Arisa Paola Iezzi

Botta e risposta tra Arisa e Paola Iezzi, che si conclude con un dito medio, rivolto dalla cantante vincitrice di Sanremo 2009 e 2014 alla collega!

Durante la conferenza stampa di presentazione del RomaPride 2023 le madrine dell’evento Paola & Chiara, hanno commentato le parole di Arisa, che nei giorni scorsi aveva dichiarato di apprezzare la premier Giorgia Meloni (Qui il nostro articolo).

Non mi sento di recriminare Rosalba per quello che ha fatto. Gli artisti spesso vivono nella paura di non lavorare. Non tutti abbiamo le spalle coperte allo stesso modo. Non tutti abbiamo la stessa self confidence nell’esprimere noi stessi. Chiaramente non sono d’accordo su quello che ha detto, chiaramente esistono questioni più importanti della uscita diciamo infelice di Arisa. Penso che lei nella sua vita abbia vissuto il senso di esser discriminati. E questo lascia dei traumi, che formano delle paure grandi. […] Non dico di farle passare tutte ma aspettare prima di accanirsi su cose peraltro che portano lontano… Magari si parla tre giorni dell’uscita di Arisa che ha fatto un’uscita del c***o, scusatemi, infelice, e poi non si parla degli aspetti importanti di questa manifestazione.”

Queste le parole di Paola Iezzi, che hanno provocato la reazione di Arisa, che ha mostrato alla collega il dito medio.

Ti ho sempre seguita, stimata. Mi dispiace tanto sentire queste parole, vederti parlare così di me senza cercare di mettere una buona parola tra me e la comunità LGBTQ+ nonostante la tua consapevolezza del periodo non troppo piacevole che sto attraversando per questo argomento. Io lo avrei fatto, avrei cercato il buono, di mettere pace. Invece tu ti sarai presa applausi mentre infamavi una tua collega, dicendo cose non vere, non reali, anzi te lo assicuro, non sono vere. Mi piacerebbe che tu avessi visto l’intervista perché altrimenti avresti detto che sono a favore dei matrimoni e delle adozioni tra persone dello stesso sesso. Questo fa di me comunque una persona che sostiene i diritti LGBTQ+ cara, quindi dovresti informarti. […] Non ho self confidence, mmmh, vediamo. Ho paura di non lavorare, no, forse tu hai paura, perciò sei schiava di certe cose. Io non sono schiava di partito, di niente. Io amo senza paletti e dico anche di no, perché amare significa dire anche di no.

Se mi incontri per strada non mi salutare, l’ipocrisia mi fa schifo. La gente ipocrita mi fa schifo. E prima o poi la verità verrà a galla, io lavoro davvero per la comunità LGBTQ+, non faccio festini, metto i lustrini, vado in piazza  a dire “viva l’amore”. Cresci, impara che non si parla degli altri quando gli altri non ci sono, soprattutto male. Non si parla male di altri quando gli altri non ci sono e non si possono difendere. Hai quasi 50 anni, ancora non hai imparato a vivere.”

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