Intervista a Ludovica Barbarito, Davide Calgaro e Gaia Zampighi, che si raccontano in vista della seconda stagione di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883.
La seconda stagione di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883” riporta al centro una generazione, un immaginario e personaggi che hanno conquistato il pubblico anche attraverso le loro fragilità. Tra i protagonisti della serie ci sono Davide Calgaro, che interpreta Cisco, Gaia Zampighi, nei panni di Michela Rossini, e Ludovica Barbarito, che veste i panni di Silvia. Tre personaggi molto diversi tra loro, accomunati però da un percorso di crescita e trasformazione che nella nuova stagione diventa ancora più evidente.
Cisco si confronta con la necessità di ridimensionare alcuni dei sogni coltivati nella prima stagione e trova una nuova consapevolezza nella propria quotidianità. Michela Rossini, inizialmente percepita quasi come un mito irraggiungibile, mostra invece lati più umani e sfaccettati. Silvia affronta un percorso ancora più intimo, fatto di fragilità, cambiamenti e ricerca di sé.
Abbiamo incontrato i tre giovani interpreti per parlare del lavoro sui personaggi, della loro evoluzione nella seconda stagione e del rapporto personale con le canzoni degli 883. Un viaggio tra recitazione, provincia, sogni e quella musica che continua a raccontare intere generazioni.
Nord Sud Ovest Est, intervista a Davide Calgaro (Cisco), Gaia Zampighi (Michela Rossini) e Ludovica Barbarito (Silvia)
Davide Calgaro – Cisco
Nella seconda stagione vediamo dapprima Cisco deciso a non mollare e poi sempre più rassegnato e concreto. Come hai lavorato per rendere credibile questo cambio di passo?
È un po’ un’evoluzione del personaggio. Non dico necessariamente naturale, ma è come se Cisco, nella sua realtà di provincia, a un certo punto si rendesse conto che i sogni che nella prima stagione aveva coltivato – quindi la sala giochi e il desiderio di trovare il suo spazio accanto al suo amico Max – si fossero un po’ riequilibrati.
Si rende conto che, alla fine, la sua vita in fabbrica, fatta di orari precisi, di normalità e di semplicità, e la sua quotidianità in realtà non gli dispiacciono così tanto. Quindi, un po’ da contraltare a Max, capisce che la sua vita va benissimo così e che, anche se il sogno della sala giochi non si realizza come vorrebbe, va bene lo stesso. È tutto a posto.
Qual è la tua canzone del cuore degli 883?
Fino alla prima stagione avrei detto “Con un deca”. Dalla seconda direi “Rotta per casa di Dio”. Ma non dirò il perché: nella seconda stagione si spiega il motivo.
Gaia Zampighi – Michela Rossini
Michela Rossini è il mito. Come hai impostato il lavoro per renderla bella e simpatica, ma allo stesso tempo non più irraggiungibile?
Il mio lavoro su Michela è iniziato molto presto. Appena ho ricevuto la sceneggiatura, ma anche già ai tempi dei provini, mi ero affezionata a questo personaggio. Essendo un personaggio che ha più strati, che viene presentato in una determinata maniera e poi si rivela essere qualcosa di più, mi ha portata a farmi molte domande su cosa fosse più giusto tirare fuori.
Alla fine, la quadra è stata proprio la sicurezza di sé. Non ho lavorato tanto sul fattore della bellezza, quanto sull’idea che il personaggio necessitasse di una sicurezza, di un mood spigliato e travolgente, anche nel rapporto con Max.
Ho lavorato molto su questo fattore della carica e della sicurezza.
Qual è la tua canzone del cuore degli 883?
Io ovviamente ho un legame affettivo con “Sei un mito”. Però forse la mia preferita è “Non me la menare”. Mi piacciono soprattutto quelle più “incazzose” degli inizi.
Ludovica Barbarito – Silvia
Silvia Tene, a differenza di Michela Rossini, in questa seconda stagione è più umana e fragile. Qual è oggi il punto di forza del suo personaggio?
Direi il fatto che non ha mai paura di stravolgere la propria vita, di mettersi in discussione e di trovare se stessa. Per una persona giovane è fondamentale. Quindi direi assolutamente questo.
Qual è la tua canzone del cuore degli 883?
Ho un legame affettivo con “Sei un mito”.
Foto di di Paolo Ciriello

Roberto Padovan (Bassano del Grappa, 1986) è autore e aspirante giornalista. Appassionato di musica e cultura pop, scrive articoli, interviste e approfondimenti che uniscono analisi e racconto. Con uno sguardo curioso e attento alle nuove tendenze, esplora il panorama musicale contemporaneo valorizzando le storie e le voci che lo animano.
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