Primo Ascolto Top Ten

Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 delle nuove uscite musicali del 30 gennaio 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!

Primo Ascolto 30 gennaio: la Top 10 delle nuove uscite

10 – Patagarri – Bomba intelligente
I più simpatici emersi da X-Factor devono costruirsi una nicchia di repertorio per non essere solo gruppo da cover divertenti con strumenti e ritmi scalcagnati. La direzione sembra imboccata, ma sarà più efficace nei live che per radio. 

9 – Tropico – Quasi blu
Chissà se questo brano sia stato un tentativo Sanremo… è una delle sue ballatone, ben fatta e ispirata, ma con qualche clichè ormai ben conosciuto nei suoi brani, sia dal punto compositivo che interpretativo. Non riusciamo però a credere che Tropico sappia solo fare così. Per quello viene da pensare ad un brano manifesto pensato per Sanremo rimasto però fuori dai giochi. Sarebbe stato un bel modo per arrivare al grande pubblico. Tornerà a sorprendere anche chi lo segue da sempre, ma comunque anche con q uesta ci intrattiene bene. 

8 – Kid Yugi ft. Tutti Fenomeni – Eroina
Ritorna uno dei rapper più amati dalla sua generazione, con un’immagine più matura e anche sonorità evolute. Per chi però è più vecchio l’effetto non cambierà molto. Anche se sono pezzi che dicono qualcosa. Bello il ritornello, bello il flusso, anche se si parla sempre di disagio individuale. E’ pur sempre raccontare una propria realtà. E se la musica aiuta a buttare fuori malessere, ha una funzione sociale e psicanalitica comunque importante. 

7 – Mondo Marcio – Nonostante tutto
Questo invece è un rapper che dovrebbe parlare alla generazione precedente, i trentenni o quarantenni che lo adorarono a metà anni Zero per poi mollarlo inaspettatamente. Quegli artisti che arrivano troppo in fretta rispetto a tempi in cui avrebbero raccolto molto di più ed emergono solo per essere una novità un po’ diversa dal solito e non per un’evoluzione del gusto del pubblico.Invece è un rapper dal flow eccellente, con molto più senso musicale di tanti successori e dalle basi rnb magnifiche. Forse oggi è troppo tardi, ma ha ancora tante cose da dire e può insegnare a riscoprire un concetto: che il rap non è solo flusso di coscienza ma musicalità e ritmo, su cui esprimere concetti anche forti.

6 – Sabrina Carpenter – When did you get hot?
Nell’attacco fa un po’ la Morrisette e forse anche nel testo esplicito. Poi vira verso il pop-rnb tra bei coretti e basi ricche di groove. Mai uguale a se stessa, finora, almeno nei singoli di successo arrivati in Italia. Nel resto forse sì, ma è stato meno sovraesposto.

5 – Ermal Meta – DeLorean
Proprio la macchina del tempo di Zemeckis in Ritorno al Futuro. Che belle sonorità, che suoni, che pace, che testo con voglia di fuga dalla realtà per sognare di modificare il passato. E se a Sanremo Ermal Meta arriva con un brano prodotto da Dardust e una cover di Golden hour di Jvke eseguita con lui, beh, sarà una svolta sorprendente. Se questo brano è la promessa, ci siamo per qualcosa di bello. 

4 – Doechii & Sza – Girl, get up
Due divine del soul/rnb/hiphop contemporaneo che non seguono alcuna moda. Unendo i talenti creano cose nuove stimolantissime. Che purtroppo non diventano di moda, chissà perchè. 

3 – Leon Thomas – Mutt
Produttore, cantautore e attore, bel brano dal genere indefinibile, certamente urban ma definizione troppo vaga. C’è soul, melodia, triphop, drum and bass. Merita. 

2 – Bruce Springsteen – Streets of Minneapolis
Una vera instant song, ispirata dalla stretta attualità, composta, incisa e pubblicata al volo. Quando si dice urgenza comunicativa. Se fossero certi tempi, avrebbe per le masse la stessa funzione abrasiva e riflessiva che ebbe “Four dead in Ohio” di Neil Young o “Say it loud, I’m black and I’m proud” di James Brown, che ebbero il potere di svegliare coscienze a seguito di eccessi di polizia e di placare le rivolte. Ma non sono più gli anni Sessanta. E soprattutto in quell’epoca mai un presidente nè un qualunque politico si sarebbe mai sognato di definire un artista intellettuale che si oppone ad abusi come “una prugna secca che deve tacere”. Oggi ci resta comunque una bella canzone e tanta tensione emotiva. 

1 – Dave – Raindance
Ecco l’esempio di quando si dice che un pezzo non può funzionare per radio e invece chi osa proporlo ottiene grande riscontro. Dave è un versatile autore e interprete che non cerca di piacere ma fa quello che sente. Manco distribuito per le radio ma ben promosso dalle label, ha ottenuto il miglior debutto di un artista urban inglese nelle radio italiane. Alla faccia di tutto. Perchè ha un pezzo bellissimo, uno stile strano, fatto di tappeto di percussioni delicatissime, tipo tablas, di un feeling rnb sognante che ti porta via, di un incastro tra parole rappate con delicatezza, quasi triphop ma non ipnotiche, e su una base di cui fanno parte anche voci femminili con vocalizzi bellissimi. Se i Pink Floyd fosseronati 40 anni dopo e fossero di pelle nera, suonerebbero forse così. E lui non li ha comunque certo copiati. 

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