Intervista a Cioffi che, dopo il successo virale di “Sola (Ti amo)”, torna con un nuovo capitolo della sua evoluzione artistica: “Farfalle (nello stomaco)”, il singolo in collaborazione con Noemi. Un brano intenso e malinconico che racconta la fine di un amore senza lieto fine, ma capace di lasciare un segno indelebile.
In questa intervista, il cantautore salentino si apre su un momento cruciale del suo percorso: dalla pressione dopo un tormentone estivo alla necessità di fermarsi e scegliere con cura il passo successivo. “Farfalle (nello stomaco)” rappresenta infatti molto più di un semplice singolo: è una svolta artistica, emotiva e narrativa.
Cioffi racconta il valore della collaborazione con Noemi, il bisogno di una scrittura più autentica e condivisa, e il desiderio di costruire canzoni in cui le persone possano davvero riconoscersi. Tra vulnerabilità, crescita e nuove consapevolezze, emerge un artista sempre più maturo, pronto a trasformare le emozioni in storie universali.
Intervista a Cioffi, il nuovo singolo “Farfalle (nello stomaco)”
Dopo il successo di “Sola (Ti amo)”, come si sopravvive a un tormentone senza farsi schiacciare dalla pressione?
È una domanda che mi sono fatto anch’io. Riscrivere Ti amo di Umberto Tozzi è stata una grande responsabilità e all’inizio avevo molta ansia da prestazione. Quando poi il brano è esploso, soprattutto tra settembre e ottobre, mi sono trovato davanti a una scelta: come continuare in modo coerente? Il successo porta con sé aspettative alte. Da un lato è bellissimo, dall’altro senti la responsabilità del brano dopo. Ho cercato di vedere i pro: mi ha dato visibilità e tempo per lavorare bene. Però sì, la pressione esiste e va gestita con lucidità.
Ti sei preso del tempo prima di pubblicare nuova musica: quanto è stata una scelta strategica?
È stata una scelta naturale. Quando ho visto che ‘Sola’ continuava a crescere, ho voluto rispettare quel momento. Non aveva senso interrompere quel flusso. Nel frattempo lavoravo dietro le quinte, preparando qualcosa di nuovo con più consapevolezza. Non voglio essere ricordato solo come ‘quello che ha riscritto Tozzi’, ma costruire un percorso. Questo tempo mi è servito proprio per questo.
“Farfalle (nello stomaco)” cosa rappresenta nel tuo percorso?
È una svolta. Collaborare con Noemi è stato un onore enorme, per me è una leggenda della musica italiana. Il fatto che le sia piaciuto il brano e abbia deciso di cantarlo mi ha fatto pensare: ‘ok, si stanno accorgendo di me’. Lo vivo come un nuovo punto di partenza, un altro momento chiave della mia carriera.
Il tuo approccio vocale sembra cambiato: più intimo, meno “esplosivo”. È una scelta consapevole?
Assolutamente sì. Prima cercavo di arrivare con più forza, adesso voglio arrivare più in profondità. Anche abbassare la tonalità del brano, per adattarla a Noemi, mi ha aiutato a trovare più verità. Oggi voglio raccontare qualcosa di sincero, in cui le persone possano riconoscersi davvero. Non solo storie mie, ma storie condivise.
Quanto è stato importante inserire una prospettiva femminile nel brano?
Fondamentale. L’universo femminile ha un modo diverso di vivere e raccontare le emozioni. Avere una voce come quella di Noemi significa dare completezza al racconto. In ‘Farfalle (nello stomaco)’ c’è proprio un dialogo: due persone che si sono amate e che accettano la fine, ma senza cancellare quello che c’è stato.”
Il brano parla anche di gelosia: come hai evitato di cadere in una narrazione tossica?
Con buon senso e rispetto. La gelosia può esistere, ma deve essere sana. Non deve mai diventare possesso o mancanza di rispetto. Parlo da uomo: è fondamentale non oltrepassare mai certi limiti. Il brano racconta un sentimento reale, ma sempre con una base di rispetto. L’amore deve restare qualcosa di bello.”
Il contrasto tra il titolo e il tono malinconico è molto forte. Era voluto?
Sì, mi piaceva questa dualità. ‘Farfalle nello stomaco’ è una sensazione positiva, ma nel brano diventa un ricordo. Musicalmente è molto primaverile, radiofonico, ma emotivamente è malinconico. Questo contrasto mi emoziona molto.
Il tuo stile è molto cinematografico: ti immagini questo brano in una serie o in un film?
Mi piacerebbe tantissimo. Sarebbe un sogno vedere una mia canzone come colonna sonora. Se succede, ben venga!
Questo è solo l’inizio del 2026: cosa dobbiamo aspettarci?
Tanta musica. Negli ultimi anni ho pubblicato molto, ma adesso voglio continuare con costanza. Sto già lavorando a nuovi brani. ‘Farfalle (nello stomaco)’ è uscito perché ci piaceva davvero, senza troppe strategie. E questa, secondo me, è la cosa più importante.
E i live?
Arriveranno presto, ci stiamo lavorando. E non vedo l’ora.

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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