Te Quiero Euridice

Intervista ai Te Quiero Euridice che ci raccontano il loro nuovo singolo “Una regola“. Con questo brano, il duo musicale formato da Bri e Pitti apre una nuova fase del proprio percorso senza perdere quella dimensione intima e quotidiana che da sempre caratterizza la scrittura dei due artisti. Dopo l’ep “Sistemi lineari” e il tour che li ha portati a incontrare pubblici e città diverse, i Te Quiero Euridice tornano a concentrarsi sulle canzoni, lasciando che siano ancora una volta loro a raccontare ciò che cambia, ciò che resta e ciò che inevitabilmente bisogna imparare a lasciare andare. In questa intervista, Bri e Pitti ci raccontano la genesi del brano e i loro progetti futuri.

Intervista ai Te Quiero Euridice, il nuovo singolo “Una regola”

Cosa rappresenta “Una regola” nel vostro percorso artistico?

“Una regola” è un singolo che si muove verso un sound nuovo. Veniamo da un ep che è uscito un anno fa e l’idea è portare avanti un progetto che sia la versione 2.0 di questo lavoro, provando ad esplorare nuovi suoni con il nostro produttore Matteo Domenichelli e a vedere fin dove possiamo arrivare con il nostro progetto sia in termini di scrittura che di sonorità.

Cosa volete trasmettere con questo brano?

Tutto l’ep che stiamo preparando ragiona sul concetto di lasciar andare le cose anche quando è un po’ faticoso farlo e “Una regola” è un pezzo che spinge molto in questa direzione. Anche sui testi c’è stato un lavoro molto meticoloso e molta cura per cercare di fare passare questo concetto.

Alla fine c’è o non c’è “una regola per ridere“? Qual è la risposta che vi siete dati?

È una risposta molto personale. Ognuno si salva a proprio modo e l’idea è quella di dire che ognuno fa, personalmente, quello che può per raggiungere uno stato di benessere con sé stessi e con gli altri.

Il brano si muove tra indie, pop ed elettronica. Quali sono i vostri modelli in tal senso?

Sicuramente c’è stato molto Dominic Fike in questo disco che è una grande reference sia per noi che il nostro produttore Matteo.

Il vostro nome è molto particolare e poetico. Com’è nata l’idea di chiamarvi così?

All’inizio non c’è stato un grande ragionamento dietro poi, a posteriori, ci siamo detti che il senso potrebbe essere quello di rifarsi al mito di Orfeo ed Euridice: Orfeo cantava per amore e noi cantiamo per Euridice.

Nel 2025 avete pubblicato l’ep “Sistemi lineari”, seguito da diversi live per presentarlo. Cosa vi ha lasciato l’ultimo anno?

I live sono stati salvifici perché arrivavamo da un momento in cui eravamo molto fermi ed è stato molto importante ritrovare quel contatto lì. Abbiamo girato un bel po’, lo faremo ancora e poi anche tornare ad esporsi pubblicando e a ricevere feedback è una cosa che ti riattiva. È stata una ripartenza, un rimettersi in gioco.

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