Max Pezzali è pronto per una nuova avventura live; il primo tour negli stadi di una carriera iniziata ormai più di tre decenni fa.
“A 56 anni compiuti sono uno degli artisti più vecchi a iniziare un tour negli stadi. Un’emozione, quindi, che vale quadruplo.”
Spiega il cantautore pavese allo Stadio Grande Torino nel capoluogo sabaudo, a poche ore dal via allo show.
“Arrivare a un tour negli stadi è un’emozione immensa e che riesco a gestirmi meglio oggi. A 25 anni sarei stato sovrastato, mentre oggi mi godo l’emozione, perchè la so controllare.”
Allo Stadio Olimpico Grande Torino ci sono oltre 38mila persone e, dopo la data zero di Trieste, c’è trepidazione alla vigilia di uno show… tutto da scoprire.
“La parte più difficile di un tour è la gestione della scaletta! Una delle grandi angosce è legato proprio a questo. E’ una scaletta lunga, ma divertente. E’ un tour diverso, ma allo stesso tempo non scontenta nessuno. Abbiamo fatto il più possibile e il meglio possibile, dando precedenza ad alcune canzoni che abbiamo fatto raramente dal vivo. Tra queste spicca ‘Ci sono anch’io’, la colonna sonora de ‘Il pianeta del tesoro’, l’ultimo film di vera animazione della Disney. Poi non può mancare il mio ultimo singolo ‘Discoteche abbandonate’, brano che mi da il pretesto per trasformare la situazione in una discoteca.”
Nella scaletta, infatti, ci sono pezzi proposti non nella versione originale, ma nel remix dance,
“Una di queste canzoni è ‘Weekend’, ed è un modo per fare ascoltare le canzoni in una versione meno scontata.”
Da sottolineare l’aspetto visual, che torna ad assumere un ruolo importante dopo le due date di San Siro del 2022 e Il Circo Max.
“C’è stato un grandissimo lavoro di Sergio Pappalettera, che ha gestito la grafica e l’immaginario fin dai miei primi album. Siamo riusciti ad avere un palco estremamente cartoon! Gli oggetti e i personaggi prendono vita e diventano reali. C’è un lavoro incredibile sui visual.”
Max Pezzali, poi, svela qualcosa…
“Su “Gli anni” ci si commuove, ma si ride! C’è un omaggio a uno dei più bei video della storia, ovvero “74-75′! C’è l’annuario della scuola con… La mia faccia in più situazioni.”
Tutte le date del tour saranno anticipate, il giorno precedente, dall’esibizione di una banda.
“Il mio manager Jacopo Pesce ha pensato di far anticipare il nostro arrivo in città con una banda vera e propria che suona le mie canzoni in un medley bandistico, creato ad hoc da Davide Ferrario, che ha svolto un lavoro egregio. La banda arriva allo stadio e poi… ci accompagna sul palco. Abbiamo fatto un’orchestrazione incredibile su alcune canzoni tra cui ‘Viaggio al centro del mondo’, il brano che apre il concerto.”
Durante l’incontro c’è spazio anche per una riflessione sugli anni ’90.
“Gli anni 90 sono diventati un decennio infinito e come gli anni 50 sono una sorta di decennio d’oro, quello degli Happy days. Gli anni ’90 sono l’ultimo decennio del vecchio mondo, ma anche il primo del nuovo. Chi era giovane in quel decennio ricorda quella spensieratezza dovuta all’inconsapevolezza. C’era ottimismo e non si erano ancora visti gli aspetti negativi della tecnologia. Chi aveva 30 anni li viveva positivamente. Un decennio che portava con sé ottimismo. Io sono ottimista e anche oggi amo il bicchiere mezzo pieno.”
Oggi c’è una consapevolezza diversa, anche riguardo quello che succede nel mondo.
“Negli anni ’90 ci fu la guerra nella ex Jugoslavia e, da parte dei giovani, all’epoca non ci fu una reazione così forte come quella che vediamo oggi. Oggi c’è una maggiore consapevolezza anche grazie ai social che canalizzano le emozioni collettive. Oggi c’è una sensibilità diversa. La storia ha una sua tragicità e una sua forte incombenza sulla vita dei popoli. Rispetto a tanto tempo fa oggi le cose si sanno ed è più facile comprendere. Maggiore consapevolezza significa maggiore facilità nella risoluzione.”
Alla domanda su Claudio Cecchetto, Max Pezzali chiude con… “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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