Intervista ai Maraaya, duo sloveno che partecipò all’Eurovision Song Contest del 2015 con “Here for you” e che ritorna con il potente brano “Alu Alu”, presentato in gara al San Marino Song Contest.
Fondati nel 2015 dal sodalizio artistico e sentimentale tra la cantante Marjetka Vovk e il produttore Raay (Aleš Vovk), i Maraaya sono oggi tra gli artisti di maggior successo e influenza in Slovenia.
La loro carriera ha radici solide e un respiro internazionale sin dal debutto:
- Il debutto internazionale: Nel 2015 rappresentano con successo la Slovenia all’Eurovision Song Contest con la hit “Here for You”, imponendosi all’attenzione del mercato europeo.
- Il legame con l’Italia: La musica dei Maraaya vanta da anni un canale preferenziale con il pubblico italiano. Singoli di successo come “Lovin’ Me”, “Living Again”, “Diamond Duck” e “It’s Complicated” hanno trovato ampio spazio nelle rotazioni e nelle programmazioni radiofoniche nel nostro Paese.
“Alu Alu” è un brano caratterizzato da un ritmo trascinante e da una produzione di altissimo livello curata da Raay – segna un’evoluzione strategica per il duo, pronto a espandere ulteriormente il proprio raggio d’azione nei mercati dell’Europa occidentale.
Intervista ai Maraaya, il nuovo singolo “Alu Alu”
Parliamo del vostro nuovo singolo “Alu Alu”, che ha un sound internazionale molto potente. Com’è nato il brano e come descrivereste il suo stile musicale?
Dal punto di vista dello stile, è un brano pop moderno con quello che ci piace chiamare il “tocco Maraaya”. Ci piace sempre sperimentare con i suoni, mantenendo una produzione attuale e moderna, ma cercando anche groove freschi e melodie orecchiabili. Per noi, però, la parte più importante di una canzone è il testo. Alu Alu è un messaggio dedicato all’umanità: un invito a restare uniti invece di dividerci. È una canzone che riflette sul mondo di oggi, sulle guerre, sulle divisioni, sulla paura e sulla distanza sempre maggiore tra le persone. Abbiamo voluto lanciare una sorta di campanello d’allarme.
Il brano sta ottenendo un grande successo e vi sta facendo conoscere sempre di più anche nell’Europa occidentale. Quali sono i vostri obiettivi per il prossimo futuro?
Siamo molto felici quando riceviamo messaggi da persone che apprezzano la nostra musica. È qualcosa che dà davvero energia quando crei qualcosa e vedi che le persone si riconoscono nei tuoi messaggi.
Un anno fa abbiamo pubblicato in Slovenia un album che parla di famiglia, relazioni, amore e di tanti aspetti della vita. Il nostro obiettivo ora è portare questi messaggi anche al pubblico internazionale.
Quanto influiscono le vostre esperienze personali nella scrittura delle vostre canzoni?
Tantissimo. Scriviamo di ciò che viviamo, delle nostre esperienze e soprattutto dei nostri valori. Ogni canzone racconta il nostro modo di pensare o di sentire. A volte osserviamo semplicemente il mondo che ci circonda e trasformiamo ciò che vediamo in una storia, perché per noi le canzoni sono storie sulla vita.
Siete partner nella musica ma anche nella vita, e il nome Maraaya nasce dall’unione dei vostri nomi. Qual è il segreto per lavorare così bene insieme?
Il segreto principale è l’amore per la musica. Entrambi amiamo creare insieme e, vivendo sempre fianco a fianco, riusciamo quasi sempre a capire come si sente l’altro. Mettiamo insieme le idee di entrambi e da questo nasce sempre qualcosa di nuovo. C’è una chimica speciale che rende tutto molto naturale.
La vostra musica ha un rapporto speciale con l’Italia: brani come “Lovin’ Me”, “Living Again” e “Diamond Duck” sono stati trasmessi spesso dalle radio italiane. Perché pensate che il pubblico italiano apprezzi così tanto la vostra musica?
Non conosciamo la risposta, ma ci fa davvero piacere! Tutto è iniziato con Lovin’ Me, il primo singolo del progetto Maraaya. Quando abbiamo visto che stava ricevendo attenzione nelle classifiche italiane e veniva trasmesso in radio siamo rimasti sorpresi.
Viviamo vicino all’Italia, la amiamo e la sentiamo molto vicina. Conosciamo tanti artisti italiani e la musica italiana ha sempre avuto una certa influenza anche in Slovenia. Crediamo che gli italiani abbiano sempre sostenuto molto gli artisti sloveni, soprattutto nel contesto Eurovisivo.
Nel 2015 anche Gabry Ponte ha realizzato una versione di un vostro brano. Che ricordo avete di quella collaborazione e avete ancora un legame con la scena dance italiana?
Con ogni canzone cerchiamo sempre nuove opportunità e nuove idee. Negli ultimi anni il progetto che ci ha riportato più vicini all’Italia è stato Alu Alu, grazie alla partecipazione al San Marino Song Contest. Anche se San Marino non è l’Italia, per noi rappresenta comunque un legame molto stretto con il vostro Paese. Questa esperienza ci ha fatto pensare che sarebbe bello lavorare ancora di più in quella direzione.
Rimaniamo nell 2015 e alla vostra partecipazione all’Eurovision con “Here For You”. Qual è il ricordo più bello di quell’esperienza?
L’Eurovision è stata un’esperienza straordinaria. È un mese pieno di amore, sia da parte del pubblico sia tra gli artisti. Si creano nuove amicizie e nuove collaborazioni. Dal punto di vista emotivo è un vero e proprio ottovolante: paura, felicità, emozione… ma è anche un’esperienza che ti fa crescere moltissimo come artista. Inoltre Here For You ci ha permesso di conquistare tanti fan in tutta Europa e, ancora oggi, dopo dieci anni, continua a essere ascoltata e amata. È stata sicuramente una delle esperienze musicali più importanti della nostra carriera.
C’è stato qualcosa dell’Eurovision che non vi è piaciuto?
Probabilmente solo una cosa: quando tutto finisce. Durante l’Eurovision vivi in una sorta di bolla fatta di prove, amicizie, musica ed emozioni intense. Poi, improvvisamente, tutto termina e resta un po’ di malinconia. Per molti artisti è un’opportunità che capita una sola volta nella vita; quindi, il finale lascia sempre una sensazione dolceamara. Solitamente sono necessarie un paio di settimane per tornare alla vita di tutti i giorni!
Magari un giorno potreste tornare all’Eurovision…
Mai dire mai. Tutto dipende dalla canzone. A volte la vita decide per te. Se arriverà il brano giusto e ci sarà l’occasione, potremmo riprovarci. Nella musica conta molto l’istinto: spesso le cose migliori succedono quando cogli l’opportunità al momento giusto.
Durante il periodo dell’Eurovision avete anche realizzato una versione del brano insieme ai bambini e al celebre coro Perpetuum Jazzile Junior Choir. Com’è stata quell’esperienza?
Abbiamo realizzato due video diversi. Uno con i bambini, che erano tutti miei allievi: infatti insegno canto. È stata un’esperienza bellissima anche per loro, perché volevamo far vivere ai nostri studenti un po’ dell’atmosfera dell’Eurovision.
Abbiamo poi collaborato anche con il Perpetuum Jazzile, uno dei cori sloveni più famosi al mondo. Siamo molto orgogliosi di quella versione speciale.
Marjetka, la tua voce è molto riconoscibile, mentre Raay, le tue produzioni sono moderne e ricercate. Come nasce il sound dei Maraaya?
Aleš (Raay) si occupa della parte musicale e della produzione. Io, invece, ho sviluppato negli anni uno stile vocale particolare, soprattutto quando canto in inglese. In sloveno canto in modo diverso, perché ogni lingua ha un’anima e un suono propri. Mi piace provarne di differenti. Questa voce particolare ispira anche la produzione musicale: una cosa influenza sempre l’altra e così nasce il nostro stile.
Siete anche ambasciatori della musica slovena e scrivete e producete per altri artisti. Com’è oggi la scena musicale slovena? Ci sono artisti che consigliereste di ascoltare?
La musica slovena sta vivendo un momento molto positivo. Il pubblico ascolta volentieri gli artisti del proprio Paese e siamo orgogliosi di farne parte. Naturalmente ascoltiamo anche molta musica internazionale, compresa quella italiana, ma oggi grazie alle piattaforme digitali tutti possono scegliere liberamente cosa ascoltare. Tra gli artisti sloveni consigliamo gruppi e cantanti come Joker Out, Nina Pušlar, Jan Plestenjak, Magnifico e anche la famiglia Avsenik, conosciuta in molti Paesi.
Qual è l’aspetto della vostra musica di cui andate più fieri?
Sicuramente i testi. Per noi sono la parte più importante. Non ci interessa scrivere parole che suonino semplicemente bene: vogliamo trasmettere messaggi profondi. Cerchiamo di raccontare quei momenti che tutti vivono almeno una volta nella vita: la nascita di un figlio, la perdita di una persona cara, il matrimonio, l’amore, un cuore spezzato. In pratica raccogliamo ricordi e li trasformiamo in musica e in storie.
Quanto sono importanti i social media per condividere la vostra musica? Vi capita mai di scrivere una canzone pensando a come potrebbe funzionare su TikTok?
No, quando componiamo non pensiamo mai a creare una tendenza. Pensiamo solo a fare buona musica. Se una canzone è davvero valida, sarà lei stessa a diventare un trend. Naturalmente i social sono molto importanti perché permettono alle persone di trovare la tua musica ovunque nel mondo, indipendentemente dal Paese da cui provieni. Oggi le opportunità sono maggiori rispetto al passato, anche se c’è molta più concorrenza. Alla fine, però, il nostro obiettivo non è avere necessariamente una hit mondiale. Ci basta che una nostra canzone riesca a emozionare qualcuno, ovunque si trovi nel mondo. Questo, per noi, è il vero successo.
Grazie per essere stati con noi. Speriamo di rivedervi presto anche in Italia.
Lo speriamo anche noi! Grazie per l’intervista e per il vostro tempo. Vogliamo mandare tanto amore e tanto “Alu Alu” a tutti: un invito alla gentilezza, alle buone vibrazioni e all’unione tra le persone.

La musica è la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
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