Zucchero presenta il tour “Baila (Sexy Thing) 25th”, parla dei giovani, di Sanremo, Eurovision, Ultimo, Miles Davis e annuncia 20 concerti all’Arena di Verona.
A 70 anni Zucchero “Sugar” Fornaciari continua a guardare avanti. Lo fa con un tour europeo che celebra i 25 anni di “Baila (Sexy Thing)”, con una band internazionale tra le migliori in circolazione, uno stadio dopo l’altro e con la consueta schiettezza che da sempre contraddistingue le sue interviste.
Alla vigilia del concerto allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna, il bluesman emiliano ha incontrato la stampa raccontando passato, presente e futuro. Dall’esplosione dei concerti negli stadi ai giovani artisti, passando per Sanremo, Eurovision, Miles Davis, Bob Dylan, Francesco De Gregori e il possibile ritorno in studio con un nuovo album di inediti.
L’incontro è stato anche l’occasione per annunciare un nuovo importante capitolo della sua carriera: nel 2027, per celebrare i 40 anni dello storico album “Blue’s”, Zucchero tornerà all’Arena di Verona con 10 concerti nel 2027 e altri 10 nel 2028, oltre al già annunciato appuntamento del 10 giugno 2027 allo Stadio San Siro di Milano. Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
“Oggi fare gli stadi è più facile”
Uno dei temi centrali dell’incontro riguarda il boom dei concerti negli stadi da parte delle nuove generazioni.
Zucchero osserva il fenomeno senza polemica, ma con il suo consueto pragmatismo.
“Adesso è più facile. Non so perché. Forse c’è più voglia di divertirsi e di uscire. Dopo il Covid il live è aumentato ovunque, è un fenomeno mondiale.”
Per Sugar il cambiamento è dovuto soprattutto al modo in cui gli artisti comunicano oggi.
“I giovani sono delle macchine da guerra. I social hanno fatto la differenza: la comunicazione è molto più veloce e molto più ampia. Corrono sul palco, fanno i balletti, sculettano… cantano anche, magari poco, però se la cavano e riempiono gli stadi.”
Poi, con la consueta autoironia, aggiunge:
“Io non sono così. Dei social non ci capisco un ca**o.”
L’elogio a Salmo, Marracash e Blanco
Tra gli artisti italiani contemporanei che più apprezza, Zucchero cita senza esitazioni Salmo.
“Mi piace molto. Musicalmente non conosco tutto quello che fa, ma leggo i suoi testi. Scrive con un linguaggio giovane e attuale nel quale però mi riconosco.”
I due hanno già condiviso il palco in diverse occasioni.
“Forse lui è un po’ più pesante di me, ma sono cambiati i tempi. Già quando scrivevo ‘Pippo che ca**o fai?’ la discografia mi chiedeva di cambiare il testo.”
Tra i nomi che segue con interesse inserisce anche Marracash e Blanco.
La battuta su Ultimo
Inevitabile una domanda sul record di Ultimo, protagonista del concerto-evento di Tor Vergata davanti a 250 mila spettatori.
La risposta è perfettamente nello stile di Sugar.
“Il concerto non l’ho visto. Ho visto solo che c’era un po’ di gente…”
Poi aggiunge sorridendo:
“Il nome fa tanto.”
Una battuta che non suona come una critica, ma come una constatazione sul peso che oggi comunicazione e popolarità hanno nel successo di un artista.
Sanremo ed Eurovision: “Ci deve andare uno competitivo”
Tra gli argomenti più discussi c’è anche il nuovo regolamento del Festival di Sanremo 2027, che potrebbe non far coincidere il vincitore della manifestazione con il rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest.
Zucchero si schiera apertamente a favore della novità.
“Se fossi direttore artistico farei esattamente questa scelta. Sanremo non è un campionato mondiale, è una partita di ping pong.”
Secondo lui l’Eurovision richiede caratteristiche diverse.
“Ci deve andare uno che abbia i coglioni, uno competitivo.”
Poi arriva una delle sue uscite più provocatorie.
“A parte i Måneskin, negli ultimi anni tutti gli altri hanno fatto cagare. Bisognerebbe pensare soprattutto a cantare e a portare belle canzoni.”
De Gregori, Bob Dylan e il valore del dubbio
Nel corso dell’incontro Zucchero commenta anche le recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori sul ruolo degli artisti nel dibattito pubblico.
Lontano dalle polemiche, preferisce soffermarsi sul concetto del dubbio.
“Voglio essere serio, ma sempre più spesso faccio ironia perché vedo che la gente si prende troppo sul serio.”
Cita poi Bob Dylan e Walt Whitman.
“‘Contengo moltitudini’ è un titolo straordinario. Significa contenere tanti dubbi. Se sei una persona sensibile ti metti continuamente in discussione. Io lo faccio ogni giorno.”
E conclude con una dichiarazione di grande stima verso il cantautore romano.
“Con Francesco abbiamo scritto cose bellissime insieme. Lo conosco bene. Non oserei mai contraddirlo in pubblico.”
Il ricordo di Miles Davis: “Mi disse che stavo suonando le note sbagliate”
Tra i racconti più affascinanti emerge quello dedicato a Miles Davis, con cui Zucchero registrò “Dune Mosse”.
L’aneddoto è ormai entrato nella storia della musica italiana.
“Entrò nello studio tutto vestito di nero. Non mi salutò nemmeno. Mi disse subito: ‘Stai suonando le note sbagliate’.”
In realtà, ricorda sorridendo, il grande trombettista aveva modificato la tonalità del brano per adattarla al suo strumento.
Poco dopo, però, arrivò una frase che Zucchero non ha mai dimenticato.
“‘Resta qui. Ho bisogno della tua energia’.”
Alla fine della registrazione Davis gli consigliò perfino quale take utilizzare.
Un incontro che il cantante considera uno dei momenti più importanti della sua carriera internazionale, insieme al concerto per Nelson Mandela in Sudafrica, all’aurora boreale osservata con Robert Plant in Norvegia e all’esperienza come supporter di Eric Clapton alla Royal Albert Hall.
Un nuovo album? “Deve avere almeno nove grandi canzoni”
Sul futuro discografico Zucchero non si sbilancia.
Dopo oltre 350 canzoni scritte tra il proprio repertorio e quello composto per altri artisti, sente il peso delle aspettative.
“Il problema non è mantenere il successo. Quello, con un buon ufficio stampa e i social, oggi si può anche fare.”
La vera sfida è un’altra.
“Bisogna giustificarlo. Per fare un album oggi servono almeno otto o nove canzoni davvero forti.”
Per questo motivo non vuole pubblicare musica soltanto per esserci.
“Deve essere un album con i coglioni.”
“Blue’s” compie 40 anni: festa all’Arena di Verona
La notizia più importante arriva però da Ferdinando Salzano.
Nel 2027 ricorreranno i quarant’anni di “Blue’s”, l’album che ha cambiato la carriera di Zucchero e che contiene classici come Senza una donna, Con le mani e Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica.
Per festeggiare l’anniversario è confermato l’appuntamento a San Siro del 10 giugno e tra il settembre 2027 e il 2028 l’idea è proporre 10 + 10 concerti all’Arena di Verona.
“Blue’s” rappresentò la vera svolta della sua carriera, superando il milione di copie vendute e consacrando definitivamente Zucchero come uno degli artisti italiani più internazionali.
Quarant’anni dopo, il bluesman emiliano continua a riempire stadi in tutto il mondo con la stessa autenticità di allora. Cambiano i mezzi, cambiano le generazioni, cambia il modo di comunicare. Ma il filo conduttore resta sempre lo stesso: la musica suonata dal vivo, senza scorciatoie, e un blues che, come ama ripetere lui stesso, “non morirà mai”.

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