Paolo Vallesi

Paolo Vallesi si racconta a Ciao Maschio: dal rimpianto per l’addio a Caterina Caselli al successo a Sanremo 1991 e il retroscena sulla canzone “congelata” per anni.

Paolo Vallesi torna a raccontarsi in televisione ospite di Ciao Maschio, il programma condotto da Nunzia De Girolamo su Rai 1. Un’intervista intensa, fatta di ricordi, rimpianti e riflessioni su una carriera iniziata con un successo travolgente e proseguita tra alti e bassi.

Il rimpianto più grande: l’addio a Caterina Caselli

Tra i passaggi più significativi, Vallesi torna sul rapporto con Caterina Caselli, la produttrice che per prima credette in lui.

“Mi aveva scoperto e trattava gli artisti con grande rispetto”, racconta il cantautore, spiegando come il passaggio a una realtà discografica più grande abbia segnato una svolta negativa: “Sono diventato un ingranaggio. È stato un errore: ho abbandonato le radici che mi avevano portato al successo”.

Un distacco che, però, ha avuto un lieto fine. Dopo dieci anni di silenzio, i due si sono riavvicinati: “Ci siamo riscritti, chiariti e riabbracciati. Oggi mi cita ancora quando parla dei suoi artisti e questo mi rende orgoglioso”.

Il successo a Sanremo 1991 tra paura e incoscienza

Nel corso dell’intervista, Vallesi ripercorre anche la vittoria tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo nel 1991 con “Le persone inutili”. Un trionfo arrivato quando era giovanissimo e non ancora pronto a gestire la pressione.

“Ero terrorizzato – confessa –. Mi ero esercitato per un mese a casa con una scopa in mano, registrando tutto. Avevo paura di dimenticare il testo”.

Un aneddoto che racconta bene l’insicurezza di quegli inizi, nonostante il talento già evidente.

La canzone “nel freezer” e il rapporto con Amadeus

Spazio anche a un retroscena più recente legato al Festival nell’era di Amadeus. Vallesi rivela di aver tenuto una canzone inedita “in attesa” per ben quattro anni, sperando di essere selezionato.

“Mi dicevano di aspettare l’anno dopo. Poi ancora un altro… Alla fine sono passati quattro anni. Quanto può durare una canzone nel freezer? Nel mio caso molto”, racconta con ironia.

Un artista tra passato e consapevolezza

Dall’intervista emerge il ritratto di un artista maturo, capace di rileggere i propri errori con lucidità. Tra rimpianti e riconciliazioni, Paolo Vallesi oggi guarda alla sua carriera con maggiore consapevolezza, rivendicando l’importanza delle radici e dei rapporti umani in un mondo musicale spesso dominato dai numeri.

Un racconto autentico che restituisce il lato più umano di uno dei protagonisti del pop italiano degli anni ’90.

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