Giuse The Lizia Internet

Intervista al cantautore Giuse The Lizia che, in attesa del tour autunnale nei club che si concluderà il 25 novembre con il concerto evento all’Alcatraz di Milano, è tornato con l’album Internet.

Il secondo progetto discografico dell’artista è stato anticipato martedì 15 ottobre da “Flash”, traccia in cui è campionata l’iconica “Disperato erotico stomp” di Lucio Dalla.

INTERNET” è un album che racconta tutta la fatica e la bellezza dei vent’anni, quando ancora si sta cercando il proprio posto nel mondo. In questo album l’artista ha sperimentato a livello di sound, passando dal cantautorato al rap, al pop punk e al funky, dimostrando ancora una volta una grande crescita a livello musicale. 

Undici tracce da cantare a squarciagola, in cui Giuse The Lizia racconta, con estrema sincerità, una generazione molto spesso incompresa, con le sue notti insonni e le storie con gli amici di una vita, gli amori che sembrano poter durare per sempre e l’incertezza per quello che sarà il futuro.

Dopo un tour estivo che l’ha visto portare la sua musica in giro per i principali festival italiani e allo Sziget Festival di Budapest, Giuse The Lizia ripartirà con una serie di appuntamenti autunnali nei club, che si concluderanno il 25 novembre con un concerto evento all’Alcatraz di Milano. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Intervista a Giuse The Lizia

Giuse The Lizia, parliamo del tuo nuovo progetto, Internet. Cosa rappresenta questo album nel tuo percorso musicale?
Tante cose, direi. Sicuramente un’evoluzione rispetto al primo, sia dal punto di vista della scrittura che da quello melodico. Abbiamo dedicato più tempo a questo disco per capirlo, modificarlo e arrangiarlo come si doveva. Alla fine è uscito un lavoro compatto che rappresenta bene l’ultimo anno della mia vita. Sono molto fiero.

Hai definito l’album come compatto, ma colpisce la tua volontà di sperimentare molto a livello di suoni e generi. Cosa ti ha spinto a voler esplorare così tanto dal punto di vista musicale?
È proprio il mio essere un ascoltatore eterogeneo che mi porta a fare scelte così diverse. Ascolto davvero tanti generi, dal rap al garage rock anni 2000, fino all’indie schitarrato. E poi credo che, nonostante questa eterogeneità, la mia cifra stilistica rimanga riconoscibile. È una conseguenza naturale di ciò che ascolto e di come vivo la musica.

Le tue canzoni raccontano spesso sfide ed emozioni di una generazione. È forse questo che ti rende così riconoscibile?
Sì, esatto. Quando scrivo, lo faccio parlando di me stesso, della mia vita. Credo che questo approccio autentico mi permetta di connettermi con tante persone. Sono un 23enne come tanti altri, e mi piace pensare che le mie canzoni riescano a raccontare le vite di molti coetanei, perché alla fine condividiamo le stesse esperienze e incertezze.

Il titolo Internet colpisce subito. Come mai lo hai scelto?
Volevamo un titolo generazionale, che rappresentasse le canzoni e le storie dell’album. Internet non è un concept album che parla di internet in sé, ma è sempre lì, in sottofondo, in ogni storia della nostra vita quotidiana. È un filo rosso silenzioso che permea tutto, quindi ci sembrava giusto chiamarlo così.

Nel brano Flash rendi omaggio a Lucio Dalla. Hai avuto paura di confrontarti con un artista così importante?
Sì, un po’ di paura c’era. Però ho scelto di campionare “Disperato erotico stomp” di Lucio Dalla, per un motivo preciso: la frase “L’impresa eccezionale è essere normale”. Questo è sempre stata una sorta di mantra per me. Nella mia vita cerco di rimanere me stesso, anche mentre faccio questo lavoro, e quel pezzo mi rappresentava perfettamente. Quindi alla fine mi sono detto che era la scelta giusta.

Hai coinvolto molto i tuoi fan nella realizzazione di alcune tracce. Quanto è importante per te il rapporto con loro?
È fondamentale. Ho sempre pensato che il pubblico rifletta ciò che tu sei come artista. Sono molto fiero dei miei fan, sono persone dolci, empatiche e il feedback che ricevo durante i concerti è incredibile. Si crea una connessione profonda tra me e loro, ed è una cosa che mi ricarica e mi dà la forza per continuare.

Nel disco ci sono momenti di leggerezza, ma anche di profonda introspezione. Come riesci a bilanciare queste due dimensioni?
È un po’ come vivo la mia vita, sempre in equilibrio tra momenti di grande intensità e altri più leggeri. Credo che questa alternanza sia necessaria e si rifletta anche nella mia musica. Cerco di mantenere un equilibrio che mi aiuti a preservare la sanità mentale, e mi sembra che funzioni.

Tonight Gospel vede la collaborazione con Mecna. Come è nata questa sinergia?
Avevo questo pezzo e ci sentivo subito Mecna, perché lui è sempre stato una figura atipica nel mondo del rap. Ha sempre mantenuto uno stile personale e unico, un po’ malinconico, un po’ romantico, che si adattava perfettamente alla vibe del pezzo. Inoltre, sono un suo grande fan, quindi è stata una collaborazione naturale.

C’è un brano del disco che ti ha sorpreso per quanto è stato difficile da finalizzare?
Sicuramente Flash. Ho scritto sei strofe diverse prima di trovare quella giusta. Alla fine ho deciso di giocare un po’ con l’ironia, prendendo ispirazione dallo stile di Dalla, e alla fine sono riuscito a trovare il giusto equilibrio.

Hai parlato del tuo pubblico. Qual è il profilo dello spettatore medio di Giuse The Lizia?
Il mio pubblico è prevalentemente Gen Z, persone che si identificano con le tematiche di cui parlo, che spaziano dall’amore alle incertezze sul futuro. Sono molto fiero dei miei fan, sono persone dolci, empatiche e, soprattutto, condividono una visione del mondo che sento molto vicina alla mia.

Hai mai pensato a quel “what if” legato al 2022 e a Sanremo Giovani?
Ogni tanto ci penso, ma devo dire che quello che è successo dopo Sanremo Giovani è stato incredibile. Ho costruito tutto questo con le mie forze e con il mio team, e sono molto fiero del percorso che ho fatto. Forse è stato giusto così, e mi sento grato per tutto quello che è arrivato.

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