Primo Ascolto Top Ten

Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 (+2) delle nuove uscite musicali del 22 maggio 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!

Primo Ascolto 22 maggio: la Top 10 delle nuove uscite

12 – Max Gazzè – Intermezzo bianco
L’idea di un album registrato accordando gli strumenti a frequenza 432 anziché 440 aveva destato curiosità, salvo poi attirarsi gli strali di filologi e tecnici di musica classica nel momento in cui il cantautore sostenne che tante opere vennero composte utilizzando quel grado di frequenza. Senza addentrarci in questioni tecnologiche che non possiamo maneggiare, la scelta dà l’idea di un modo per portare l’attenzione sul disco nuovo a prescindere dai contenuti, che probabilmente non si annunciano così interessati. Peraltro le sonorità pacifiche sono gradevoli a prescindere dalla modalità di accordo deli strumenti, ma sono un tappeto sonoro, non una canzone. Esito più “flopposo” della “Leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, ovvero un disco fatto per chi l’ha scritto e non per chi dovrebbe acquistarlo o ascoltarlo. 

11 – Paolo Santo – Bolognese Spaghetti
Paolo Antonacci, rinomato autore, ogni tanto esce con un brano in prima persona, qui in vista del suo primo album come cantante. Vuole essere leggerino e ironico, ma il rischio è la banalità, nonostante qualche passaggio armonico più pregiato. Voce flebile, si sente poco. 

10 – Delia, Fiat131 – Rum e Cioccolata
Trasformare la cantautrice di “Sicilia bedda” da trait d’union tra pop e folk in proposta da tormentoni estivi condita da duetti indie rischia di apparire non solo una forzatura ma una stroncatura di potenzialità. Inspiegabile scelta. 

9 – Btwins – Se per una notte
Dimenticati nelle pieghe di qualche Sanremo Giovani ormai di decadi fa, come purtroppo tante promesse, riemergono dal nulla improvvisamente con una major, per cause assolutamente inspiegabili, speriamo meritate. Brano reggaeton romantico. 

8 – Elettra Lamborghini – Bam bam bambina
A Sanremo si è presentata con una canzone pop vera e propria e non con un ballo estivo, ottenendo un minimo di credibilità musicale. Ora invece ritorna alla sua espressione tipica, sul latino da ballare, che è ciò che il pubblico da lei si aspetta. O forse non più?

7 – Robin Schulz – Better Times (feat. BARBZ)
Brano electropop, con giro di piano dai Coldplay di “Clocks” e un cantato piuttosto forte. Può essere una hit crossover, ma siamo quasi al revival anni 10. 

6 – MR.RAIN – Lunedì nero
Autoindulgenza al massimo nel primo verso “Noi due siamo bravi a complicarci la vita”, poi c’è uno sviluppo un po’ più potente dal lato musicale a vestire una certa ripetitività stilistica che contraddistingue i brani di Mr. Rain, qui alle prese con riflessioni sentimentali e non con interazioni generazionali con categorie protette come nelle apparizioni sanremesi tra infanzia e terza età. Nulla di nuovo, comunque. 

5 – Bresh – Da Dio
Il cantautore più credibile nella liason tra rap e canzone torna con una strofa da frasi minime, spezzate, accattivanti, ben calibrate ritmicamente, il ritornello non esplode e forse è meglio così. Gradevole, anche se ancora troppo filastrocca. 

4 – Clara, Sangiovanni – Le Ragazze
Viene proposto come duetto tra due artisti più rappresentativi della nuova generazione pop, ma sarebbe meglio parlare di tentativo di salto per due incompiuti, che hanno pure un certo seguito, lei per le attività in vari ambiti dello spettacolo e della recitazione, lui per i talent e per qualche ritornello di successo, ma oggi come oggi, per motivi completamente diversi, le loro carriere appaiono un po’ incartate. Tocco latino nella base, bella la chitarra spagnoleggiante, voci che si intrecciano senza decollare, effetto sottofondo gradevole ma non particolarmente intenso od attraente. Magari funziona e saremo tutti contenti per loro due, ma non c’è nulla di certo. Non un brano da scartare, comunque. 

3 – Samurai Jay – Flamenco paranoia
Il vero vincitore di Sanremo cerca di porsi come riferimento principale del pop latino in italiano, peraltro esplorando con il producer Vito Salamanca ritmi e sonorità non troppo tamarri, dando così un minimo di estetica e non pensando solo a brani da ballo. 

2 – Ultimo – Romantica
A sorpresa un altro singolo in occasione dell’uscita del nuovo album, che se sarà affascinante come la copertina promette cose bellissime, come peraltro tutti i dischi di Ultimo. Qui c’è un po’ di botta rock tipo “L’amore non mi basta”, rientra nel filone dei suo brani da stadio. 

1 – Sienna Spiro – Material lover
La voce più bella che abbiamo scoperto quest’anno si propone in una veste meno virtuosistica e più jazzata per un brano dalla colonna sonora de “Il diavolo veste Prada 2”. Canzoni vere e proprie, interprete fuoriclasse, potrebbe essere un disco inciso in qualunque momento del tempo passato e futuro, oltre che nel presente, in cui però non è scontato abbia successo, visto lo stacco da sonorità dominanti soprattutto nel panorama italiano. E’ bello e per ora ci basta così. 

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