“ATLANTIDE” è il nuovo brano con cui il rapper veneziano SICKY è pronto a riemergere dai propri abissi interiori, unendo un sound dal ritmo reggaeton e spensierato a un testo che racconta con leggerezza i problemi d’ansia e di socializzazione affrontati dall’artista durante gran parte del suo difficile vissuto.
Il video di “ATLANTIDE“, così come il testo del brano, vuole trasmettere un’idea di abbandono e la successiva rinascita. Con questo intento sono state scelte come location il paese abbandonato di Consonno (LC) per simboleggiare l’abisso e la cittadina di Como, con la sua bellezza e le sue luci, per mostrare la meraviglia del mondo una volta riemersi.
Anche il blu e il rosso dell’outfit (Quinta Avenida Atelier) di Sicky, dei fumogeni e dei fuochi d’artificio giocano sulla simbologia dei due colori: il blu indica il colore del mare e il freddo dell’abisso, mentre il rosso evoca la passione e il fuoco di chi insegue i propri sogni senza mollare.

Inoltre, nel videoclip si è voluto dare grande valore all’arte di strada tramite la presenza del giovane writer Adam.ztk.
Al video hanno contribuito le ballerine Noemi Migliore, due volte campionessa del mondo del “Latin Show“, e Vanessa Bianchi, una giovane ballerina di Hip-Hop e reggaeton.
Le riprese ed il montaggio del video sono state realizzate dal giovane regista Jacopo Zampolini con il quale Sicky aveva avuto modo di collaborare anche per i video degli ultimi tre singoli.
Intervista a Sicky
Nella tua presentazione su Instagram scrivi “sono un mezzo artista o meglio mi professo tale”. Cosa intendi?
Sono un mezzo artista o meglio mi professo tale, perché sono abbastanza umile da sapere che di strada da fare ne ho ancora tanta per potermi definire un buon artista, mi sto dando da fare, sto flirtando con la musica e con la scrittura sperando un giorno di poter affiancare il mio nome a quello dei grandi.
Cosa rappresenta il singolo “Atlantide” nel tuo percorso artistico?
È un mattoncino che si aggiunge agli altri che già sono stati posati e che si completerà con quelli che ancora andranno a posarsi in futuro, è una parte di me, non racconta tutto, ma presenta uno dei tanti lati che compongono Sicky personaggio e Alessandro persona.
Hai scelto Consonno per la realizzazione del videoclip. Come mai? Qual è il valore aggiunto di un luogo così iconico?
È un luogo molto impressivo a livello visivo con un grande impatto anche emozionale, mi piace molto l’idea che un luogo abbandonato abbia trovato vita e la propria bellezza nell’oblio. Ho pensato che per questo motivo potesse rappresentare molto bene il senso di rinascita dall’abbandono che volevo trasmettere con Atlantide.
Oggi qual è l’aspetto del tuo approccio musicale che ti rende più orgoglioso?
Credo di avere una bella scrittura, semplice e diretta, forse senza troppi ghirigori da artista super intellettuale ma che va dritta al punto e colpisce nel segno, rimanendo in testa facilmente e spero anche nel cuore, di questo vado molto orgoglioso.
Il genere musicale che proponi è piuttosto contaminato. Tu come lo definisci?
Potremmo chiamarlo reggaeton per farla semplice, trap perché ormai tutto quello che viene fatto con autotune per il pubblico è trap, anche se ci dimentichiamo spesso che è un genere a sè con delle sue sonorità ben precise, pop per il modo in cui affronto determinati argomenti, ma non credo che etichettarmi e confinarmi all’interno dell’immaginario di un genere musicale ben definito sia quello che fa per me in questo momento, per ora è solo tanta creatività incanalata nelle sonorità che mi fanno stare bene.
Qual è il consiglio più importante che ti ha dato il tuo manager Roberto Ferrari?
Di credere in me ed avere pazienza, ma soprattutto di trasmettere positività, perché di negatività in giro tra i miei colleghi ce ne è anche fin troppa.
Quali sensazioni provi quando riascolti i tuoi primi brani?
Ripenso al percorso che è stato fatto, alle critiche che ho subito, ai momenti no, alle persone che hanno fatto parte di questo viaggio e che hanno preso strade diverse, a come è cambiato il mio concetto di fare musica da quando ero un ragazzino, che volevo mostrare a tutti quanto ero “figo” ad ora che voglio solo dimostrare a tutti chi sono davvero.
Se dovessimo incontrarci tra un anno, a fine 2024, quali traguardi vorresti avere raggiunto?
Se dovessimo rincontrarci tra un anno vorrei poterlo fare con un contratto firmato in major, con i miei singoli che scalano le classifiche e un’album in uscita. E non è un discorso di fama o successo, ma più di fame e realizzazione, voglio vivere di questo, voglio rendere orgogliose le persone che credono in me e so di avere le qualità per farlo.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”
🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.
