Gazzelle ha fatto il suo esordio al Festival di Sanremo 2024 con il brano Tutto Qui (Maciste Dischi / Warner Music Italy).
Con Tutto Qui il cantautore romano ha portato a Sanremo la nostalgia, un sentimento da sempre preponderante nella sua scrittura. Questa volta si lega però al desiderio di esplorare il passato di una persona cara che non si ha avuto la possibilità di vivere insieme. Quasi in modo surreale, la canzone è intrisa anche di un intenso senso di speranza e una forte voglia di vivere.
Il testo è scritto dallo stesso Gazzelle (Flavio Bruno Pardini) e composto insieme a Federico Nardelli.
Fuori anche il videoclip del brano, diretto dai bendo, che traduce in un’esperienza a tratti cinematografica la capacità dell’artista di evocare immagini attraverso i suoi testi. Nel video l’intensità di uno sguardo, la delicatezza di un gesto, il calore di un abbraccio, infondono un senso di pace in chi osserva e si lascia sopraffare dalle emozioni.
Dopo Sanremo in arrivo un tour, che culminerà con uno speciale concerto all’Arena di Verona (ne abbiamo parlato Qui).
Sanremo 2024, intervista a Gazzelle
“E’ giusto esserci. Io sono sempre me stesso in tutte le situazioni sia quando sto a disagio, sia quando sto a mio agio. Si vede sempre quello che provo e sul palco porto la mia musica in maniera coerente. Io sono venuto qui con la mia vita tra le mani.
Io voglio sempre tenermi stretto questo mio modo di fare le cose, questo mio approccio alla musica e questa mia attitudine. Scrivo canzoni che spero che riescano a descrivere comunque il tempo che sto vivendo e spero che durino anche più di me. Questa è la mia ambizione.”
Cosa rappresenta per un artista della tua generazione il Festival di Sanremo?
Per me Sanremo rappresenta un palco storico, tradizionale. Credo sia alla fine l’evento musicale più importante dell’Italia, visto che in questi ultimi 70 anni sono passati tanti artisti che adoro, che mi hanno influenzato tanto. Penso a Vasco, a Lucio Dalla, a Rino Gaetano.
Perché per Sanremo hai scelto proprio “Tutto qui”?
Ho scritto questa canzone all’improvviso, in due ore. Avevo voglia di tradurre in musica le immagini che avevo in testa, tra cui questa dei panda, che mi è venuta in maniera spontanea perché mi trasmetteva una certa dolcezza, una certa simpatia. Loro non sono più in via di estinzione, ma hanno dovuto combattere tanto per questo.
Com’è cambiato il tuo modo di scrivere e descrivere l’amore?
Con il tempo si diventa più iconsapevoli, più esperti anche su questioni come l’amore. Più ci sbatti la testa, più hai esperienze, più in qualche modo ci provi a capire come funziona. Ancora non l’ho capito, però sicuramente la mia scrittura e il mio modo di fare musica si evolvono sempre. Finché succederà tutto questo continuerò a scrivere canzoni, se non dovesse più accadere smetterò.
Videointervista a Gazzelle
Foto di Simone Biavati

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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