Polemica su Sal Da Vinci: Aldo Cazzullo definisce “Per sempre sì” la canzone più brutta di Sanremo e la paragona a un “matrimonio della camorra”. La replica in tv e sui social.
Non si placa la polemica attorno a Sal Da Vinci e al brano “Per sempre sì”, vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo.
A far discutere sono state le parole del vicedirettore del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, che nella rubrica delle lettere del quotidiano ha definito la canzone “la più brutta della storia del Festival”, arrivando ad accostarla alla “colonna sonora di un matrimonio della camorra”.
Le parole di Cazzullo: “Non è essere contro il popolo”
Rispondendo a un lettore che chiedeva spiegazioni sul suo giudizio, Cazzullo ha chiarito:
“Non si tratta di essere contro il popolo”.
Il giornalista ha fatto un paragone con Nel blu dipinto di blu, simbolo di un’Italia fiduciosa nel boom economico, sostenendo che “Per sempre sì” non rappresenterebbe allo stesso modo un momento storico.
La frase più discussa è stata però quella in cui ha scritto che il brano potrebbe sembrare la colonna sonora di “un matrimonio della camorra” o, “a essere generosi”, una canzone di Checco Zalone, precisando che nel caso del comico si tratterebbe di ironia.
Cazzullo ha inoltre aggiunto:
“Nulla contro il cantante, che è pure una persona simpatica”,
“Sal Da Vinci può vincere il Festival di Sanremo”.
La bufera social e le accuse di pregiudizio
Le dichiarazioni hanno acceso il dibattito soprattutto sui social e nelle radio napoletane. Molti utenti hanno criticato l’accostamento alla camorra, ritenendolo offensivo e frutto di pregiudizi verso il Sud.
In tanti hanno difeso l’artista campano, sottolineando come la sua vittoria sia stata accolta con entusiasmo a Napoli, dove l’11 marzo riceverà dal sindaco Gaetano Manfredi la Medaglia della Città.
Il caso in tv: scontro a “La volta buona”
La polemica è arrivata anche in televisione, durante il programma La volta buona condotto da Caterina Balivo.
In studio si è acceso il confronto. Lo stilista Guillermo Mariotto ha parlato di un possibile pregiudizio legato alle origini napoletane del cantante, ricordando casi simili avvenuti in passato.
Caterina Balivo ha preso posizione con fermezza:
“Quando si commenta la canzone di Sal Da Vinci lo si fa sempre puntando il dito sulla città, su Napoli. C’è una sofferenza nell’accettare che un artista campano possa arrivare a tutta Italia e anche in Europa”.
La telefonata a sorpresa di Cazzullo
Durante la trasmissione, Aldo Cazzullo ha chiamato in diretta per chiarire la sua posizione:
“Io amo Napoli, adoro la musica napoletana, adoro la grande tradizione della canzone napoletana. Sal Da Vinci non mi piace”.
Il giornalista ha spiegato di considerare la sua frase una battuta, paragonandola allo stile ironico di Checco Zalone, e ha ribadito di non voler offendere né la città né la sua tradizione musicale.
Intanto Sal Da Vinci celebra il successo
Mentre il dibattito continua tra critiche e difese, Sal Da Vinci si prepara a ricevere un importante riconoscimento ufficiale dal Comune di Napoli.
La vicenda dimostra ancora una volta come il Festival di Sanremo non sia solo una competizione musicale, ma anche uno specchio delle sensibilità culturali e territoriali del Paese, capace di accendere confronti che vanno ben oltre la musica.

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