Phil Collins

Phil Collins smentisce le voci più allarmistiche e racconta le sue reali condizioni di salute: cinque operazioni al ginocchio, infermieri 24 ore su 24 e la voglia, nonostante tutto, di tornare a fare musica.

Dopo mesi di indiscrezioni sempre più preoccupanti, Phil Collins ha deciso di parlare apertamente delle sue condizioni di salute, mettendo a tacere le voci che lo descrivevano addirittura “sul letto di morte”. Lo ha fatto con grande lucidità e sincerità in una lunga intervista concessa a Zoe Ball per il programma Eras – In Conversation della BBC.

Il celebre cantante e leader dei Genesis, oggi 74enne e prossimo ai 75 anni, ha raccontato un periodo estremamente complesso, segnato da gravi problemi fisici e da una lunga serie di interventi chirurgici.

Cinque operazioni al ginocchio e assistenza continua

«Tutto quello che poteva andare storto mi è andato storto», ha ammesso Collins senza filtri. L’artista ha spiegato di essersi sottoposto a cinque operazioni al ginocchio, precisando che al momento solo uno funziona correttamente. «Posso camminare, ma solo se assistito, con stampelle o supporti simili», ha raccontato.

Le sue condizioni richiedono oggi un’assistenza costante: Collins è seguito da infermieri 24 ore su 24, che lo aiutano nella gestione quotidiana delle terapie e dei farmaci. A complicare ulteriormente il quadro clinico ci sono il diabete di tipo 2, una vecchia lesione alla colonna vertebrale diagnosticata nel 2007 e problemi ai reni, legati anche a un passato abuso di alcol.

Nel corso dell’intervista, Collins ha parlato con grande onestà anche del suo rapporto con l’alcol: «Non bevevo di notte, ma durante il giorno. Credo di aver esagerato». Una situazione che, nel tempo, ha avuto conseguenze importanti sulla sua salute. «Non sono mai stato ubriaco, ma sono caduto un paio di volte e alla fine ho passato mesi in ospedale».

Durante uno di questi ricoveri ha anche contratto il Covid, un ulteriore colpo per un fisico già provato. «Tutto sembrava convergere nello stesso momento», ha spiegato, descrivendo un periodo lungo, frustrante e difficile.

Gli ultimi concerti con i Genesis e l’addio alla batteria

Le fragilità fisiche di Phil Collins erano già apparse evidenti durante l’ultimo tour dei Genesis, quando fu costretto a cantare sempre da seduto, affidando la batteria al figlio Nic. Già da anni, del resto, il musicista aveva ammesso di non riuscire più nemmeno a tenere in mano una bacchetta.

Una scelta dolorosa ma necessaria, che ha segnato simbolicamente la chiusura di un’epoca per una delle band più influenti della storia del rock britannico.

Nel racconto di Collins emerge però anche una forte componente emotiva e familiare. Padre di cinque figli – tra cui l’attrice Lily Collins, protagonista della serie Emily in Paris – l’artista ha sottolineato con orgoglio il percorso dei suoi ragazzi, due dei quali hanno seguito le sue orme diventando batteristi.

«Mi sento molto fortunato – ha detto –. Sono orgoglioso di tutti loro. Si sono costruiti da soli e hanno seguito ciò in cui credono». Uno sguardo lucido, a tratti commosso, su una vita fatta di enormi successi ma anche di errori e fragilità.

La musica come possibilità, non come obbligo

Nonostante tutto, la speranza non sembra aver abbandonato Phil Collins. «Vorrei tornare in studio, provare a vedere se sono ancora ispirato», ha spiegato. Senza promesse, senza pressioni: «Devi provarci per capire se ci riesci».

Parole che raccontano un uomo consapevole dei propri limiti, ma ancora legato profondamente alla musica. Non un ritorno annunciato, ma una porta lasciata aperta. Perché, anche dopo una vita in cima al mondo, la creatività resta una possibilità da esplorare, un passo alla volta.

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