscibile.
Il disco è impreziosito da collaborazioni importanti:
- Noemi in Gran rumore, brano ispirato al pop anni Duemila. «Quando l’ho scritto ho pensato subito a lei».
- Elisa in Mi penserai (presente solo nel formato fisico): «Sono cresciuta con la sua musica. È stato un sogno».
- Ultimo, co-autore di Te ne vai: «Gli ho mandato il brano, gli è piaciuto subito e lo abbiamo chiuso insieme».
- Madame, co-firma di Sopra di me: «Una delle penne più belle d’Italia».
- Mecna in Eravamo un’idea, incontro di scritture affini e malinconiche.
«Tutti hanno aggiunto qualcosa di personale e umano», sottolinea Mara.
L’album, nella versione digitale, contiene 13 brani; il formato fisico arriva a 16 tracce, in CD e doppio vinile (anche autografati). È una scelta “romantica”, coerente con il concept del tempo e dell’ascolto lento.
Tra i brani chiave:
- “tic tac (intro)”: dichiarazione di intenti sul tema del tempo.
- “Niagara” e “Giorni tristi”: anime più urban e trap.
- “Mezzo cuore”: energia funk e sperimentazione vocale.
- “Abbey Road”: flusso emotivo registrato a Londra.
- “Mamma (outro)”: dedica intima alla madre, con un vocale reale inserito nel finale.
Sanremo come nuovo punto di partenza
Mara Sattei ha attraversato generi, collaborazioni e mondi diversi. Oggi sceglie una scrittura più essenziale e diretta. Sanremo 2026 rappresenta una sintesi di questa trasversalità, ma anche un nuovo inizio.
«La mia vittoria è già salire su quel palco con la mia musica», afferma. «Voglio farmi trascinare dall’emozione e far arrivare quella che c’è dentro al brano».
In un panorama pop sempre più veloce, Mara decide di fare le cose a modo suo. Senza fretta. Dando al tempo il suo valore. E trasformandolo, finalmente, da urgenza in presenza.

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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