E’ uscito Zero (Be NEXT Music / Sony Music Italy), il nuovo disco del cantautore Francesco dal Poz, anticipato dal singolo Estate spaziale, in radio da mercoledì 15 settembre.
L’album Zero rappresenta una sorta di ripartenza, appunto, da zero per il cantautore veneto.
I 12 brani contenuti nell’album vedono la stretta collaborazione con Roberto Visentin, produttore artistico, e con tre ospiti: Reinaldo Anastacio, cantautore e compositore brasiliano presente in Rio, Riccardo Rossi, batterista dei The Sun in Adesso è qui e Luca Donazzan, bassista dei Lost che ha eseguito una parte in Tisana.
Il singolo Estate spaziale, terzo estratto dal disco, come racconta Francesco Dal Poz prende spunto dalla gioventù del cantautore.
“I ricordi dell’adolescenza restano tra i più significativi. Oggi sono cresciuto e guardo quei momenti come qualcosa di sempre più lontano. È in questo brano che ho voluto raccontarli con la dovuta nostalgia, tenendo comunque bene a mente che sebbene i ricordi siano importanti, “l’adesso è tutto quello che ho.”
Nel 2021 è nata l’idea del Pozcast, un podcast legato all’album.
In questo periodo forzato di fermo e di chiusura, Francesco Dal Poz ha sentito la necessità di approfondire i temi presenti nelle 12 canzoni del disco e ha pensato di invitare degli ospiti, degli esperti e degli amici per fare una chiacchierata davanti ad un microfono e una telecamera. Sono nate così le 12 puntate del podcast con i 12 temi delle 12 canzoni dell’album Zero.
Questa la tracklist dell’album.
- Tisana
- Cerco casa
- Pancake
- Vivere d’istanti
- Banale
- Un sorriso alla volta
- Rio
- Novantanove
- Estate spaziale
- Adesso è qui
- Bonsai
- Non ho più nulla
Intervista a Francesco dal Poz
Il 17 di Settembre è uscito “Zero” il tuo nuovo lavoro discografico, dove lo “Zero” è un punto di ripartenza, cosa significa per Francesco ripartire oggi in un momento ancora così critico?
Che fosse una ripartenza per me sia a livello artistico che personale, l’ho capito dal primo giorno in cui sono entrato in studio di registrazione per iniziare questo nuovo album, ormai due anni e mezzo fa; infatti, sebbene fossero ormai diversi anni che scrivevo canzoni e facevo tante bellissime esperienze legate alla musica, cominciare questo disco ha da subito dato un forte scossone al mio modo di vedere e vivere la musica.
Pubblicare questo album oggi, prende un sapore ancora diverso e mi dà la possibilità di vedere questa ripartenza con occhi ancora diversi.
Mi ha incuriosito e allo stesso tempo esaltato l’idea di analizzare le 12 tracce di “Zero”, una ad una ospitando dei personaggi con i quali hai interagito in una sorta di video podcast. Come è nata l’idea e quali risultati hai ottenuto, ma soprattutto come mai hai sentito la necessità di farlo?
L’idea si è presentata in modo del tutto inaspettato durante il periodo di fermo forzato; infatti, questo album è stato terminato ormai diverso tempo fa, ma mentre aspettavo che arrivasse il momento giusto per pubblicarlo, ho sentito la necessità di approfondire i temi legati ad ognuna delle canzoni dell’album stesso. Ho quindi contattato esperti ed amici e davanti a delle telecamere e dei microfoni, abbiamo chiacchierato e riflettuto sui 12 argomenti delle 12 canzoni in 12 puntate diverse. Per me è stata un’esperienza fortissima e questi ospiti sono stati tutti meravigliosi e non posso che ringraziarli per aver condiviso questa esperienza.

“Estate Spaziale” è il singolo che è uscito in contemporanea all’album, come è caduta la scelta su questa singolo e non su altri, c’è un motivo?
Estate spaziale è una canzone nostalgica che parla delle estati passate, dei momenti dell’adolescenza che ancora oggi ricordo, appunto, con grande nostalgia. Settembre è il periodo in cui si saluta l’estate e in cui si guarda indietro a tutte le esperienze che durante questo periodo spesso diventano indelebili ed uniche.
Specialmente in “Estate Spaziale” metti in evidenza quelli che sono i tuoi ricordi e li senti sempre più lontani, ma non credi che anche quei ricordi, quelle esperienze abbiano contribuito a far diventare Francesco l’uomo e l’artista che è oggi?
Assolutamente sì. Ho tanti bei ricordi legati all’adolescenza e anche se non posso dire che sia stata tutta “rose e fiori”, è sicuramente stata un periodo fondamentale che mi ha portato ad essere quello che sono oggi.
Sento nei tuoi brani un sound “Indie pop” piuttosto piacevole, fresco e contemporaneo, cosa o chi ti ha portato a sviluppare e successivamente incidere questo tipo di musica?
Una delle cose che più mi dà soddisfazione è proprio rendermi conto che il sound del disco è piuttosto preciso ed identificativo, mi ritrovo molto in questo sound e lo sento prettamente mio; il fatto è che non mi sono mai seduto a tavolino per decidere di fare questo genere, ma è stato frutto di una sorta di sprigionamento di quello che provavo e che si è trasformato in musica. Fondamentale in questo percorso è stato l’aiuto del mio produttore, Roberto Visentin.
Tu dai giustamente e ammirevolmente un peso molto importante ai valori della vita e lo fai anche attraverso e soprattutto grazie ai tuoi concerti, ce ne puoi parlare?
La musica, non so ancora bene perché, mi ha dato spesso l’opportunità di venire a contatto con realtà di recupero, comunità, centri di accoglienza e sono state molte le volte in cui i concerti si sono trasformati in occasioni per raccogliere fondi per queste realtà.
È stato meraviglioso, oltre che del tutto inaspettato, ricevere Il premio della bontà nella città di Treviso per l’impegno manifestato durante questi concerti, per me un piccolo grande segno che quello era un bel modo di coniugare il sociale e la musica.
Nel tuo nuovo album, hai affrontato molti temi sociali piuttosto importanti e di questo te ne siamo grati, c’è in questo tuo aiutare costantemente il prossimo, un tema a cui sei più legato?
I temi sociali che ho a cuore sono diversi e credo che ognuno di questi, a seconda della situazione che stiamo vivendo, può diventare altamente importante. Quindi, per rispondere alla tua domanda, no, non ho un tema sociale presente nell’album a cui sono più legato.
Credi che la Musica attraverso i suoi molteplici componenti, possano aiutare e sconfiggere alcuni problemi legati alla nostra società?
Credo che esistano diversi modi per sconfiggere i problemi della nostra società. La modalità che trovo più affine al mio modo di essere, è quella di agire con piccoli grandi passi. Per esempio, a proposito di scrivere canzoni, anche l’utilizzo di una singola parola diventa importante; ecco quindi che mi interrogo su quale sia la parola migliore da usare in quel determinato contesto, su quale sia il modo per essere più inclusivo possibile, quale sia la modalità per rendere normale e quotidiano quello che magari ancora non lo è.

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Penso, parlo, organizzo e scrivo di musica da oltre 30 anni.
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