Modà

Recensione di “Bonnie & Clyde“, nuovo singolo dei Modà disponibile da venerdì 6 novembre

C’è stato un tempo in cui i cantastorie erano tra le figure più influenti della società. Il termine stesso univa la parte musicale con quella narrativa perché parliamo, infatti, di veri e propri divulgatori che viaggiavano di piazza in piazza per raccontare fatti drammatici, passionali, leggende, vite di santi o personaggi celebri ed episodi di vita contemporanea. Un ruolo di grande valore, essendo portatore di cultura, che ha poi visto sfumare la propria funzione con l’avvento di radio, televisioni e giornali e che oggi sarebbe anche difficile da riprendere in una musica sempre più egoriferita e priva di contenuti. Sono veramente in pochi gli artisti che, nelle loro canzoni, cercano di raccontare una storia altrui e, tra questi, ci sono sicuramente i Modà con il loro gusto nel viaggiare sempre controcorrente rispetto a quelle che sono le mode del momento.

Potrebbe magari sembrare azzardato accostare i Modà alla figura dei cantastorie perché parliamo di una proposta pop-rock, ovviamente più attualizzata e più ricca nei suoni rispetto a quella di un artista di strada dell’epoca, ma la realtà è che oggi la penna di Kekko Silvestre sembra aver trovato la propria isola felice da una parte dalla classica urgenza del vero cantautore di raccontare cosa accade nella propria vita personale e, dall’altra, proprio dalla narrazione di vicende che riguardano personaggi più o meno celebri sin dai tempi del progetto “Testa o croce” che era, di fatto, un album di storie a partire da “Quel sorriso in volto“, con cui veniva romanzata la storia di una coppia realmente esistita e ricoverata in una clinica psichiatrica della provincia milanese.

Una tendenza successivamente proseguita anche in “Buona fortuna“, ad esempio con un brano come “Scusa se non lo ricordo più” che, partendo dalle dichiarazioni di Lino Banfi in un’intervista sulla malattia della moglie, dava voce alla sofferenza emotiva sia del malato di Alzheimer sia di chi lo assiste e non si sente riconosciuto dalla persona amata, e in “8 canzoni” con l’omaggio all’amico scomparso “Cash“, sviluppato non attraverso l’esposizione della propria sofferenza per la grave perdita, ma raccontando la storia del protagonista, le sue peculiarità e le sue passioni. Anche nel singolo pubblicato l’anno scorso in coppia con Bianca Atzei, “Ti amo ma non posso dirlo“, al centro c’era la storia di due migliori amici che sono innamorati l’uno dell’altro ma non hanno il coraggio di dirselo per paura di rovinare il loro rapporto.

“Storia” sta, appunto, diventando la parola-chiave dietro ad ogni nuova proposta dei Modà e la stessa sensazione si ha oggi con l’uscita di “Bonnie & Clyde” che ci conferma come la band, anche nel prossimo progetto, non voglia rinunciare a questa importante componente narrativa di cui si è nutrita negli ultimi anni. Il brano è, ovviamente, ispirato alle vicende della coppia di criminali statunitensi, attivi negli Stati Uniti centro-meridionali durante i primi anni trenta, che commisero diverse rapine e omicidi insieme agli altri membri della Barrow Gang, ma non è incentrato sul crimine dal quale, invece, si distacca completamente (“Non siamo stati mai un esempio per tutto ciò che abbiamo fatto“).

“Bonnie & Clyde” è, a tutti gli effetti, una canzone d’amore però atipica perché il focus non è sulla vita dei protagonisti, ma sulla loro morte. Sono, infatti, chiari i riferimenti all’imboscata tesa da un gruppo di agenti di polizia che per loro è stata letale, dai “130 bossoli” che hanno crivellato la loro Ford V8 al mese in cui è avvenuta (“Per quanto maggio faccia stranamente rima con coraggio“), e che la coppia stessa vedeva ormai come inevitabile (“C’è una taglia sulle nostre teste che non ha più prezzo, siamo soli in mezzo al nulla, in mezzo a raffiche di piombo e viviamo come due che sanno che non c’è ritorno“).

Ed è proprio questo che vuole trasmettere il brano: nonostante fossero già consapevoli di quale sarebbe stato il loro finale, hanno scelto dall’inizio di non separarsi mai e di morire insieme e Kekko Silvestre si serve di questa loro decisione per mettere in luce un amore che, al di là dei crimini compiuti, merita di essere ricordato proprio per la totale fedeltà dimostrata fino all’ultimo (“Per quanto ci siamo amati la nostra storia vivrà in eterno“), ma anche per raccontare la morte come il gesto d’amore più estremo con un inusuale sguardo che conferma la sua capacità di riuscire a continuare a scrivere canzoni d’amore senza mai risultare prevedibile e scontato, anche dopo quasi trent’anni di carriera.

A livello di sonorità, “Bonnie & Clyde” è la classica canzone pop-rock dei Modà in cui è facile riconoscere il loro marchio e i loro primi fan ci possono un po’ ritrovare le atmosfere che guardano a un brano come “Malinconico a metà” e che non venivano riprese da un po’, unite a un mood da Far West particolarmente adatto per un brano che parla di due fuorilegge e che per la band rappresenta un elemento di novità, non avendo mai pubblicato un singolo che fa molto colonna sonora da film western.

“Bonnie & Clyde” è, così, un singolo particolarmente incisivo che rientra sicuramente tra le proposte rock più forti e riuscite della band e che conferma come i Modà, pur nel loro continuare ad essere orgogliosamente conservatori, siano sempre pronti ad aggiungere elementi di novità al loro progetto. Ed è un brano che fa esattamente ciò che deve fare un singolo pensato per anticipare un nuovo lavoro: mette curiosità su cos’altro ci vorranno raccontare i Modà nel loro nuovo album, da veri cantastorie del pop-rock.

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