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L’intervista rilasciata da Amadeus e Claudio Fasulo a Luca De Gennaro (ne abbiamo parlato Qui) durante la Milano Music Week contribuisce ad alimentare una polemica che da tempo trova spazio sulle pagine dei giornali.

Enzo Mazza, CEO di Fimi, durante uno dei tanti incontri della settimana della musica milanese, aveva auspicato a una sorta di gender equality già a partire dal prossimo Festival di Sanremo.

Mazza fa riferimento a una ricerca condotta da Spotify con GFK sul gender gap, che ha rilevato che le donne rappresentano solo il 14,1% del totale degli artisti presenti nelle classifiche italiane. Un meccanismo che denota un problema e che secondo il CEO di Fimi potrebbe essere risolto con l’istituzione di quote rosa.

Sanremo 2022, botta e risposta tra Enzo Mazza (Fimi) e Amadeus

Il Direttore Artistico del Festival durante l’incontro con Luca De Gennaro ha risposto alla proposta.

“Sarebbe un grave errore scegliere le canzoni in base al sesso dell’artista. Gli interpreti vanno scelti in base alla bellezza delle canzoni. Dare quote alle donne è offensivo. La musica è arte e nell’arte non puoi creare zone prestabilite. Devi farti guidare dall’onestà.

Se questa proposta è ritenuta importante dalla discografia, dovrebbe partire da loro. A parte Caterina Caselli, non ricordo donne a capo di case discografiche. È giusto che si parta dalla grande discografia e dalle associazioni musicali.”

Enzo Mazza ha replicato nel pomeriggio, durante la diretta Facebook dell’evento organizzato da Imaginaction al Teatro degli Arcimboldi.

“Questa proposta nasce da un’indagine di mercato. La soluzione potrebbe essere semplice. In Spagna, per esempio, al Primavera Festival c’è una quota garantita alle donne. Non è una regola scritta, ma un dovere morale.

Amadeus risponde dicendo che la sua scelta si basa su un criterio artistico, ma ora c’è un problema reale.

Se guardiamo la realtà notiamo che anche la Commissione artistica di Sanremo è composta da soli uomini…”