Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 (+5) delle nuove uscite musicali del 12 settembre 2025 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!
Primo Ascolto 12 settembre: la Top 10 delle nuove uscite
15 – TOMMASO PARADISO – Lasciamene un po’ (Columbia/Sony)
Torna il cantautore romano con un brano dalla scrittura rock ma con la realizzazione più in chiave pop ipercompressa punteggiata dal basso e dall’elettronica in ottavi. Diverso da altre sue cose, rimane il problemone di comprendere fino in fondo le parole al primo ascolto, tra pronuncia di vocali estremamente aperta e nuvola di riverbero a rinforzare la voce. Il momento magico pare passato, ma l’artista può avere ancora cose da dire.
14 – BRESH – Dai, che fai (Epic/Sony)
Il cantautorap dell’album “Mediterraneo” estrapola un nuovo singolo, scritto con Calcutta, tra nostalgia pur ventenne e ambientazione in quella Genova che oggi pare una nuova mecca peri giovani affascinati da rap e cantautori, che appunto trovano un anello di congiunzione proprio nella musica di Bresh, sia pure senza scomodare illustri paragoni ma stando su ciò che fa oggi.
13 – LAURA PAUSINI – La mia storia tra le dita (Warner)
Le diatribe tra artisti connesse a questa cover ci hanno inondati di varie interpretazioni, tra questa e il duetto di Bocelli jr con l’autore Grignani. Sarà un’affermazione banale, ma resta sempre meglio ascoltare l’originale e lo avremmo detto anche prima di avere ascoltare queste nuove incisioni. Ineguagliabile l’afflato che solo chi canta una propria canzone può mettere in un brano pur interpretabile anche in altri modi. Come questo della più celebre cantante italiana nel mondo, che ne modifica leggermente la struttura, togliendo la strofa doppia all’inizio e andando quasi subito al ritornello, togliendo la magia dell’attesa e della tensione che si libera nel cuore del brano.
12 – CALVIN HARRIS, JESSIE REYEZ – Ocean (Columbia-Sony)
In cerca di nuova ispirazione, dance ipnotica tra ritmo e cantato sognante, ma anche tutta da ascoltare.
11 – TROPICO – Soli e disperati nel mare meraviglioso (Island/Universal)
Mai banale e sempre ben riconoscibile, uno degli autori più preparati degli ultimi vent’anni da qualche tempo ha un solido progetto anche come cantautore in proprio e ha diverse canzoni con cui può emergere. Basterebbe solo che i media ci credessero di più. Canzoni sempre di grande fattura ed evocative, come questa, tra perdita e rinascita, tra qualche riferimento alla sua Napoli e l’universalità.
10 – RUDIMENTAL ft. RAG’N’BONE MAN – Nights like these (Columbia-Sony)
Torna il creativo team autoriali e di produzione, con un lento dall’atmosfera epica, che non si perde nemmeno quando entra una batteria elettronica indiavolata, quasi da velocità àdrum and bass. E poi c’è la voce più forte degli anni Dieci, il cantautore blues inglese di “Human”. Grazie del ritorno di entrambi.
9 – PURPLE DISCO MACHINE FT. JAKE SHEARS – Fire + ice – (Sony)
Ricompare la voce degli iconici Scissor Sisters, che tanto fecero divertire negli anni Zero, qui su un brano del produttore che tanto fece ballare negli anni Venti. A tutto funk leggero, con partenza a schiaffo e falsetti a tutt’andare. Si balla e si viaggia su macchine lunghissime d’epoca.
8 – SOPHIE ELLIS BEXTOR – Stay on me (Universal)
Era ora che venissero nuovamente distribuiti in Italia i lavori di una brava cantante che appassionò tutti a inizio millennio con “Murder on the dancefloor” e altre atmosfere retrodance, quasi un revival del revival di Lisa Stansfield ma con personalità propria. Qui con sonorità contemporanee, grande raffinatezza non algidae fascino immutato.
7 – DAMIANO DAVID ft. Tyla e Nile Rodgers – Talk to me (Epic/Sony)
Nuovo brano extra album per un momento di ispirazione improvvisa, come racconta lo stesso artista italiano. Qui cerca vena soul con un po’ di melodia malinconica e ottiene il duetto con una delle cantanti più interessanti della generazione e del tocco di chitarra più inconfondibile emerso negli ultimi 50 anni. Lontano anni luce dai Maneskin, forse più efficace della pletora di singoli estratti senza troppo esito dall’album solista.Uscirà una riedizione dell’album con qualche duetto altolocato. Meglio farlo prima che non ricapiti l’occasione.
6 – ACHILLE LAURO – Senza una stupida storia (Warner)
Quarto singolo sullo stesso clichè, per cui occorre decidere se vogliamo considerare le canzoni dell’intero album come tutte uguali o come una creazione di uno specifico mood. Il brano in questo caso è meno malinconico da cuori infranti e più aperto, sia pure costruito sul solito giro armonico e sia pure faccia venire la voglia di mettersi a cantare il tema di “Ricominciamo” di Albertelli/Tavernese sulla coda del ritornello. Ormai però possiamo dire che il brano più qualunque dell’album Lauro lo ha portato proprio a Sanremo. Ha fatto successo per cui ha ragione lo stesso, ma questo singolo e soprattutto “Amor” e “Amore disperato” sono decisamente superiori a “Incoscienti giovani”.
5 – RENATO ZERO – Senza (Tattica)
Sonorità stranamente rock, forse il genere che il cantautore romano ha meno frequentato in carriera, e che hanno ormai un sapore vintage ma danno grande energia al nuovo pezzo, con il testo, come spesso comunica, incentrato su precetti morali e predominante rispetto alla musica. Renato Zero,l’artista forse più coraggioso della storia della musica italiana, ha ancora qualcosa da dire, sia pure in particolare a chi lo segue da sempre.
4 – SALMO – Flashback (Columbia/Sony)
Nuovo estratto del rapper che si è convertito alla vocalità blues, avendone pure buone doti. Qui non dimentica la provenienza e aggiunge un tocco ipnotico quasi trap. A confermare che tutto si tiene e che dall’ibridazione nascono nuove energie.
3 – ED SHEERAN – Camera (Warner)
Sheeran è ormai una grande varietà di colori e stili musicali, che però finiscono per essere banalizzati da un ascolto superficiale senza badare con attenzione ai testi, come purtroppo in Italia si rischia di fare ormai con tutte le produzioni internazionali. In questo caso si racconta della voglia di fissare un bel momento di storia d’amore con la moglie. Qui c’è una bella melodia e un’orchestrazione più tronfia, che magari asciugando un po’ di riverberi poteva dare respiro più classico a questo bel brano.
2 – SABRINA CARPENTER – Tears (Columbia/Sony)
Parlare di lei come reginetta country pop sta diventando non solo limitativo ma proprio fuorviante. Questo pezzo è un funky di gran classe, tra i Seventies della disco e la Kylie Minogue di fine millennio.
1 – OLIVIA DEAN – Man i need (Emi/Universal)
Artista inglese dalla sensibilità pop e dal tocco fresco ma raffinato, conquista con la ritmica quasi da shuffle spezzato su cui costruisce una canzone gradevolissima, dalla leggerezza contagiosa. Ti cambia la giornata.


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