Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 (+2) delle nuove uscite musicali del 3 aprile 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!
Primo Ascolto 3 aprile: la Top 10 (+2) delle nuove uscite
12 – RHOVE – Femmina
Chi puntava su di lui dopo l’exploit di Shakerando rischiava, perchè più che un personaggio solido artisticamente pareva invece un pezzo forte ed in sintonia con il gusto dei giovani di un momento. Dopo quei live piuttosto complicati come realizzazione è partito un ridimensionamento, da cui ora il rapper milanese prova ad uscire. Ma un pezzo forte che il suo più grande successo sarà dura trovarlo.
11 – CLARA – Primadonna
Da capire cosa potrà diventare, visto il buon potenziale ma anche la sovrapponibilità ad altre cantanti di simile impronta. Forse non aiuta che tante belle voci e belle presenze si affidino tutte agli stessi autori, ma per sfondare è anche fisiologico cercare i migliori. Qui c’è un rockettino da chitarra stoppata ma che si rivela pop, sia nella melodia che nell’attitudine. Non male, ma difficile adesso scommettere se sarà un grande successo o una mezza figura.
10 – SARAH TOSCANO – Atlantide
Vale un po’ il discorso per Clara, di cui ha percorso contemporaneamente gli stessi passi: l’una vince Sanremo Giovani, l’altra Amici lo stesso anno, entrambe in gara a Sanremo nei Big al primo colpo, entrambe un po’ zoppicanti nei passi successivi, entrambe con esperienze di recitazione, sia pure in questo caso non in contemporaneo. Ma Sarah forse sta individuando una direzione più personale e particolare e qui firma anche lei stessa. Difficile sapere se sarà un successo, ma merita ascolto non liquidatorio.
9 – ICY SUBZERO – Aqva santa
Uno degli artisti urban più interessanti ed amati dalla sua generazione si distacca ulteriormente dal debutto trap e mischia latino non allegrotto, rap più cantato e tonalità minori. Da ascoltare con attenzione, va un passo avanti.
8 – NE-YO – Up out & gone
Chi si risente. L’artista Simil-Jackson più popolare negli anni Zero, poi un po’ disperso ma con all’attivo una discografia che in altri tempi ne avrebbe fatto un venerabile. Ora cambia in parte stile, mescolando il suo cantato rnb, ma con meno delicatezza di falsetti, con una scrittura udite udite country, forse per seguire mode che in America attecchiscono ben più di qui. Ne valeva la pena? Il pezzo è buono, ma molto diverso da ciò che ci si aspettava. Ma se l’urban-rnb oggi non funziona più, qualcosa uno deve pure inventarsi. Bisognerebbe però domandarsi perchè non basti aggiornare un genere e invece occorra proprio cambiare stile.
7 – ZAYN – Sideaways
La voce più particolare dei One Direction aveva intrapreso il percorso solista in anticipo sullo scioglimento del gruppo e con un taglio molto interessante, con tutto il rispetto per Harry Styles, Liam Payne e Niall Horan, salvo poi perdersi per vicissitudini personali. Ora prova il rilancio, con un pezzo in quello stile urban delicato, alla Michael Jackson o, tra i derivatori Justin Timberlake, che aveva intrapreso prima che The Weeknd si affermasse. Il dubbio è se sia ancora un genere forte a 15 anni quasi di distanza. Se non fosse così, è un peccato il tempo perso. Ed un peccato che un genere gradevole non funzioni più. Se invece arriva la smentita, stapperemo bottiglie.
6 – FKN ZEEO – When it comes around
Se qualcuno però crede ancora nella possibilità di aggiornare l’urban-rnb, ascolti questa traccia, e troverà che ibridare il filone con la funky dance di classe può essere la risposta. Il disco che ci si attendeva da Ne-Yo, il brano che poteva azzeccare Zayn Malik per rilanciarsi.
5 – KASABIAN – Great pretender
Altra band che se fosse nata dieci anni prima sarebbe nell’Empireo. Purtroppo anche il britpop elettronico non funziona più come un tempo e brani come questo, pur forti, sono destinati ad essere trascurati. Perchè gli anni Zero non possono avere generato una loro forma di classicità resta un mistero. O forse si spiega con il diluvio di proposte che affollano le piatteforme e l’ottusità delle radio. Ah, nessuno peraltro rischierà di scambiare questo poprock tirato con il terzinato che i Platters incisero 70 anni fa, quello sì un classico.
4 – PRINCIPE – Domenica tristissima
Cantautorato che un tempo si chiameremo indie e che oggi è indubbiamente pop, con una sua vena poetica. Un brano semplice e diretto, a riassumere emozioni e sentimenti.
3 – TIZIANO FERRO feat Giorgia – Superstar
E così Tiziano raddoppia, aggiungendo 7 canzoni nuove al suo album, praticamente un nuovo disco a soli sei mesi di distanza dall’uscita. Da un lato c’è da rallegrarsi che un artista abbia ritrovato ispirazione, dall’altro si pensa al rammarico per l’occasione persa a Sanremo, visto che da parte qualche brano buono c’era e in un’edizione mediodebole come l’ultima Ferro avrebbe potuto sbancare e rilanciarsi per sempre. Anzi, il timore è che la promessa di partecipare in gara l’anno prossimo fatta durante l’ospitata con Laura Pausini resti vana, alla luce della quantità di materiale pubblicata. Per quanto riguarda la canzone, c’è l’effetto evento per il duetto tra due fuoriclasse di analogo sentire nel genere rnb. Però vale il discorso delle accoppiate notevoli (Blanco-Elisa, Annalisa-Mengoni ecc), ovvero più il clamore e l’attesa che la sostanza di una canzone destinata a restare. Qui, strofa magnetica e attraente, ritornello confuso. Peccato.
2 – SANTAMAREA – Tornado
Attenzione al gruppo più interessante tra gli emergenti, con un discorso originale tra attitudine pop, scrittura rock e sonorità elettroniche. Da tempo non si ascoltava una band così creativa e stimolante, quasi vent’anni. Strofa di tensione, ritornello esplosivo e liberatorio ma non allegro, semmai salvifico.
1 – GIANNI MORANDI – Monghidoro
Difficile mettere nel mucchio delle novità brani di artisti dalla carriera enorme insieme a novità di ragazzini, ma Morandi è sempre stato trasversale a stili e generazioni. Si rinnova la collaborazione con l’amico Jovanotti, che gli costruisce attorno una biografia che suona più come una dichiarazione di valori che un bilancio di vita. Ed è bello che sia pieno di citazioni di sue canzoni di successo, allacciando il filo con il nome del paese natale. Ed è bellissimo che un artista ultraottantenne senta l’utilità e il bisogno di avere un brano nuovo da abbinare all’ennesimo tour e che sia un brano in sintonia con qualsiasi modalità musicale di oggi, ieri e domani.


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