Samuele Bersani IMAGinACTION

Tra gli ospiti presenti nel corso della seconda conclusiva di questa quinta edizione del Festival Internazionale del Videoclip IMAGinACTION, spicca il nome di Samuele Bersani, presente all’appello sul palco di Piazza Aurelio Saffi, nel centro storico di Forlì. L’artista ripercorre la propria storia attraverso i suoi pezzi di maggior successo e i relativi videoclip, accompagnato nel racconto dal giornalista Paolo Giordano.

«Per me le canzoni sono già dei videoclip, il complimento più bello che mi è stato attribuito è che i miei pezzi sembrano dei video per non vedenti. Riuscire a raccontare delle storie, delle immagini, delle fotografie, dei dettagli attraverso la musica e le parole per me è fondamentale. I videoclip a volte aggiungo ma a volte sottraggono, diciamo che ho cercato di puntare la mia vita unicamente sul valore artistico delle canzoni».

Il viaggio parte da Harakiri, primo singolo estratto dal suo ultimo lavoro in studio Cinema Samuele, rilasciato lo scorso ottobre, e prosegue con un bel santo indietro nel tempo di quasai trent’anni, con le immagini tratte da Chicco e Spillo. fino al video di Freak: «Lo abbiamo girato in India, riguardandolo adesso con molta tenerezza, l’idea di quel video era interessante, non come si fa adesso un po’ alla carlona».

Spazio anche al racconto dei video de Il pescatore di asterischi, Psycho, Lo scrutatore non votante, Cattiva, Spaccacuore (da lui definito come il “classico video piacciono degli anni ’90”), oltre che alle esibizioni dal vivo di due dei suoi pezzi più rappresentativi, vale a dire Giudizi universali ed En e Xanax., accompagnato da Tony Pujia alla chitarra e Stefano Cenci al pianoforte.

Samuele Bersani saluta il pubblico di IMAGinACTION ironizzando con la sua inconfondibile e irresistibile verve: «Essendo romagnolo, ho una leggerezza che in altri contesti geografici è difficile trovare, ma a volte mi rendo conto di essere un po’ eccessivo, forse troppo alla mano. Comunque sia, mi rendo conto che sono il peggior testimonial di me stesso (sorride, ndr)».

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