LELÉKA

La rappresentante ucraina all’Eurovision 2026, Leléka, rivela l’esistenza di una lista interna di artisti con cui evitare contatti durante il contest; tra i nomi citati anche la vincitrice Dara della Bulgaria.

L’Eurovision Song Contest 2026 continua a far discutere anche a settimane dalla finale di Vienna. A riaccendere il dibattito è stata la rappresentante dell’Ucraina, Leléka, che in una recente intervista ha svelato un retroscena finora rimasto nascosto dietro le quinte della manifestazione europea.

L’artista ha infatti raccontato che la delegazione ucraina aveva deciso, già prima dell’inizio delle prove ufficiali, di mantenere le distanze da alcuni concorrenti presenti in gara, tra cui anche la vincitrice dell’edizione 2026, Dara.

Leléka: “Avevamo una lista speciale di artisti da evitare”

Secondo quanto dichiarato dalla cantante ucraina, la delegazione aveva elaborato una sorta di “lista speciale” contenente i nomi degli artisti con cui evitare qualsiasi rapporto sociale o professionale durante tutta la durata dell’evento.

“Avevamo deciso di non avere contatti con alcune persone già prima di arrivare a Vienna”, ha spiegato Leléka.

L’artista ha precisato che questa scelta rientrava nella linea adottata dalla delegazione ucraina per evitare qualsiasi forma di sostegno, anche indiretto, a persone considerate vicine o legate a Paesi ritenuti ostili.

Tra i nomi inseriti nella lista, secondo il suo racconto, figurava anche Dara, rappresentante della Bulgaria e vincitrice dell’Eurovision 2026 con il brano “Bangaranga”. La motivazione, ha spiegato la cantante ucraina, sarebbe stata legata a sospetti su possibili rapporti con la Russia.

Leléka ha comunque sottolineato di non nutrire alcun sentimento negativo nei confronti della Bulgaria o del popolo bulgaro.

“Ho lavorato con artisti bulgari in passato, capisco in parte la lingua bulgara e adoro la cucina del Paese”, ha dichiarato.

Interpellata sulla vittoria di Dara, la cantante ucraina ha evitato di esprimere un giudizio netto, preferendo elogiare la qualità artistica della performance.

“La canzone e l’esibizione erano molto valide, ma continuo ad avere alcune domande sul concetto di giustizia”, ha affermato.

Al momento, però, Leléka non ha presentato alcuna prova concreta a sostegno delle sue affermazioni riguardo a presunti legami tra Dara e la Russia. Le sue dichiarazioni sembrano quindi riferirsi esclusivamente a una decisione interna presa dalla delegazione ucraina e non a fatti verificati sulla cantante bulgara.

Un nuovo caso destinato a far discutere l’Eurovision

Le parole della rappresentante ucraina aprono ora un nuovo fronte di discussione sul clima vissuto dietro le quinte dell’Eurovision Song Contest 2026. La vicenda potrebbe infatti alimentare ulteriori polemiche sulla crescente politicizzazione della competizione musicale europea e sulle tensioni diplomatiche che, inevitabilmente, finiscono per riflettersi anche sul palco più seguito della musica internazionale.

Per il momento, né la delegazione bulgara né Dara hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle accuse e alle rivelazioni di Leléka.

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