Piotta Ghali

Negli ultimi giorni si è acceso un acceso dibattito sullo stato di salute del rap italiano, con protagonisti due artisti appartenenti a generazioni e scuole musicali molto diverse: Piotta e Ghali. A scatenare la discussione è stato un post pubblicato da Tommaso Zanello, in arte Piotta, che ha voluto rispondere alle recenti dichiarazioni del rapper milanese sul presunto “declino” della scena rap nel nostro Paese.

“Ciao Ghali, ieri notte stavo vedendo un TG notturno e devo dirti che secondo me le cose non stanno affatto come dici tu” – scrive Piotta, aprendo il suo lungo messaggio condiviso sui social.
Il rapper romano, tra i pionieri del rap indipendente italiano, contesta la visione di Ghali secondo cui il rap starebbe attraversando un periodo di crisi e di vuoto creativo. Per Piotta, la realtà è molto diversa: “In questo periodo realtà indipendenti e di livello da tutta Italia hanno dimostrato che il rap è vivo eccome, almeno un certo rap, libero dai soliti schemi delle multinazionali.”

A supporto della sua tesi, Piotta cita diversi esempi concreti:

  • Murubutu con il brano “Sumud”;
  • Assalti Frontali e 99 Posse con “Fino all’ultimo respiro” insieme a Il Muro del Canto;
  • Francesco Kento e il suo impegno a sostegno della Flotilla;
  • Vito Shade con un “freestyle pazzesco”;
  • e infine lo stesso Piotta, con il suo recente singolo “Mi Gaza es tu Gaza”, che unisce musica e impegno sociale.

Il riconoscimento a Ghali e il valore del rap indipendente

Pur riconoscendo a Ghali il merito di aver portato il tema di Gaza sul palco di Sanremo, Piotta ribadisce che “la scena rap non sta messa come dici tu”, sottolineando che esiste ancora un filone autentico, impegnato e distante dalla logica del mainstream:

“Non è quella cosa tutta brand, Rolex e Balenciaga opinabile, almeno per me che vengo da tutt’altra scuola!”

Una scuola fatta di contenuti, consapevolezza e indipendenza, valori che per Piotta restano fondamentali per il genere. Conclude il suo intervento con un messaggio di unità e rispetto reciproco:

“Cmq per le cose importanti più semo e mejo stamo – come diciamo noi a Tor Pignattara – quindi daje forte e daje tutti, uniti. As-salāmu ʿalaykum.”

Il botta e risposta tra Piotta e Ghali evidenzia due prospettive complementari sulla scena rap italiana.
Da un lato, quella di Ghali, che denuncia una perdita di autenticità e un’eccessiva commercializzazione del genere; dall’altro, quella di Piotta, che rivendica la vitalità del rap indipendente, ancora capace di raccontare la realtà, di schierarsi e di evolversi fuori dai circuiti delle major.

Al di là delle differenze di visione, entrambe le posizioni contribuiscono a riaccendere una riflessione importante: il rap italiano è vivo, ma diviso tra chi lo vive come linguaggio di protesta e chi lo interpreta come forma di successo e riconoscimento mainstream.
Forse, come suggerisce Piotta, la forza del rap sta proprio nella sua pluralità e nella capacità di unire più voci, storie e stili sotto un’unica cultura.

📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”

🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.