Nashley Sempre soli

A due anni dall’ultimo album DIMENTICARE IL MONDO e dopo le collaborazioni con Federica Abbate, VV e Tancredi, NASHLEY torna il 9 ottobre con Sempre soli (rare / Ada Music Italy https://ada.lnk.to/sempresoli).

Sempre soli, scritto da Nashley insieme a Nesli, composto da Nashley e Francesco Massidda e prodotto da quest’ultimo, è un brano crudo, intimo e profondamente personale. Per la prima volta, Nashley mette al centro la propria scrittura per raccontare la sua città, la provincia e quella sensazione di solitudine che arriva quando il mondo sembra correre troppo veloce e l’unico desiderio è riuscire, almeno per un momento, a fermarsi.

Il brano rappresenta un ritorno alle origini, ma con uno sguardo nuovo. Dopo un periodo di ricerca e contaminazione, Nashley torna a parlare in prima persona, riportando al centro del progetto la dimensione più cantautorale e istintiva della sua musica.

Sempre soli nasce dalla nostalgia per un periodo della mia vita in cui sembrava tutto più semplice, anche quando non lo era. È una canzone che parla dello scorrere del tempo, delle persone che cambiano, dei treni che passano e di quella strana sensazione che si prova quando, crescendo, ci si ritrova a cercare qualcosa che forse non esiste più. Ho cercato di raccontare la distanza tra quello che ero e quello che sono diventato, attraverso piccoli ricordi quotidiani, ma non fermandosi agli aspetti malinconici: dentro c’è anche la speranza che, se oggi non sarà il giorno giusto, forse lo sarà domani.

Alla fine, crescere significa anche imparare a lasciare andare alcune cose senza smettere di cercarle.

Nashley

Sempre soli nasce da una scrittura di pancia, fatta di ferite, crescita e nostalgia. Racconta di un tempo che passa e di tutto ciò che, inevitabilmente, cambia insieme a lui: le persone, i luoghi, i rapporti. Attraverso ricordi personali e forti immagini quotidiane, Nashley ricostruisce una fotografia sbiadita di ciò che resta quando ci si accorge che alcune cose non possono più tornare come prima. Il pianoforte accompagna il brano nella sua dimensione più intima, per poi lasciare spazio a un arrangiamento orchestrale che ne amplifica il senso emotivo e il contrasto tra ciò che eravamo e ciò che siamo diventati nel tempo. Un brano intimo e nostalgico, in urban-pop acustico, attraversato da una flebile speranza verso ciò che ancora deve arrivare.

Con questo nuovo singolo, Nashley inaugura una nuova fase del proprio percorso: chitarre, pianoforti e una scrittura senza filtri si incontrano in un immaginario nostalgico, dalle sfumature anni ’90 e dai toni in bianco e nero. Un viaggio nei ricordi, nella provincia e nella memoria di un artista che oggi sceglie di ripartire da ciò che conosce meglio: raccontarsi.

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