Primo Ascolto Top Ten

Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 delle nuove uscite musicali del 9 gennaio 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!

Primo Ascolto 9 gennaio: la Top 10 delle nuove uscite

10 – Giorgia – Corpi celesti
Nuovo estratto dall’album del grande rilancio, un mezzo lento pop pienamente in linea con le produzioni in voga oggi, cui Giorgia aggiunge sapienza vocale rinunciando ad eccessi di gorgheggio e puntando sull’espressività. 

9 – Giusy Ferreri – Musica classica
Probabilmente già sepolta l’esperienza di frontwoman della rock band Bloom, che si è limitata a prendere un’acquazzone a un concerto del Primo Maggio, La Giusy prova a rimettersi in pista con discografia indipendente, in un brano pop di buona fattura, che forse vorrebbe essere il contraltare alla musica leggerissima di cantautorale memoria sanremese. 

8 – Fausto Lama – A tanto così
Tutti pensavano che California sarebbe approdata a Sanremo, prendendosi titoli e riflettori per lanciare la sua carriera solista raccontando la fine dei Coma_cose e il divorzio da Fausto Lama. E invece l’ha preceduta lui, anche per non restare a lungo fuori dal giro avendo meno appeal mediatico della ex consorte cantante. Saranno delusi i rotocalchi della tv pomeridiana, che per il Festival pregustavano la preda da spolpare e forse per questo entrambi hanno evitato la passerella festivaliera. Il pezzo è un bell’esempio di cantatuorato indie e quel “siamo arrivati a tanto così” lascia pensare che aFausto sarebbe convenuto continuare in duo. Crediamo che avessero ancora tanto da dire. In solo non potrà essere la stessa cosa.  

7 – Bruno Mars – I just might
Dieci anni tra un album e l’altro sono un lusso che nessuno che abbia meno di vent’anni di carriera può prendersi. Lui sì, e senza che il pubblico lo abbia dimenticato. Bruno sta a Michael Jackson come Bublè a Dean Martin, come Shakin’ Stevens ad Elvis. Un Gigi Sabani del funk, con straordinarie capacità vocali e di intrattenimento, capace di creare i suoi pastiche mescolando vecchi successi per creare canzoni nuove. Come fa in questo allegrissimo singolo, tantissimo debitore verso “You make me feel like dancing” di Leo Sayer, cui Bruno Mars ha vocalità più simile rispetto a quanta ne abbia su Jacko.

6 – Benson Boone – Man in me
Formula un po’ ripetitiva, ma sempre efficace. Uptempo di classe, meno roboante dei precedenti, voglia di crescere e maturità. Con un ritornellissimo.

5 – Mr Rain – Casa in fiamme
Sembra la solita formula trita e ritrita con o senza bambini seduti sugli scalini dell’Ariston. Invece nel ritornello il cantautorapper tira fuori l’ottava alta e gli accordi diminuiti. Cos’è successo?, viene da domandarsi. Ma se si ascolta un attimo prima, il bridge che lancia il ritornello incappa in quel “vorrei, vorrei, vorrei” galeotto, che fa capire che un altro cantautorapper lo scorso anno ha raccolto altri adepti. Ce la faremo a resistere? Peccato pensare così, perchè il pezzo è un passo avanti, per Mr Rain.

4 – Tyla – Chanel
Ogni disco di questa fuoriclasse del soul è una sorpresa e una scoperta. Purtroppo i media odierni non permettono di imporla come meriterebbe, anche questo brano ha un’atmosfera che non assomiglia ad altro. Ritmiche filanti, tonalità minore, armonie semplici ma non scontate, cantato ipnotico, ambiente elegante, atmosfera soffusa.

3 – Yungblud ft. Smashing Pumpkins – Zombie
C’è ancora del rock, eccome, basta saperlo proporre e cercare. Yungblud è quanto ci aspettavamo potesse diventare il nostrano Achille Lauro di Rolls Royce, se non avesse invece voluto rivolgersi ai ragazzini da cuori infranti. In questo pezzo c’è sapienza, varietà, conoscenza della materia e personalità a quintali. E chiama a sè una band storica, di cui probabilmente ha masticato a chili i dischi precedenti. E canta infinitamente meglio di Billy Corgan, con tutto il rispetto per la personalità immensa del leader della band.

2 – Tiziano Ferro – Sono un grande
La grandezza sta nell’esporre un simile titolo non come autostima eccessiva o prosopopea ma come lettura di guai a cui uno è passato indenne, come racconta nel testo. Piaccia o no, nella musica italiana Ferro un grande lo è certamente e se non indugiasse troppe volte a racconto intimo personale forse risulterebbe più leggero. Dopo Eros Ramazzotti è il cantautore italiano più conosciuto nel mondo e va rispettato, anche se i suoi dischi non vendono più come una volta. Peraltro questo album, dileggiato per la breve comparsata in hit parade da quei critici che cercano sempre di sparare al bersaglio grosso, ha già fornito tresingoloni enormi che le radio hanno mandato a profusione, i tre migliori nei suoi ultimi 10-15 anni. Più rispetto per un grande, please.

1 – Ultimo – Acquario
Non è un pezzo universalistico come il famoso estratto dal musical che annunciava la nascita di una nuova era, ma è un pezzo intimo e personale. Dopo tutto non è più il 1969 e non sono certo tempi di ideali collettivi, men che mai purtroppo di pace. Il cantautore dei record si descrive ritrovandosi in pieno nelle caratteristiche del suo segno zodiacale: indipendenza, autonomia, creatività, originalità, ma anche fragilità, ricerca, necessità di stare soli. Caratteristiche in cui anche l’autore di questi commenti si ritrova in pieno, sperando che qualche lettore gli faccia gli auguri di buon compleanno il 30 gennaio. 




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