Primo Ascolto Top Ten

Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 (molto allargata!) delle nuove uscite musicali dell’8 maggio 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!

Primo Ascolto 8 maggio: la Top 10 delle nuove uscite

14  – Coez – Ci vuole una laurea
Scritta per la serie tv di animazione disegnata da Zerocalcare, è nel mood culturale giusto in cui inserirsi. Rapporti umani complicati e quotidianità dura, raccontati in un brano in cui il sound del tappeto copre troppo testo ed armonie per poterlo apprezzare fino in fondo.

13 – Eddie Brock – Bel venerdì
Uno dei tanti “Chi?” Pronunciati dal pubblico televisivo alla lettura dell’elenco di Sanremo, ora un po’ più conosciuto anche se sta replicando all’infinito il clichè della canzone che gli diede quel minimo di popolarità ancora tutto da consolidare. Magari ha usato nel titolo il giorno della pubblicazione della canzone nuova per ingraziarsi i recensori? Chissà. Di sicuro non ha le parvenze di una hit irrinunciabile, ma è già al “già sentito.

12 – Arisa – Rugiada
Tutto da verificare se il buon esito sanremese e la popolarità televisiva ritrovata si tradurranno in risultati anche discografici. Qui, con le buone firme di Federica Abbate, Jacopo Ettorre e Nicola Lazzarin c’è il pathos melodico e ci sono anche i beat elettronici. Chissà. 

11 – Giuse The Lizia – Istruzioni
Uno dei cantautori più interessanti esclusi da qualche Sanremo Giovani fa. Non deve restare prigioniero dell’etichetta e deve cercare di imporsi autonomamente col pezzo giusto. Non è facile. Qui c’è pop frenetico e autoironia nel testo nel senso di cortocircuito tra aspettative, stimolied incertezze generazionali. Può darsi possa funzionare. Chissà. 

10 – Patagarri – Tua madre
La band più divertente uscita dai talent show sta accumulando con il live successi e credibilità. Manca ancora l’affermazione discografica. Ci provano con questa meno stralunata ma sempre un po’ bandistica canzone, magari sull’onda aperta da Sayf a Sanremo. Ce la faranno? Chissà. 

9 – Fausto Lama – Burrocacao
La componente maschile dei Coma_Cose, arrivati, per citarlo, “a tanto così” dall’affermazione assoluta, cerca una via solista, passando dalla quotidianità della sua scrittura indie, qui tra oggetti che sono metafora dell’amore usa-e-getta. Non male il pezzo, ma funzionerà? Chissà. 

8 – Halsey – Carry the weight
Premiata più volte come artista dance, per via dei tanti featuring con dj producer di successo, ha rischiato di fare dimenticare la sua natura di cantautrice rock alternativa, peraltro decollata fino a un certo punto. Lo fa in questo brano, da verificare se ci sarà però ancora lo spazio per riaffermarsi. Chissà 

7 – Charlie Xcx – Rock music
Strano leggere questo titolo, peraltro in una copertina minimalista tipo album bianco dei Beatles (Scusare per l’accostamento ma il riferimento grafico è con tutta probabilità quello), in un brano di una starlette dell’electropop. Poi però all’ascolto ci si ricorda che dopo “Boom clap”, molto dopo, un quindicennio circa, la cantautrice si è evoluta fino alle provocazioni musicali di “Brat” e allora ci sta tutto. Bel pezzo, chitarre, elettronica e fruibile sia nei club che nei concerti. Sarà il manifesto di un genere nuovo o il rilancio del vecchio? Chissà.

6 – Calvin Harris ft. Jazzy – Satisfy
Il mitico producer scozzese torna a quelle magnifiche ed eleganti sonorità funky di un suo meraviglioso album di quasi un decennio fa, senza ospiti altisonanti, ma con indiscussa capacità di creare il sound che dà l’atmosfera giusta. Sono però ancora quei tempi e quei gusti? Chissà. 

5 – Lda & Aka7even – Santa
“Ah permette signorina, sono il re della cantina”. Ah, no, è “No, signora, no”. Insomma quella chitarra e quel ritmo latino ricordano troppe cose. Poi il pezzo va per conto proprio e la ricerca dell’ispirazione nota non importa più. Canzone allegra, per l’estate. Può funzionare, anche se non dice assolutamente nulla di nuovo. Fanno i simpatici e possono bucare. 

4 – Aiello – Sotto sotto
Pare che Sayf abbia sdoganato tutto un mondo di chitarre latineggianti e di modi di cantare obliqui. Aiello sa scrivere ottime canzoni, penalizzato da una brutta esibizione al Festival di Sanremo cinque anni fa, e ha nelle sue caratteristiche l’attitudine alle musiche mediterranee. Riposizionarsi è dura, ma la strada è buona. 

3 – Pinkpantheress – Girl Like me
Cassa potente, suoni interessanti, melodia ipnotica, ritornello “sporco”. Ingredienti di qualità e innovativi, resta il dubbio se in sintonia con il gusto mainstream. 

2 – Bambole Di Pezza – Porno
Interessante scoperta per chi le ha conosciute solo a Sanremo, meritata affermazione per chi ne ha seguito la gavetta. Il rock pare non essere più il genere di moda, ma con loro può tornare ad esserlo. Poi la provocazione nel titolo può attirare l’orecchio o semplicemente fare riflettere sui temi di identità femminile a loro cari. Ritornello persino più forte di quello sanremese. C’è tutto. 

1 – Francesco Gabbani – Summer funk
Il titolo invoglia, l’art cover pure. Ma Gabbani è sia furbo che capace a comunicare e a scrivere. Ti attira pensando che abbia il funkettone ballabile e invece ci mette dentro una serie di aperture melodiche che nulla c’entrano. Ti aspetti il brano derivato da mille altri per fare successo in estate e invece ci trovi una via italiana al funk che ben pochi hanno osato pensare, proprio per la melodia e gli accordi in minore del ritornello, ma ci mette anche il gancio tormentone in falsetto alla fine del ritornello che ne fa un brano più “black” di tanti americani. Sorpresona. E il testo con questa umanità che balla mente il mondo affonda descrive perfettamente la contemporaneità. Disco dell’estate? Chissà, ma sicuramente se non il top, uno dei primi. 

Hors Catégorie
Impossible mettere in competizione colossi come questi due, chiunque finirebbe per essere “personaggetto” o anche meno. Per cui, la disfida Beatles-Rolling Stones, che si arricchisce di un nuovo capitolo viene esposta a parte. Come due anni fa quando uscirono le antologie dei Fab Four contemporaneamente al nuovo lp dei Glimmer Twins. 

Rolling Stones – in the stars
Gli Stones tornano con un rock fortissimo, suonato da dio, anzi da diavolo, e prodotto meglio: i riff di Keith sono infiniti e questo è potentissimo, l’intreccio con Ronnie al solito da intesa perfetta e Mick canta come meglio non potrebbe. E un ritornello che più moderno non si può. Ah, se qualcuno avesse perso il conto, viaggiano per gli 84 anni….e sono più moderni dei vostri nipoti futuri. 

Beatles – Home to us
Sì, osiamo attribuire la nuova di Paul McCartney ai Beatles, perchè per la prima volta i due membri superstiti cantano e scrivono un brano insieme. Bellissimo come Paul ha raccontato la genesi, del tipo: “Un giorno Paul è venuto a trovarmi, ha suonato un po’ la batteria e poi è andato a casa, io avevo una canzone pronta, gli ho proposto di scirvere una strofa e cantarla: lui pensava a un cameo nei cori, io invece a un pezzo da fare insieme”. Fatto sta che mai nessun Beatle aveva duettato in scrittura e voce con gli ex compari, a parte le pubblicazioni delle Anthology con il lavoro sui lasciti di Lennon. Per cui è storia. Ma il pezzo è anche molto bello ed accattivante, ben cantato e suonato anche meglio. Con quell’atmosfera un po’ da jam session da bar. Può darsi che qualche giovane lo scambi per il nuovo di Shaboozey. E invece è ancora più moderno. Ah, se qualcuno avesse perso il conto, viaggiano per gli 84 e gli 86 anni….e sono più moderni dei vostri nipoti futuri. Basti pensare che quando uno non sa cosa fare va a casa dell’altro “a suonare un po’ la batteria”!…




📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”

🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.