Ligabue RCF Arena

Ligabue, a poche ore dall’inizio dello show della RCF Arena di Reggo Emilia, ha incontrato la stampa, per parlare del grande evento che da li a poco lo avrebbe visto assoluto protagonista, per celebrare e festeggiare una carriera iniziata 30 (+2) anni fa.

Il primo a prendere la parola è Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia.

“Grazie a tutti dalla città del tricolore e della RCF Arena. Questo è un sogno di rock’n’roll che si avvera! Grazie a tutti, grazie al Liga per aver scelto la nostra città per la sua festa.

Oggi inauguriamo la RCF Arena, che propone un nuovo standard per la musica live, nazionale e internazionale. Nonostante due anni difficili, è bello riabbracciarsi in musica, per un concerto che porta con sé un concetto legato alla pace.”

Prosegue Ferdinando Salzano, Amministratore Delegato di Friends & Partners.

“Mi sento come un bambino in un negozio di leccornie e giocattoli. Oggi presentiamo uno show che significa ripartenza, grazie anche ai 103’009 paganti.

Maioli, il manager di Luciano, mi ha chiamato dicendomi che avremmo dovuto fare l’Arena più grande del mondo. Ci siamo attivati subito con il Comune, la Regione e trovando anche tanti partner in città.

Quando abbiamo montato il palco ci siamo resi conto della grandezza e della particolarità. E’ un palco unico, che si espande in orizzontale, non c’e nulla di simile.

Questa del Liga, poi, è una festa di aggregazione, che prende vita molte ore prima del concerto.

Questa è un’Arena permanente, non ha bagni chimici e ha un sistema tecnologico che permette a tutti di utilizzare il wifi.”

Prosegue Claudio Maioli.

“Siamo orgogliosi di questa bellissima arena e felici che sia proprio Luciano a inaugurarla. E’ un’Arena con una pendenza del 5% per permettere a tutti di vedere tutto il palco. Un modo affinché l’artista percepisca fino all’ultimo spettatore, e l’ultimo riesca a vedere tutto.

Sono molto orgoglioso che questa Arena sia nata qui, su un asse che divide la penisola. Ci sono diverse infrastrutture da queste parti e siamo certi di poter attrarre anche gli stranieri.

Quello di questa sera è uno spettacolo unico, grazie ai tanti amici e colleghi che saliranno sul palco con il Liga. Non ci sarà Piero Pelù, ancora infortunato, ma creeremo uno show generazionale, grazie anche alla presenza di Gazzelle, che ha convinto Luciano dopo aver cantato sui social L’Amore Conta.”

Ligabue incontra la stampa prima dello show alla RCF Arena

Dopo le prime parole di introduzione, arriva Luciano Ligabue, che inizia parlando di ciò che ha scoperto su di sé scrivendo l’autobiografia.

“Il Covid ha creato effetti su ognuno di noi. All’improvviso e per la prima volta non potevi più guardare avanti, ma solo ai lati o indietro.

Avevo voglia di raccontarmi. Ho guardato che cosa ho fatto, la vita che ho vissuto cercando di spiegare anche la mia astinenza da concerti. Un modo per scorrere passo passo tutto la vita, srotolando i 62 anni. Più di così non mi posso ricordare alla faccia della riservatezza. Alcuni ricordi sono dati anche dai racconti dei genitori. Non cambierei questa vita con nessun altra l’ho composta dopo, sperando di poterla cantare in coro.”

Poi il rocker di Correggio parla della RCF Arena.

“Ci tengo un bel po’ a questo posto. A Reggio chiamano questa location l’Arena di Ligabue, ma non lo è. Si tratta di un progetto condiviso, che mi rende orgoglioso. Direttore artistico? Non è nei miei piani, ma nella vita ho fatto anche cose che non avevo pensato di fare.

Un pensiero a Il Mio Nome è mai più, che il Liga avrebbe dovuto cantare con Piero Pelù.

“Si tratta di una canzone che io, Piero e Lorenzo scrivemmo nel 1999 con totale sentimento, dicendo cosa pensavamo. Nel singolo c’era una mappa di tutte le guerre nel mondo. La spesa mondiale per le armi negli ultimi anni è la più alta di sempre. Questo significa che non ci siamo tanto evoluti e se proseguiremo su questa linea anche tutti noi diventeremo sempre più bomba per esplodere. Oggi quella operazione, che portò con i ricavati a costruire ospedali in zona di guerra, sarebbe più complicata per il declino dei supporti fisici ma è importante il messaggio che lanci, perché la posizione rimane la stessa.

Non cambia nemmeno il senso di Buonanotte all’Italia.

“Era e rimane una lettera d’amore. Mi rendo conto invecchiando di essere sempre più sentimentale: provo amore ma anche disprezzo per le cose che non funzionano. Un doppio sentimento che mi fa sentire legato a questo Paese nonostante tutto.”

Unico pezzo non di Ligabue in scaletta è Musica Ribelle, di Eugenio Finardi.

“Un gran pezzo, che negli anni Settanta era un invito a darsi da fare. Un omaggio a chi già in quegli anni dimostrava che si poteva fare canzone d’autore con uno spirito rock.”

Foto di Jarno Iotti

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