Intervista a Mattia Algieri, cantautore classe 1994, che ha pubblicato il singolo “SE SOLO” (Tunecore), prima di tornare in tour con Laura Pausini.
Intervista a Mattia Algieri
1. ”Se solo” è un brano nato nel 2019 e ripreso solo nel 2022. Cosa ti ha spinto a tornare su questo pezzo e cosa è cambiato rispetto alla prima versione?
Ciao imusicfun! Sì, “Se Solo” prende vita nel 2019 sul divano dell’appartamento milanese in cui vivo ormai da quasi 8 anni. Nasce in realtà come esercizio di scrittura, dal momento che mentre scrivevo questo brano lo immaginavo cantato da qualcun altro. Poi per varie situazioni l’ho lasciato in standby fino a un paio di anni fa, quando ho sentito l’esigenza di dovermi esprimere e di portare al di fuori quelle emozioni che (come canto anche in “Se Solo”) ho tenuto dentro per troppo tempo. La convinzione nel “tornarci su” è stata la consapevolezza che per me quella era ormai diventata una canzone “scoglio”. E per poter ripartire e lasciarmi certe situazioni alle spalle, l’unica soluzione era inevitabilmente lavorarla e pubblicarla per lasciarla andare una volta per tutte.
2. Nel testo parli di un mondo che si sgretola e di un’illusione che si spezza. Quanto questo racconto ti ha aiutato a elaborare i tuoi sentimenti?
Mi ha aiutato a posteriori. Mentre la scrivevo non mi rendevo conto del fatto che in qualche modo stessi facendo un lavoro interno, cercando di portare fuori tutta quella sofferenza. L’ho capito dopo anche grazie alla terapia.
3. Il sound cinematografico e l’influenza pop cantautorale emergono chiaramente nel brano. Quali sono stati i tuoi riferimenti musicali e come hai lavorato per creare questa atmosfera sonora?
Non saprei indicare dei veri e propri riferimenti musicali. Sono cresciuto ascoltando molto pop italiano e internazionale. Ricordo benissimo l’album “111” di Tiziano Ferro, i lunghissimi viaggi in macchina con le canzoni di Laura Pausini e Giorgia. Quando ero piccolo mio nonno aveva un bar dove ricordo di aver ascoltato più e più volte Mango e Pino Daniele. A livello internazionale apprezzavo artiste come Beyoncé, Britney Spears e Madonna. Ascoltavo anche del cantautorato italiano; infatti una delle mie canzoni preferite è tutt’ora “Attenti al lupo” di Lucio Dalla. Ricordo anche quando da piccolo mia mamma mi accompagnava in macchina a scuola e inseriva la cassetta dei Santo California: la mia preferita era “Tornerò”. Quanti ricordi. Per le atmosfere sonore invece devo dire che quando lavoro ai brani ho già delle immagini in testa, delle vere e proprie scene. In questo caso è stato fondamentale il lavoro fatto con Veronica Gori. È riuscita a tradurre quelle immagini in musica.
4. Descrivi “Se solo” come un grido di liberazione. Con il tuo lavoro come riesci a gestire la paura di sbagliare e la ricerca della perfezione?
Il perfezionismo mi ha aiutato spesso a non accontentarmi, ma al contempo, a volte, si è tradotto in scusante per non uscire allo scoperto. “Se Solo” ha avuto il privilegio e l’onere d’interrompere questo loop.
5. Il trasferimento a Milano e la separazione dei tuoi genitori sono stati momenti cruciali per te. Come hanno influenzato il tuo percorso artistico e la tua musica?
Entrambe le situazioni hanno contribuito a far crescere in me la voglia di avere una voce. Milano in particolare mi ha spinto a voler cercare una voce per non sentirmi completamente invisibile in mezzo alla sua grandezza e moltitudine di persone che la abitano. La separazione dei miei genitori è stata molto difficile da gestire benché inizialmente facessi finta che non mi toccasse più di tanto. Mi sentivo molto solo in quel momento, poiché ognuno era impegnato a curare le proprie ferite. La separazione dei miei è coincisa col mio trasferimento a Milano, dove ho cominciato a studiare la musica a 360 gradi e ad avvicinarmi al mondo della scrittura. In quel contesto ho cominciato a scrivere e a riversare su carta tutto quel dolore e quella sofferenza che al tempo non riuscivo a vedere, ma che c’era. Era come se la sofferenza si fosse trasformata in carburante naturale per la creatività. Per questo motivo penso che il trasferimento a Milano sia stato fondamentale per la mia crescita artistica e personale.
6. Hai collaborato con Veronica Gori alla produzione e co-composizione del brano. Com’è stato lavorare insieme a lei e cosa ha portato al progetto?
Lavorare con Veronica è molto stimolante. Mi viene da dire che lei è la parte che concretizza ciò che fluttua nella mia testa. In un certo senso ci completiamo. In “Se Solo” lei ha apportato un linguaggio più classico, dato anche i suoi studi, ma con un orecchio attento alla ricerca di un sound interessante e mai banale. In “Se Solo” la parte strumentale è composta da lei.
7. La copertina del singolo è stata realizzata da Pamela Rovaris e Arianna Puccio. Quanto è importante per te l’aspetto visivo nella presentazione della tua musica?
Esatto. Un team interamente al femminile. Credo che l’aspetto visivo sia altrettanto importante. La copertina deve raccontarmi qualcosa, deve trasmettermi una sensazione. In fin dei conti è come se fosse un biglietto da visita della canzone. E poi mi diverte molto immaginare le copertine delle mie canzoni. È la parte più divertente forse di tutto il processo.
8. Sei corista nel tour mondiale di Laura Pausini. In che modo questa esperienza ha arricchito la tua crescita artistica e cosa hai imparato osservando una professionista del calibro di Laura?
Sì, ho preso parte alle date italiane ed europee dell’”Anime Parallele world tour” 23/24. Grazie a quest’opportunità lavorativa ho avuto l’occasione di prendere sempre più confidenza col mio lato performativo, potendo così perfezionare di volta in volta lo strumento voce. Con l’allenamento, la preparazione al tour e lo studio meticoloso dei brani sono riuscito a superare quelli che credevo essere alcuni dei miei limiti vocali. Sicuramente da quest’esperienza ho capito quanto una sana routine possa aiutare per arrivare pronti ad un appuntamento così importante. Per me è un privilegio assoluto poter vedere da vicino come lavora una professionista del calibro di Laura. Da lei ho imparato e continuo a imparare moltissimo, a partire dalla cura e dedizione che mette nella preparazione del suo show fino ai minimi dettagli. Non solo: ho compreso che si può dare fiducia al prossimo, come lei ha fatto con me prendendomi per il suo tour. Questa credo sia la lezione di vita più importante che mi ha trasmesso. Mi sento molto grato per tutto ciò.
9. ”Se solo” segna il tuo debutto discografico. Quali sono le tue aspettative per il futuro e che direzione vuoi dare alla tua carriera musicale?
Fa strano leggere la parola “debutto”, in senso positivo ovviamente. Mi auguro di continuare a creare, lasciandomi trasportare dalle sensazioni. E se anche una sola persona si sentirà compresa o meno sola ascoltando una mia canzone, allora avrò fatto centro. Ho dei sogni, magari ne riparleremo più avanti, anche perché è solo l’inizio. Stiamo già lavorando al secondo singolo.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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