Le parole di Sal Da Vinci sul nuovo album “Per sempre sì“. Un viaggio intimo tra affetti, sonorità insolite e fedeltà.
Dopo mesi straordinari che lo hanno consacrato tra i protagonisti assoluti della scena musicale italiana e internazionale, Sal Da Vinci pubblica il suo atteso progetto discografico: “Per sempre sì”. Disponibile dal 29 maggio su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico per Atlantic Records Italy, Warner Music Italy e Cose Production, l’album viene accompagnato in radio dal nuovo singolo estivo “Poesia”, una bachata dalle sonorità calde e sensuali.
Il disco giunge in un momento di grazia straordinario per la carriera dell’artista, reduce dal trionfo al Festival di Sanremo e dal successivo exploit europeo all’Eurovision Song Contest, dove il brano “Per sempre sì” si è trasformato in un fenomeno virale globale. Dal 30 maggio prenderà inoltre il via un fitto instore tour, seguito da una serie di live in tutta Italia a partire dal 9 luglio. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
Un disco di pancia e di resistenza nato in una fase imprevedibile
“Per sempre sì” si sviluppa come un racconto intimo e quotidiano, un vero e proprio mosaico emotivo che mette al centro l’amore, la famiglia e la resilienza. Nonostante la portata monumentale delle canzoni, l’album si distingue per un’autenticità immediata, capace di azzerare le distanze con gli ascoltatori.
“Mi sorprende il fatto che al pubblico e agli addetti ai lavori sia arrivato qualcosa di sincero”, ha confessato Sal Da Vinci riflettendo sull’accoglienza del progetto. “È un disco che fa parte di una fase imprevedibile della mia vita. È un album che racconta anche degli anticorpi che negli ultimi tempi ho imparato a inserire in me. Questo è un disco di pancia, di resistenza, nel quale ho riscoperto il piacere di condividere la musica con altre persone. Nel gruppo di autori ci sono tanti ragazzi giovani, della nuova generazione: il risultato è straordinario, grazie all’unione di più anime.”
Il titolo stesso dell’album rappresenta un manifesto spirituale: un inno alla fedeltà verso la vita e i propri sogni, un simbolo della capacità di andare avanti anche dinanzi alle difficoltà.
“Ho sempre cercato di impegnarmi per essere felice”, ha spiegato l’artista. “Ho sempre lavorato sull’amore, sulle promesse, sulla fedeltà. La fedeltà è la costruzione di un qualcosa in cui credi. Bisogna lavorare per essere fedeli. Per me la fedeltà è un concetto ampio, anche legato alle promesse che ognuno fa a se stesso.”
Oltre i pregiudizi: la nuova melodia di Napoli e le contaminazioni musicali
All’interno dell’album trovano spazio collaborazioni di rilievo, come il brano “Somigli a me” interpretato insieme al figlio Francesco, nato da un profondo dialogo generazionale. Non manca un prestigioso duetto con Serena Brancale e canzoni dal ritmo leggero come “Fuga d’amore”. Il progetto spazia tra sonorità molteplici, unendo lambada, rap e sfumature latine. Durante la presentazione, Sal Da Vinci ha colto l’occasione per decostruire alcuni storici stereotipi legati alla scuola musicale napoletana e all’etichetta di “neomelodico”.
“Quando si parla di neomelodico sembra che sia una musica a parte. Per me significa semplicemente nuova melodia. Quando un artista genera una nuova melodia è geniale. Invece, c’è chi usa questo termine, questa parola, per ghettizzare Napoli e gli artisti che provengono dalla città. Io faccio musica da sempre, musica che racconta sentimenti, anche se in passato ho firmato canzoni più impegnate. Non dimentichiamo che da Napoli sono nati artisti immensi come James Senese. Nella mia musica sono sempre stato aperto alle nuove tendenze, anche grazie a mio figlio.”
L’enorme successo della hit precedente “Rossetto e caffè” ha spianato la strada a questa nuova consapevolezza espressiva, dimostrando la forza transgenerazionale della sua proposta.
“Il successo di quel brano è stato il risultato di un lavoro costante. ‘Rossetto e caffè’ è stata autoprodotta e distribuita da una società straniera: sono stati gli unici a credere in me in quel momento. La vita mi sta donando qualcosa di forte e con un impatto emotivo immenso. A volte ho quasi timore che tutto quello che sto vivendo sia troppo, ma tutto ciò che arriva è un dono e non voglio dimenticarlo. È un modo anche per lanciare un messaggio a chi sta ancora aspettando di realizzare un sogno. Il Signore ha voluto così e lo accetto. Per me la musica è qualcosa di spirituale, grande, importante.”
Il dolore che si trasforma in arte: la dedica al padre e l’esperienza all’Eurovision
Uno dei momenti più toccanti e personali dell’intero disco è rappresentato dal brano “Voglio ancora amarti”, una traccia speciale interamente dedicata alla memoria del padre, custodita gelosamente dall’artista per molto tempo prima di trovare una collocazione ufficiale.
“È una canzone nata nel dolore, un dolore che non sempre il tempo ti fa guarire. Inizialmente non riuscivo nemmeno a cantarla. Poi qualche anno fa misi in scena lo spettacolo ‘Stories’, in cui raccontavo la mia vita insieme a un attore. Il regista Luca Miniero mi convinse a cantare questo pezzo. È una dedica pura: il dolore si è trasformato in altro e mi ha dato la possibilità di esorcizzarlo. Chi ha ascoltato la canzone oggi mi dice semplicemente grazie.”
L’album riflette inoltre l’incredibile bagaglio umano accumulato durante l’avventura all’Eurovision Song Contest, che ha proiettato la musica di Sal Da Vinci nelle classifiche europee.
“L’Eurovision è stata un’esperienza umana pazzesca, un incontro vero tra culture e tra esseri umani. Sono stato accolto benissimo, abbiamo fatto gruppo tutti i giorni e mi sembrava un autentico villaggio di sentimenti. È un’esperienza che porterò sempre nel cuore, anche perché capita una sola volta nella vita. Molti dei ragazzi stranieri conosciuti lì mi scrivono ancora, vogliono collaborare e vorrebbero realizzare delle cover del mio brano.”
La produzione musicale di “Per sempre sì” è firmata dallo storico collaboratore Adriano Pennino, una garanzia di eccellenza tecnica e continuità artistica.
“Adriano è un grandissimo professionista, un musicista incredibile. Esiste un modo di fare musica mettendo sul tavolo una serie di ingredienti che fanno bene alla canzone, e lui è il mio produttore musicale da tanti anni. Voglio sottolineare con forza anche il ruolo fondamentale di Vincenzo D’Agostino, che ha scritto tanti testi splendidi delle mie canzoni.”
Nonostante i mesi intensi, segnati da fatiche fisiche e critiche preconcette, Sal Da Vinci guarda al futuro e all’imminente instore tour con orgoglio:
“Cerco di fare una vita abbastanza lineare, sono nato e cresciuto con il senso della responsabilità. In questi giorni sono persino senza voce a causa dello stress e dei repentini cambiamenti climatici; sono appena tornato dal Canada, dove c’era una temperatura completamente diversa. Sono arrivato a Sanremo dopo aver affrontato ben quaranta date nei teatri. Il disco avrebbe dovuto uscire a marzo, ma lo abbiamo rimandato perché volevamo il tempo necessario per prepararlo al meglio. Però quanta cattiveria ho sentito in questi mesi… Quanta. Roberto Vecchioni diceva che la canzone ‘alta’ è quella che arriva dritta nel cuore della gente. Io mi auguro solo che le canzoni di questo disco possano arrivare a chi ha voglia di ascoltarmi. Sono felice quando una mia canzone porta a una riflessione.”
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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