“Ginnastica” di Amelie domina da tre mesi la rotazione di RTL 102.5, ma su YouTube conta appena 34 mila visualizzazioni: il caso che riapre il dibattito sul potere dei network radiofonici e l’impatto reale sul pubblico.

Chi ha avuto modo di ascoltare, anche solo per qualche minuto, RTL 102.5 negli ultimi tre mesi si sarà sicuramente imbattuto in “Ginnastica” di Amelie, canzone che nutre di una grande esposizione sulla radio dei Very Normal People sin dal giorno in cui è uscita, il 21 novembre. Amelie è Amelia Villano, già vista in tv in programmi come Tale e Quale Show, Stasera tutto è possibile e GialappaShow e oggi speaker su RTL 102.5 e Radio Zeta, ma anche nuova artista di Baraonda, l’etichetta di proprietà del patron delle due radio, Lorenzo Suraci, che produce il pezzo in collaborazione con la neonata La15 di Michele Canova.

Ginnastica” è da ben tre mesi ad alta rotazione su RTL 102.5 e Amelie, solo in virtù dell’esposizione ricevuta dalle due radio per cui lavora, conta ben 43 milioni di ascolti mensili su Earone, dopo aver superato per diverso tempo anche i 50 milioni. Il numero di passaggi è ben al di sopra di quelli destinati a big della musica come Eros Ramazzotti che, con la nuova versione de “L’aurora” in duetto con Alicia Keys, è rimasto in rotazione poco più di un mese nonostante si parli di una collaborazione di caratura internazionale e la stessa sorte è stata riservata a Laura Pausini con la cover di “Ritorno ad amare” e ai Modà e Bianca Atzei con “Ti amo ma non posso dirlo“, uscita il 19 dicembre e già fuori dalla rotazione nonostante abbia ricevuto un ottimo gradimento dal pubblico, come dimostra il milione di visualizzazioni raccolto in meno di due mesi.

Ma il discorso si può allargare anche a Marco Masini, trasmesso appena due settimane con la recente “E poi ti ho visto cadere” e a Fabrizio Moro che, con “Non ho paura niente“, il singolo di lancio del suo ultimo album, è rimasto in rotazione meno di un mese, mentre con il successivo “Comunque mi vedi” non ci è nemmeno entrato nonostante RTL 102.5, come nel caso dei Modà, sia la radio che sponsorizza il tour di accompagnamento al progetto. E che dire di Ermal Meta e Levante, futuri partecipanti al prossimo Sanremo ma mai trasmessi con i loro nuovi singoli, rispettivamente “DeLorean” e “Dell’amore il fallimento“?

Tutti esempi che vanno a dimostrare come l’appoggio riservato ad Amelie sia difficile da giustificare davanti a tutto questo spazio tolto ad artisti con una caratura e un gradimento decisamente diversi. Il copioso sostegno riservato a “Ginnastica“, infatti, non si riflette minimamente nei numeri e i risultati sono decisamente lontani da quelli raggiunti in passato da tutti i brani lanciati da RTL 102.5 e prodotti da Baraonda: su YouTube il brano ha raccolto appena 34 mila visualizzazioni, mentre su Spotify è fermo a 161 mila ascolti. Una miseria in rapporto a un’esposizione di ben tre mesi sulla prima radio nazionale: sono, infatti, gli stessi numeri che riescono comodamente a raggiungere tanti artisti che anche solo un passaggio su un network se lo sognano. E questo rapporto ci apre a un altro, inevitabile, discorso.

Le radio non riescono più a creare le hit e il loro potere si è praticamente azzerato. Un indebolimento senz’altro dovuto all’espansione delle piattaforme streaming e di TikTok ma, soprattutto, all’averlo subito con assoluta passività. È da moltissimo tempo che non esce un successo che sia figlio delle radio perché i network non stanno facendo altro che riproporre ciò che ha già funzionato prima su Spotify et similia. Emblematico il recente esempio di Eddie Brock: RTL 102.5 è stata sì la prima a lanciarlo in radio in autunno, e sarà anche al suo fianco durante il prossimo Sanremo con Baraonda nel ruolo di editore, ma quando la sua “Non è mica te” era già diventata virale su TikTok ed era già entrata nella Top50 di Spotify.

Le playlist radiofoniche oggi hanno una grandissima somiglianza con quelle di Spotify: grande spazio per le nuove tendenze e vetrine sempre più ridotte per i big della musica e per le proposte più tradizionali. La stessa RTL 102.5, in questo momento, ha tra le Power Hit, cioè tra le canzoni più trasmesse, i nuovi singoli dei vari TonyPitony, Geolier, Capo Plaza e Kid Yugi, tutti pupilli del pubblico adolescenziale dimenticando, però, che il target delle radio non è lo stesso delle piattaforme streaming. All’ascoltatore radiofonico interessa più Eros Ramazzotti che TonyPitony, perché è un ascoltatore più adulto, più tradizionale e più abituato a una proposta musicale diversa da quella lanciata dalle piattaforme streaming.

Questo cambiamento delle playlist radiofoniche si rivela, quindi, doppiamente inutile: da una parte nell’inseguire un pubblico più giovanile però praticamente impossibile da agganciare perché ormai abituato allo streaming e, dall’altra, nello scontentare l’abituale ascoltatore radiofonico che, così, non vede più la radio come un mezzo per scoprire la musica, ma solo come un accompagnamento da ascoltare con scarso interesse perché difficilmente rispecchia i suoi gusti e, quindi, anche le poche scommesse che si provano a fare non possono far altro che passare inosservate. Una canzone come “Ginnastica“, che raccoglie appena 34 mila visualizzazioni nonostante venga proposta da tre mesi per almeno tre-quattro volte al giorno a una vetrina di otto milioni di ascoltatori, dice proprio questo: non c’è più interesse nei confronti di ciò che viene proposto dai network radiofonici e, continuando così, sarà sempre più difficile tornare a vedere delle hit che partono dalle radio.

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